Giovedì, 24 Agosto 2017
UNRIC logo - Italiano

L'ONU nella
tua lingua! 

Indice
Inizio
Prefazione
Obiettivo 1
Obiettivo 2
Obiettivo 3
Obiettivo 4
Obiettivo 5
Obiettivo 6
Obiettivo 7
Obiettivo 8
Nota per il lettore
Tutte le pagine

Rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio 2006
Obiettivo 7
Garantire la sostenibilità ambientale

META
Integrare i principi di sviluppo sostenibile nelle direttive politiche dei paesi e nei programmi, ponendo fine alla distruzione delle risorse ambientali

La deforestazione continua a ritmo allarmante, tuttavia la perdita netta delle aree forestali sta lentamente diminuendo

Vista dapprima come trasformazione di aree forestali in territori adibiti all’agricoltura, la deforestazione continua a ritmi allarmanti, circa 13 milioni di ettari l’anno. La riforestazione, il ripristino del paesaggio e la naturale espansione delle foreste ne hanno ridotto notevolmente la perdita. I nuovi territori, comunque, non possiedono lo stesso valore ecologico di foreste più longeve e biodiversificate; inoltre non forniscono alle comunità locali gli stessi benefici e gli stessi mezzi di sussistenza.

Dal 2000 al 2005 la riduzione dell’area boschiva è stata di circa 7,3 milioni di ettari l’anno (un’area pari alle dimensioni della Sierra Leone o di Panama), rispetto agli 8 milioni di ettari tra il 1990 e il 2000. Attualmente si registra una perdita giornaliera di circa 200 kmq di foresta.

Un’azione decisiva e scrupolosa ha portato alla drastica diminuzione delle sostanze anti-ozono.

La protezione dello strato d’ozono è un successo globale. Nel 1987 il protocollo di Montreal portò ad un’azione globale per la riduzione dell’uso di sostanze chimiche dannose allo strato d’ozono, che funge da scudo alla terra contro le radiazioni ultraviolette. Da allora i paesi industrializzati hanno cominciato ad eliminare le sostanze con potenziale di riduzione dell’ozono, mentre i paesi in via di sviluppo sono prossimi a farlo. Senza questi provvedimenti, entro il 2050 la riduzione dello strato di ozono sarebbe stata di 10 volte superiore ai livelli attuali, dando seguito a ulteriori milioni di casi di melanomi, cancri e cataratte.

L’utilizzo di energia è diventato più efficiente in gran parte delle regioni del mondo, sebbene continuino ad aumentare ovunque le emissioni di carbonio

Dal 1990, la quantità di energia utilizzata per 1000 dollari di PIL è diminuita globalmente di circa il 10%, con primati di efficienza nelle economie in transizione e in Asia orientale e meridionale. Questo fattore ha contribuito a mantenere la percentuale d’incremento delle emissioni di carbonio, associate al cambiamento climatico terrestre, leggermente al di sotto dell’aumento mondiale del consumo di energia. La quantità di carbonio pro capite è rimasta piuttosto costante tra il 1990 e il 2003, registrando 4 tonnellate metriche a persona. Tuttavia, a causa dell’incremento economico e demografico, le emissioni di carbonio continuano ad aumentare, specialmente nei Paesi in via di sviluppo, dove si è registrata una crescita più rapida. Sono necessari degli sforzi maggiori per sviluppare ed introdurre tecnologie energetiche e combustibili più puliti nei paesi in via di sviluppo, che stanno iniziando ad investire in maniera più consistente in attività altamente energetiche.  

META
Dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone prive di accesso all’acqua potabile e ai servizi sanitari di base

Con metà della popolazione dei paesi in via di sviluppo ancora priva di servizi sanitari di base, è difficile che il mondo riesca a raggiungere il suo traguardo

Tra il 1990 e il 2004 la presenza di servizi sanitari nei paesi in via di sviluppo è passata dal 35 al 50%. Ciò significa che durante questo arco di tempo, 1,2 miliardi di persone ha usufruito di servizi sanitari. Tuttavia, per far sì che il mondo riesca a raggiungere il suo obiettivo entro il 2015, altri 300 milioni di persone avrebbero dovuto disporne.

Gli obiettivi mondiali di accesso all’acqua potabile sono raggiungibili, tuttavia le aree rurali ne usufruiscono ancora in maniera frammentata

La percentuale della popolazione che usufruisce di acqua potabile da sorgenti adeguate è continuata ad aumentare nei Paesi in via di sviluppo, arrivando all’80% nel 2004 rispetto al 71% del 1990. Ciò significa che il processo per il raggiungimento dell’obiettivo è stato avviato con successo. L’aumento della popolazione rappresenta una nuova sfida da affrontare, mentre persistono profonde diversità tra i paesi e tra zone urbane e rurali. A tal proposito, le maggiori discrepanze si registrano in alcune zone dell’Africa subsahariana, dove gli abitanti delle zone urbane hanno il doppio delle possibilità di usufruire di acqua potabile rispetto agli abitanti delle zone rurali.
 

META
Raggiungere entro il 2020 un significativo miglioramento delle condizioni di vita di almeno 100 milioni di persone che vivono in baraccopoli. 

Nell’Africa subsahariana i centri urbani e le baraccopoli stanno crescendo rapidamente

Nel 2007, per la prima volta nella storia, la maggioranza della popolazione mondiale vivrà nelle aree urbane. Ciò comporterà un aumento delle baraccopoli nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo. L’Africa subsahariana è il Paese che registra la più rapida crescita urbana del mondo, concentratasi quasi interamente in baraccopoli, dove i nuovi residenti si trovano ad affrontare problemi di sovraffollamento, abitazioni inadeguate, mancanza di acqua potabile e servizi sanitari insufficienti. Anche in Asia occidentale la maggior parte dell’incremento urbano si concentra in baraccopoli. La rapida espansione di queste aree in Asia meridionale e orientale sta favorendo la nascita di città di grandezza e complessità senza precedenti, lanciando la nuova sfida di fornire soluzioni abitative adeguate alla popolazione più povera. L’Africa occidentale è l’unica regione in via di sviluppo dove la qualità della vita urbana sta migliorando. Qui la percentuale della popolazione che risiede nelle baraccopoli è diminuita dello 0,15% all’anno.


SDG POSTER IT UN Artboard Poster

“Together - Rispetto, sicurezza e dignità per tutti”

 La campagna mette in luce i contributi economici, culturali e sociali che migranti e rifugiati offrono ai paesi di origine, transito e destinazione. Inoltre, mira a contrastare la disinformazione e le percezioni sbagliate sull'argomento.

Together Logo

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner