Martedì, 27 Giugno 2017
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Indice
Inizio
Prefazione
Obiettivo 1
Obiettivo 2
Obiettivo 3
Obiettivo 4
Obiettivo 5
Obiettivo 6
Obiettivo 7
Obiettivo 8
Nota per il lettore
Tutte le pagine

Rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio 2006
Obiettivo 6
Combattere l’HIV/AIDS, la malaria e altre malattie

META
Bloccare la propagazione dell’HIV/AIDS ed iniziare a invertire la tendenza entro il 2015. 

Gli sforzi mirati alla prevenzione hanno dato dei risultati soddisfacenti in alcune aree, tuttavia il numero di vittime e i nuovi casi di contagio sono in aumento

Diversi Paesi sono riusciti a ridurre la loro percentuale di persone affette da HIV attraverso  interventi mirati a promuovere un cambiamento di stile di vita. Tuttavia, il numero complessivo di persone affette da HIV è continuato ad aumentare, passando dai 36,2 milioni di casi nel 2003 ai 38,6 milioni nel 2005 (di cui circa la metà sono donne). Il 2005 ha registrato circa 4,1 milioni di nuove infezioni. E’ aumentato anche il numero di vittime dell’AIDS, toccando i 2,8 milioni nonostante un utilizzo più ampio del trattamento antiretrovirale e precauzioni migliori in alcune regioni.

Focolare dell’epidemia rimane la regione subsahariana dell’Africa. Ospitando poco più del 10% della popolazione mondiale, questa zona registra il 64% delle persone affette da HIV e il 90% dei bambini (sotto i 15 anni) portatori sani del virus. 12 milioni di bambini provenienti dall’Africa subsahariana sono orfani, mentre circa il 59% degli adulti affetti da HIV, per un totale di 13,2 milioni di persone, sono donne.

Alla fine degli anni Novanta, la percentuale di nuovi casi affetti da HIV nella regione aveva raggiunto i suoi valori massimi, mentre ultimamente in Kenia, Zimbabwe e nelle zone urbane di Burkina Faso si sono registrati dei lievi miglioramenti. La propagazione dell’HIV prevalentemente tra individui adulti dell’Africa subsahariana di età compresa tra i 15 e i 49 anni sembra essersi contenuta, sebbene le percentuali rimangano molto elevate. Questa apparente stabilizzazione è data dal fatto che, se da una parte nuovi individui hanno contratto il virus, dall’altra quasi lo stesso numero è deceduto vittima della malattia. 

META
Arrestare il flagello della malaria e di altre malattie e cominciare a invertire la tendenza entro il 2015. 

Al via la lotta contro la malaria.

La crescente consapevolezza del flagello malarico si è associata ad un rinnovato impegno nel combattere questa malattia. I consistenti aiuti economici del Fondo globale per la lotta all’Aids, tubercolosi e malaria, la Strategia globale contro la malaria della Banca Mondiale, l’ Iniziativa contro la malaria del presidente degli Stati Uniti e la Fondazione Bill & Melinda Gates, tra gli altri, dovrebbero incentivare i principali interventi di controllo della malattia, in particolare l’utilizzo di zanzariere e di efficaci sostanze antimalariche.

In soli 4 anni (1999 – 2003), la distribuzione di zanzariere è aumentata di 10 volte nell’Africa subsahariana. Nonostante questo progresso, sulla base di dati ricavati da una serie di paesi della regione, si riscontra che gli abitanti dei centri urbani sono sei volte più inclini ad utilizzare le zanzariere rispetto agli abitanti delle zone rurali. Allo stesso modo, il quintile più ricco della popolazione è undici volte più propenso al loro utilizzo rispetto al quintile più povero.

Sono in aumento i nuovi casi di tubercolosi oltre che di malattie associate all’HIV

Il numero di nuovi casi di tubercolosi sta aumentando annualmente dell’1%, soprattutto nell’Africa subsahariana. Nella Comunità di Stati Indipendenti (CSI) si è verificato un forte aumento durante gli anni Novanta, ma il valore massimo è stato raggiunto nel 2001 per poi diminuire. La tubercolosi uccide 1,7 milioni di persone ogni anno. Dei quasi 9 milioni di casi registrati nel 2004, 741.000 riguardavano persone affette da HIV.



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