Martedì, 22 Agosto 2017
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Indice
Inizio
Prefazione
Obiettivo 1
Obiettivo 2
Obiettivo 3
Obiettivo 4
Obiettivo 5
Obiettivo 6
Obiettivo 7
Obiettivo 8
Nota per il lettore
Tutte le pagine

Rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio 2006
Obiettivo 3
Promuovere l’uguaglianza di genere e l’autonomia delle donne

META
Eliminare la disparità di genere nell’insegnamento primario e secondario, preferibilmente entro il 2005, così come in tutti i livelli di insegnamento entro il 2015. 

Nonostante il permanere di profonde diversità, le donne avanzano gradualmente nel mercato del lavoro in tutti le regioni del mondo

Le donne rappresentano una parte in crescita della forza lavoro mondiale, più di un terzo in tutte le regioni ad esclusione dell’Asia meridionale ed occidentale e dell’Africa settentrionale. Tuttavia, esse continuano ad incontrare difficoltà nello svolgere incarichi retribuiti. Differenze di retribuzione, segregazione occupazionale, percentuali maggiori di disoccupazione e un’eccessiva presenza nei settori informali e di sussistenza limitano il miglioramento economico delle donne. Le discrepanze esistenti nel mercato del lavoro sono ulteriormente alimentate da fattori culturali, politiche occupazionali e mancanza di alternative per bilanciare gli impegni lavorativi e familiari o gestire la maternità.

Sebbene gli uomini continuino a dominare, il potere politico delle donne è in aumento

Dal 1990 ad oggi, la presenza femminile in ambito politico è aumentata sensibilmente. Uno su cinque parlamentari eletti nel 2005 è una donna e nel 2006 le presenze femminili nei seggi parlamentari di tutto il mondo sono salite al 17%. In 20 Paesi le donne costituiscono oltre il 30% dei parlamentari. Nonostante questi progressi, notevoli differenze sono ancora presenti. Mentre in Ruanda e nei paesi nordici si è quasi raggiunta la parità di cariche politiche nazionali ricoperte da donne, la presenza femminile è piuttosto ridotta in Oceania, Africa e Asia occidentale. I dati più incoraggianti arrivano da America Latina e Caraibi, dove attualmente le donne occupano il 20% dei seggi parlamentari. 

Diversi fattori entrano in gioco. Opinione pubblica e gruppi di pressione hanno influito notevolmente sul panorama politico. Quote ed altre disposizioni hanno favorito l’abbattimento delle barriere portando a cambiamenti positivi. Oggi più di 95 paesi hanno applicato nuove disposizioni obbligatorie o volontarie, al fine di incrementare la partecipazione femminile nella sfera politica. In tal senso, le nuove costituzioni di paesi recentemente usciti da conflitti si sono rivelate particolarmente efficaci. Ad esempio, a seguito delle elezioni del 2005 in Afghanistan e Iraq, le donne oggi occupano nei due paesi rispettivamente il 27 e il 25% dei seggi parlamentari.


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 La campagna mette in luce i contributi economici, culturali e sociali che migranti e rifugiati offrono ai paesi di origine, transito e destinazione. Inoltre, mira a contrastare la disinformazione e le percezioni sbagliate sull'argomento.

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