Mercoledì, 21 Agosto 2019
UNRIC logo - Italiano

L'ONU nella
tua lingua! 

"Ricordando la sua decisione di deferire la situazione in Libia al Procuratore della Corte Penale Internazionale e l'importanza della collaborazione nell’assicurare che i responsabili di violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale o complici di attacchi contro la popolazione civile siano chiamati a rispondere delle loro azioni,

"Condannando fermamente tutte le violazioni dei diritti umani vigenti e del diritto internazionale umanitario, comprendenti violazioni che comportano esecuzioni, altri usi di violenza contro i civili, o di arresti e detenzioni arbitrarie, in particolare dei migranti africani e dei membri delle comunità minoritarie,

"Condannando altresì con forza atti di violenza sessuale, in particolare contro donne e  bambine, e il reclutamento e l'impiego di bambini in situazioni di conflitto armato in violazione del diritto internazionale applicabile,

"Considerando che il ritorno volontario e assistito dei rifugiati e degli sfollati sarà un fattore di fondamentale importanza per il consolidamento della pace in Libia,

"Sottolineando che la proprietà e responsabilità nazionali sono cruciali per creare le condizioni di una pace sostenibile e che la responsabilità principale delle autorità nazionali è  identificare le proprie priorità e strategie per la costruzione della pace post-conflitto,

"Ricordando la lettera del Segretario Generale datata 7 settembre 2011 (S/2011/542) e accogliendo favorevolmente la sua intenzione di inviare, su richiesta delle autorità libiche, uno schieramento iniziale di personale, che sarà coordinato da un Rappresentante Speciale del Segretario Generale,

"Prendendo atto della lettera del 14 settembre 2011 del Dottor Mahmoud Jibril, Primo Ministro del Consiglio Nazionale di Transizione della Libia, al Segretario Generale,

"Esprimendo la sua gratitudine all'Inviato Speciale del Segretario Generale in Libia, Sig. Abdel-Elah Mohamed Al-Khatib, per i suoi sforzi per addivenire a una soluzione sostenibile e pacifica in Libia,

"Ribadendo che le Nazioni Unite dovrebbero coordinare lo sforzo della comunità internazionale nel sostenere la transizione guidata dalla Libia e il processo di ricostruzione volto a formare un paese democratico, indipendente e unito, accogliendo, a tale scopo, i contributi derivanti dall’incontro di alto livello, tenuto dal Segretario Generale il 26 agosto, con le organizzazioni regionali e dalla Conferenza di Parigi del 1 ° settembre, e accettando altresì gli sforzi dell'Unione Africana, della Lega Araba, dell’Unione Europea e dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica,

"Esprimendo preoccupazione per la proliferazione delle armi in Libia e il loro potenziale impatto sulla pace e sulla sicurezza regionali,

 "Ricordando le sue risoluzioni 1970 (2011) del 26 febbraio 2011 e 1973 (2011) del 17 marzo 2011,

 "Ricordando la propria determinazione nel garantire che i beni congelati possano essere messi a disposizione e a beneficio del popolo della Libia prima possibile, conformemente alle risoluzioni 1970 (2011) e 1973 (2011)  e,accogliendo le misure adottate dal Comitato istituito ai sensi della risoluzione 1970 (2011) e dagli Stati Membri a tale riguardo, e sottolineando l'importanza di rendere disponibili queste risorse in modo trasparente e responsabile, secondo le esigenze e i desideri del popolo libico,

 "Consapevole della propria responsabilità primaria del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale in virtù della Carta delle Nazioni Unite,

 "Agendo ai sensi del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, e prendendo provvedimenti di cui all'articolo 41,

"1. Prende atto degli sviluppi in Libia, accoglie con favore la situazione migliorata del paese e auspica la stabilità in Libia;

 "2.Auspica la costituzione di un Governo della Libia inclusivo, rappresentativo e di transizione e sottolinea la necessità, per il periodo di transizione, di essere sostenuto da un impegno alla democrazia, al buon governo, allo stato di diritto e rispetto dei diritti umani;

"3. Sottolinea l'importanza di promuovere la partecipazione paritaria e completa delle donne e delle minoranze nelle discussioni relative al processo politico nella fase successiva al conflitto;

 "4.Accoglie con favore le dichiarazioni del Consiglio Nazionale di Transizione che si appella all'unità, alla riconciliazione nazionale e alla giustizia, e che chiede ai libici di tutte le fedi e origini di astenersi da rappresaglie incluse le detenzioni arbitrarie;

"5. Incoraggia il Consiglio Nazionale di Transizione ad implementare i suoi programmi per:

(a) proteggere la popolazione della Libia, ripristinare i servizi pubblici e stanziare i fondi della Libia in modo chiaro e trasparente;

(b) impedire ulteriori abusi e violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale e porre fine all'impunità;

(c) garantire un processo politico globale e di consultazione in previsione di un accordo su una costituzione e lo svolgimento di elezioni libere ed eque;

(d) garantire la sicurezza dei cittadini stranieri in Libia, in particolare quelli che sono stati minacciati, maltrattati e/o detenuti, e

(e)  impedire la proliferazione di missili terra-aria portatili, di armi di piccolo calibro e di armi leggere, e adempiere agli obblighi sul controllo delle armi in Libia e a quelli di non proliferazione derivanti dal diritto internazionale;

“6. Riconosce le richieste del Consiglio Nazionale Transitorio per evitare azioni di rappresaglia incluse azioni contro i lavoratori immigrati;

“7. Invita le autorità libiche a promuovere e tutelare i diritti umani, inclusi quelli delle persone appartenenti a gruppi vulnerabili, al fine di rispettare gli obblighi previsti dalla legge internazionale, dalla legge umanitaria internazionale e dalla legge sui diritti umani. Richiede altresì che i responsabili di reati, compresi quelli di violenza sessuale, debbano renderne conto secondo le norme internazionali;

“8. Esorta fortemente le autorità libiche ad assicurare la tutela del personale diplomatico e degli immobili in conformità alla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961;

“9. Esprime il proprio impegno ad assistere il popolo libico nel raggiungimento di tali obiettivi, ed esorta tutti gli Stati Membri a sostenere il popolo libico secondo le esigenze;

“10. Invita tutti gli Stati Membri a lavorare in stretta collaborazione con le autorità libiche nel loro impegno per combattere l’impunità, in conformità agli obblighi internazionali della Libia;

“11. Esorta le autorità libiche a rispettare gli obblighi internazionali della Libia, inclusi quelli sottolineati dallo Statuto delle Nazioni Unite, in conformità alla legge internazionale. Esorta altresì le autorità libiche ad onorare i contratti e gli obblighi ancora esistenti, in conformità alla presente e ad altre pertinenti risoluzioni, nonché alla legge applicabile a tali contratti e obblighi;

Mandato delle Nazioni Unite

“12. Decide di stabilire la Missione di Supporto in Libia (UNSMIL – United Nations Support Mission in Libya), sotto il controllo di uno speciale rappresentante del Segretario Generale per un periodo iniziale di tre mesi, e decide altresì che il compito di UNSMIL debba essere quello di assistere e supportare gli sforzi della nazione libica per:

(a) ripristinare l'ordine pubblico promuovendo lo stato di diritto;

(b) garantire un dialogo politico globale, promuovere la riconciliazione nazionale e iniziare la fase costituente e il processo elettorale;

(c) estendere l'autorità statale, anche attraverso il rafforzamento di istituzioni responsabili emergenti e il ripristino dei servizi pubblici;

(d) promuovere e tutelare i diritti umani, in modo particolare per coloro che appartengono a gruppi vulnerabili, supportando la giustizia transitoria;

(e) intraprendere il cammino necessario per un’immediata ripresa economica; e

(f) coordinare il supporto che potrebbe essere richiesto da altri attori multilaterali o bilaterali quando richiesto;

Embargo delle armi

“13. Decide che le misure imposte dal paragrafo 9 della risoluzione 1970 (2011) non devono essere applicate alla fornitura, alla vendita o al trasferimento in Libia di:

(a) armi o dotazioni simili di qualsiasi tipo, compresa l'assistenza tecnica, la formazione, l’assistenza finanziaria o di altro tipo, esclusivamente per motivi di sicurezza o assistenza per il disarmo alle autorità libiche purché previamente notificato al Comitato e, in assenza di una decisione negativa da parte del Comitato, entro cinque giorni lavorativi dalla data di tale notifica;

(b) armi leggere e di piccolo calibro e dotazioni simili, temporaneamente esportate in Libia per l’uso esclusivo del personale delle Nazioni Unite, operatori dei media, operatori umanitari e personale associato, purché previamente notificati al Comitato e, in assenza di una decisione negativa da parte del Comitato stesso, entro cinque giorni lavorativi dalla data di tale notifica;

“Congelamento dei beni

“14.  Delibera che la Libyan National Oil Corporation (LNOC) e la Zueitina Oil Company non  siano più soggette al congelamento dei beni e alle altre misure così come previsto dai paragrafi 17, 19, 20 e 21 della risoluzione 1970 (2011) e dal paragrafo 19 della risoluzione 1973 (2011);

“15.  Delibera di modificare le misure previste ai paragrafi 17, 19, 20 e 21 della risoluzione 1970 (2011) e al paragrafo 19 della risoluzione 1973 (2011) riguardo alla Banca Centrale di Libia, alla Libyan Arab Foreign Bank (LAFB), alla Libyan Investment Authority (LIA) e alla Libyan Africa Investment Portfolio (LAIP) come segue:

(a)   i fondi, le attività finanziarie e le risorse economiche che si trovano fuori dalla Libia e che appartengono agli organismi citati nel presente paragrafo, che sono stati congelati a partire dalla presente risoluzione ai sensi delle misure adottate nei paragrafi 17 della risoluzione 1970 (2011) o nel paragrafo 19 della risoluzione 1973 (2011), continuano a rimanere congelati da parte degli Stati salvo deroga così come previsto dai paragrafi 19, 20 o 21 della risoluzione medesima o del seguente paragrafo 16;

(b)   salvo quanto stabilito al punto (a), la Banca Centrale di Libia, la LAFB, la LIA e il LAIP non sono più soggette alle misure imposte dal paragrafo 17 della risoluzione 1970 (2011), che stabilisce che gli Stati non devono più assicurare che sia impedito ai propri cittadini o ad altri individui o entità nel proprio territorio di rendere disponibile qualsiasi fondo, attività finanziaria o risorsa economica a favore o a beneficio dei presenti organismi;

“16.  Delibera che, in aggiunta alle disposizioni del paragrafo 19 della risoluzione 1970 (2011), le misure imposte dal paragrafo 17 della risoluzione medesima, così come modificate dal precedente paragrafo 15 e dal paragrafo 19 della risoluzione 1973 (2011), non si applicano ai fondi, alle attività finanziarie o alle risorse economiche della Banca Centrale di Libia, della LAFB, della LIA e del LAIP stabilito che:

(a)   uno Stato Membro abbia notificato al Comitato la sua intenzione di autorizzare l'accesso ai fondi, alle attività finanziarie o alle risorse economiche per uno o per tutti i seguenti motivi e in assenza di una delibera negativa da parte del Comitato che si sia espresso entro cinque giorni lavorativi da tale notifica:

(i)   aiuti umanitari;

(ii)  carburante, elettricità e acqua ad uso strettamente civile;

(iii) ripresa della produzione e del commercio di idrocarburi in Libia;

(iv)  fondazione, funzionamento o rafforzamento di istituzioni governative civili e infrastrutture pubbliche civili; o

(v)   agevolazione nella ripresa delle operazioni del settore bancario, incluso il sostegno o l'agevolazione dei commerci internazionali con la Libia;

(b)   uno Stato Membro abbia notificato al Comitato che tali fondi, attività finanziarie e risorse economiche non sono resi disponibili a favore o a beneficio degli individui soggetti alle misure previste dal paragrafo 17 della risoluzione (2011) o dal paragrafo 19 della risoluzione 1973 (2011);

(c)   lo Stato Membro abbia consultato preventivamente le autorità libiche sull’uso di tali fondi, attività finanziari o risorse economiche; e

(d)   lo Stato Membro abbia condiviso con le autorità libiche la notifica sottoposta ai sensi del presente paragrafo e le autorità libiche non abbiamo presentato obiezione entro cinque giorni lavorativi dalla concessione di tali fondi, attività finanziarie o risorse economiche;

“17.  Invita gli Stati a vigilare mentre agiscono ai sensi del precedente paragrafo 16 e a fare le necessarie considerazioni sull’uso di meccanismi finanziari internazionali per promuovere la trasparenza e prevenire l’appropriazione indebita, alla luce delle sfide che le autorità libiche devono ancora affrontare;

“18.  Richiede al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale di collaborare con le autorità libiche per valutare la creazione, in Libia, di un quadro amministrativo finanziario pubblico con il compito di raccomandare alla Libia come muoversi per assicurare un sistema trasparente e  responsabile sui fondi appartenenti alle istituzioni governative libiche, incluse la LIA, LNOC, LAFB, LAIP e la Banca Centrale di Libia e inoltre richiede che il Comitato venga informato dei risultati di tale valutazione;

“19.  Indica al Comitato, previa consultazione con le autorità libiche, di riesaminare continuamente le rimanenti misure imposte dalle risoluzioni 1970 (2011) e 1973 (2011) riguardo alla Banca Centrale di Libia, alla LAFB, alla LIA e alla LAIP, e delibera che il Comitato, previa consultazione con le autorità libiche, possa revocare la nomina di tali organismi non appena sia fattibile, per assicurare che i beni siano resi disponibili a favore e a beneficio delle popolazioni della Libia;

“No-Fly Zone e Divieto di sorvolo

“20.  Tenuto conto dell’evolversi delle situazioni in Libia,evidenzia la propria volontà a mantenere le misure previste dai paragrafi 6 al 12 della risoluzione 1973 (2011) sotto continua osservazione e sottolinea la propria disponibilità, se consona e se le circostanze lo permettono, a revocare tali misure e a togliere l’autorizzazione data agli Stati Membri nel paragrafo 4 della risoluzione 1973 (2011) previa consultazione con le autorità libiche;

“21.  Delibera che le misure del paragrafo 17 della risoluzione 1973 (2011) cessano di avere effetto a far data dalla presente risoluzione;


SDG Poster 2018 2

Banner
Banner
Banner
Banner

united to reform web banner 250px