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Conferenza Habitat III: “Città sostenibili e inclusive possono trasformare al meglio il nostro mondo”.

Bankimoon Habitat III articolo unric

18 ott - La data di ieri, 17 ottobre, è stata importante non solo per la celebrazione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, ma anche perché si è aperta a Quito (Ecuador) la Conferenza internazionale Habitat III, organizzata da UN-Habitat, l’Agenzia delle Nazioni Unite sugli Insediamenti Umani, e dedicata al tema dello sviluppo urbano sostenibile.

Come ha sottolineato il Segretario Generale ONU Ban Ki-moon durante il discorso di apertura, i temi della Giornata internazionale e della Conferenza, che durerà fino al 20 ottobre, sono strettamente legati l’uno all’altro, poiché “le città svolgono un ruolo enorme nella lotta alla povertà e nella costruzione di società inclusive che possano promuovere la partecipazione di tutti”. La creazione di città e di comunità sostenibili è il focus dell’Obiettivo per lo Sviluppo Sostenibile n. 11, il cui conseguimento si sta poco a poco realizzando grazie ai piani di azione definiti in precedenza in occasione degli incontri che si sono svolti a Sendai, Addis Abeba, Parigi e Istanbul.

Il tanto atteso evento globale che quest’anno si tiene a Quito (la prima città al mondo a essere dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, insieme a Cracovia, in Polonia) ha luogo ogni venti anni. L’edizione di quest’anno ha posto al centro del dibattito l’attuazione della “Nuova Agenda Urbana”, che fissa nuovi standard e piani di azione per permettere alla sempre più crescente popolazione urbana nel mondo di vivere in modo più sostenibile. Dalla prima Conferenza internazionale Habitat nel 1976, infatti, la popolazione nei centri urbani è aumentata notevolmente e secondo stime ONU entro il 2050 essa rappresenterà quasi il 70% della totale popolazione mondiale.

La “Nuova Agenda Urbana” presentata a Quito richiede un’azione globale da parte di tutti i livello di governo, della società civile, dell’economia e del settore privato, al fine di contribuire al raggiungimento dei più ampi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) entro il 2030 e per trasformare al meglio la situazione attuale, dove “circa un quarto della popolazione della aree urbane nel mondo vive nelle baraccopoli o in insediamenti informali” e  dove “sempre più persone povere e vulnerabili vivono in condizioni precarie, senza poter avere accesso ai servizi di base o a spazi vitali adeguati”, ha infatti detto Ban Ki-moon.

Il Segretario Generale ha infine sottolineato l’importanza di investire nella costruzione di abitazioni, infrastrutture e servizi di base adeguati e a prezzi accessibili, coinvolgendo anche donne e ragazze nella realizzazione di città più sicure e produttive per tutti, ricordando che le città sono dei “notevoli motori della crescita, centri di diversità e di creatività” e che l’aspetto della pianificazione urbana non deve essere trascurato, specialmente nei paesi in via di sviluppo dove l’espansione urbana spesso non viene pianificata.

Per saperne di più, clicca qui.

Per leggere il discorso integrale in lingua inglese del Segretario Generale, clicca qui.

SDG Poster 2018 2

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