Domenica, 18 Agosto 2019
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Osservazioni del Segretario Generale durante la visita alla comunità musulmana di Christchurch, Nuova Zelanda

SG 1

16 mag - As salam alaikum.”

Ringrazio di cuore questa comunità per il suo benvenuto, soprattutto durante questo mese sacro del Ramadan.

Ogni Ramadan faccio una visita di solidarietà in qualche parte nel mondo. L'anno scorso in Mali,  due anni fa in Afghanistan.

Quest'anno, a causa dei terribili attacchi terroristici contro la vostra comunità, volevo essere qui con voi.

Il Ramadan è un periodo di riflessione, commemorazione e rinnovamento. Sono qui per esprimere le mie più sentite condoglianze, il mio profondo rispetto e tutta la mia solidarietà a voi, alle vostre famiglie e alla vostra comunità.

So che non ci sono parole in grado di alleviare la tristezza, la sofferenza e il dolore.

Ma volevo venire qui di persona per esprimere il mio affetto, il mio sostegno e la mia totale e completa ammirazione.

Come tante altre persone nel mondo, mi sono commosso di fronte alle toccanti storie di compassione e benevolenza di Christchurch.

Ma per molti versi non ne sono rimasto stupito.

Questa comunità ha rispecchiato uno spirito che ho sempre saputo essere profondamente radicato nell'Islam, una religione di amore, compassione, perdono e pietà.

Come Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, per dieci anni sono stato testimone della generosità dei Paesi musulmani, sempre disposti ad aprire le proprie frontiere alle persone bisognose, in un mondo in cui, sfortunatamente, molte altre frontiere sono chiuse.

Questo è in linea con quella che per me la più bella disposizione per la protezione dei rifugiati nella storia del mondo. Si trova nella Sura At-Tawba del Sacro Corano:

“E se qualcuno cerca la tua protezione, concediglielo affinché possa ascoltare la Parola di Allah, e poi accompagnalo dove può essere al sicuro.”

Protezione da garantire a credenti e non credenti, in una fantastica dimostrazione di tolleranza di quattordici secoli fa.

Questo venne rivelato al profeta (la pace sia con Lui) più di quattordici secoli prima della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati del 1951.

Il mese scorso ho fatto visita alla moschea e all’università di Al-Azhar al Cairo, dove ancora una volta sono stato colpito dall’incredibile contributo dato dal mondo islamico alla civiltà mondiale.

Nel corso della mia visita, ho avuto l’onore di incontrare il Grande Imam (lo Sceicco Ahmed Al-Tayeb) e di ringraziarlo per il suo recente incontro interreligioso con Papa Francesco negli Emirati Arabi.

Il documento sulla “fratellanza umana per la pace nel mondo e la convivenza” firmato dai due leader è un segno di rispetto reciproco, tolleranza, compassione e pace.

Esorta le persone di fede a riconoscersi, a rispettarsi l’un l’altro e ad agire insieme per il bene dell’umanità.

Dobbiamo restare uniti in questo periodo di difficoltà.

I discorsi di incitamento all’odio si stanno diffondendo e il dibattito pubblico sta venendo sminuito. I social media vengono utilizzati come piattaforma per il fanatismo. Noi tutti dobbiamo mostrare solidarietà in risposta all’odio crescente.

Ho già avviato due iniziative: proteggere i siti religiosi e affrontare i discorsi di incitamento all’ odio.

Ho chiesto all’Alto Rappresentante dell’Alleanza delle Civiltà Miguel Moratinos, di elaborare un piano d’azione che coinvolga le Nazioni Unite nella salvaguardia dei siti religiosi.

Ho chiesto inoltre al mio Consigliere Speciale sulla Prevenzione del Genocidio, Adama Dieng, di formare un gruppo all’interno dell’ONU per intensificare la nostra risposta ai discorsi di odio e per presentare un piano d’azione globale.

I discorsi di incitamento all’odio si stanno diffondendo nei social media come un incendio. Noi dobbiamo estinguerlo.

Non c’è spazio per i discorsi di odio (online o offline).

Man mano che procediamo, prendo ispirazione dal messaggio del Corano (Sura Al-Hujurat 49:13): O uomini (…) abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda”.

Vi voglio ringraziare per fare quello che state facendo per aiutarci a conoscere l’uno con l’altro e per considerare la nostra umanità comune.

In questo momento difficile, sono qui a dirvi col cuore in mano: non siete soli.

Il mondo è con voi. Le Nazioni Unite sono con voi. Io sono con voi.

Grazie.

SDG Poster 2018 2

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