Mercoledì, 24 Aprile 2019
UNRIC logo - Italiano

L'ONU nella
tua lingua! 

Videomessaggio di Luciana Percovich per la Giornata Internazionale della Donna

Luciana Percovich 2017

8 mar - UNRIC Italia è lieta di condividere il videomessaggio della scrittrice e attivista Luciana Percovich in occasione della Giornata Internazionale della Donna 2019.

Qui potrete leggere il testo integrale del suo discorso:

 

"Buon 8 marzo, care sorelle, conosciute e sconosciute, ragazzine e vegliarde, nere rosse gialle nocciola bianche e del melange di tutti questi colori! Buona giornata da questa finestra che si apre magicamente una volta all’anno a ricordare che tra poco inizia la primavera!

Un anno fa ho immaginato di rivolgermi a quelle che sentivo come una folla di giovani donne confuse stanche arrabbiate, raccontando qualcosa che ancora troppo poche donne, troppo pochi libri o film, troppo pochi compagni di strada sanno e accettano, e cioè che la storia dell’umanità è stata notevolmente più lunga e diversa dalla narrazione dei vincitori. Cioè che alle nostre spalle, alle radici della storia comune dell’umanità la Terra ha conosciuto lunghi millenni di pace e la fioritura di straordinarie e sempre più complesse forme di società basate non sul dominio e lo sfruttamento ma sulla conoscenza, sulla cooperazione e il rispetto di tutto il bioma, ossia l’insieme delle forme viventi che popolano il pianeta. Che solo da un certo punto in poi, solo pochi millenni fa, c’è stato un arresto e un’involuzione (forse innescato proprio da una catastrofe ecologica simile a quella in atto adesso) e la civiltà è virata verso forme di dominio e sfruttamento sempre più feroci e disumane, fino a quel momento sconosciute agli umani. Il potenziale eversivo, l’effetto di “mancamento del terreno sotto ai piedi”, lo shock cognitivo che porta con sé una narrazione nuova, che mette sottosopra ciò che si dà per indiscutibile –fanno più che mai paura! Eppure, noi siamo la prima generazione che ha visto emergere questa nuova faccia della storia, così come sono emerse al di là delle intenzioni di paleontologi o archeologi le meravigliose pitture in grotte rimaste sigillate per millenni e statuette femminili (di Dee?) rimaste nascoste nella terra, in tutti i continenti. Ed è nostra responsabilità accogliere e divulgare la memoria che contengono, memoria emersa come un tesoro nascosto per “i tempi difficili che sarebbero arrivati”.

Se dunque abbiamo alle spalle ciascuna e tutte insieme l’eredità di una storia molto più lunga e molto più evoluta di quanto la vulgata evoluzionista conceda ai più di sapere, oggi vorrei invece intrecciare questa dimensione temporale con quella spaziale, nel presente. E portare alla vostra attenzione il fatto che in tutti i continenti – come mai è successo prima - le donne-con-coscienza-di-sé sono al lavoro, sono concretamente in lotta, schierate in milioni di modi diversi in difesa della natura e di tutte le creature minacciate di sempre nuove sofferenze e tormenti.

Ma le donne-con-coscienza-di-sé sono altrettanto abili nell’inventare proteste, rifugi e rimedi tante quante sono le situazioni di bisogno sotto ai loro occhi nei diversi continenti. Donne medico, artigiane, pastore, contadine, maestre, commercianti, donne che fanno scudo con il proprio corpo agli scempi delle acque e dei fiumi e delle foreste, ovunque, dall’Africa all’India, dal Kurdistan alla Foresta amazzonica …

Già il solo rintracciare, nominare, creare elenchi e data base potrebbe essere un lavoro altamente politico capace di impegnare al meglio le abilità delle tante webmaster nella creazione di mappe interattive on line. Per connettere queste donne tra loro, connetterci, favorire lo scambio di informazioni straordinariamente qualificate e preziose. Ma anche per nutrire così i cuori e le menti, perché dal fare questo ben si guardano tutti i sistemi di informazioni che come rete mondiale ogni giorno portano solo notizie di donne violentate, massacrate a vario titolo e in varie forme, sfruttate, imprigionate, rapite o – altrimenti - agghindate come delle Barbies al servizio del Boss di turno. In una strategia mistificatrice di incanalamento delle emozioni e delle energie che ha l’effetto di scoraggiare e deprimere. Ma le donne sono come l’acqua e l’acqua non si può richiudere in gabbia. Esiste nella tradizione biblica occidentale un racconto su Jahvè, epitome del modello patriarcale divino, che aveva decretato che Tehom, l’acqua indomabile doveva essere rinchiusa “dietro cancelli, sprangati con sbarre di ferro” … ma già allora i saggi bisbigliavano, senza osare dirlo a voce alta, che “avesse costruito il suo palazzo sopra un’ampia voragine!” al cui fondo non si arrestavano le acque abissali. Anzi, oggi i ghiacciai si stanno sciogliendo e aumenta la quantità di acqua in movimento e tanta memoria del pianeta fin qui congelata/ibernata irrompe e scompagina equilibri precari spacciati per immutabili.

Quindi il messaggio che oggi sento urgente mandare a tutte le donne confuse stanche e arrabbiate è: guardatevi attorno, scoprite coi vostri occhi, i vostri sensi e i vostri talenti le sorelle che nell’invisibilità creata dai media invece agiscono, curano, inventano, creano, amano. Perché insieme possiamo costruire un Cerchio grande come la circonferenza della Terra, se solo smettiamo di sentirci sole. Alle nostre spalle ciascuna ha una catena infinita di madri, sorelle, zie, nonne bisnonne antenate via via più lontane che nascono tutte dall’Eva mitocondriale (tra i 100/200 mila anni fa, la madre dell’homo sapiens) e più indietro ancora da Lucy, l’australopitecina che imparò a camminare eretta 3 milioni di anni fa.

E ricongiungiamoci, con umiltà e riconoscenza, alle sorelle e madri dei popoli nativi che di madre in figlia hanno conservato la primitiva sapienza umana delle culture matriarcali pacifiche, senza barriere di sesso e di ricchezza. Loro hanno conservato le Istruzioni per il tempo che è adesso: fare pace con nostra Madre e i suoi quattro principi elementali, prenderci cura della Terra e delle sue Nazioni e non avere paura, ma andare avanti, parlare, condividere il proprio sapere, ovunque si possa farlo. Perché ora è di nuovo il tempo del calendario lunare."

 

Luciana Percovich, scrittrice, esponente del movimento femminista milanese (Lotta femminista, Gruppo femminista per una Medicina delle donne, Libreria delle donne, Libera università delle donne). Negli anni 70 ha diretto la collana di saggistica Il Vaso di Pandora - La Salamandra edizioni e attualmente cura la collana Le Civette/Saggi per l’Editrice Venexia. Ha scritto su varie riviste occupandosi di medicina, scienza, antropologia, mitologia e spiritualità femminile.

I suoi libri: La coscienza nel corpo. Donne, salute e medicina negli anni Settanta, Franco Angeli, 2005; Oscure Madri Splendenti. Le radici del sacro e delle religioni, Venexia, Roma, 2007; Colei che dà la vita. Colei che dà la forma, Venexia, 2009; Verso il Luogo delle Origini. Un percorso di ricerca del sé femminile, Castelvecchi, 2016.

SDG Poster 2018 2

Banner
Banner
Banner
Banner

united to reform web banner 250px