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Videomessaggio da EpiCentro-ISS in occasione della giornata mondiale dI lotta all’AIDS (1 dicembre)

Epicentro cover Giornata Salute Mentale

29 nov - Videomessaggio da EpiCentro, sito dell'Istituto Superiore di Sanità, in occasione della giornata mondiale di lotta all’AIDS (1 dicembre 2018)

 A cura di: Barbara Suligoi e Anna Maria Luzi (Istituto Superiore di Sanità), in collaborazione con la Redazione di EpiCentro-Iss

 

In Italia, tra le 125.000 e le 130.000 persone convivono con l’HIV. Sebbene larga parte di queste persone sia già stata diagnosticata, tra le 12.000 e le 18.000 non hanno ancora scoperto la propria sieropositività, nonostante almeno un terzo (circa 6000) abbia un’infezione da HIV in fase avanzata. Un dato che viene sottolineato dallo slogan “Conosci il tuo stato” scelto per l’edizione 2018 della Giornata mondiale di lotta contro l’AIDS.

Dai primi anni Ottanta, il Centro Operativo AIDS (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) si occupa della raccolta dei dati HIV/AIDS allo scopo di indirizzare e coordinare le attività del Sistema Sanitario Nazionale nella lotta contro l’AIDS. Nello specifico, il COA coordina la Sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV e il Registro nazionale AIDS. L’ISS è attivo sul tema non solo per la parte di ricerca clinica ed epidemiologica, ma anche psico-socio-comportamentale. Inoltre, l’attività di prevenzione viene svolta dal Telefono Verde Aids e Ist – 800-861061 e dal sito web “Uniti contro l’Aids”.

La situazione epidemiologica in Italia

La Sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV, coordinata dal COA, riporta annualmente i dati relativi alle persone che risultano positive al test HIV per la prima volta. Dai dati più aggiornati, riferiti al 2017, emerge che lo scorso anno sono state segnalate 3443 nuove diagnosi, pari a un’incidenza di 5,7 nuovi casi di infezione da HIV ogni 100.000 residenti, valore allineato a quello dei Paesi dell’Unione europea (5,8 casi per 100.000 residenti). Negli ultimi tre anni l’incidenza delle nuove diagnosi di infezione da HIV in Italia ha mostrato un andamento pressoché stabile, simile per tutte le modalità di trasmissione (ovvero maschi che fanno sesso con maschi-MSM, eterosessuali, utilizzatori di sostanze per via iniettiva). Nel 2017, la maggioranza delle nuove diagnosi è stata attribuita a rapporti sessuali non protetti, che costituivano l’84,3% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 45,8%; MSM 38,5%). Negli ultimi anni è rimasto costante sia il numero di donne con nuova diagnosi di HIV che le nuove diagnosi di infezione tra gli stranieri. Nel 2017 l’incidenza maggiore è stata osservata nella fascia di età 25-29 anni. Nel periodo 2010-2017 è rimasta invariata la quota delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV in fase clinica avanzata (bassi CD4 o presenza di sintomi di AIDS o pre-AIDS) e, nel 2017, il 55,8% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV presentava una grave compromissione del sistema immunitario (un numero di linfociti CD4 inferiore a 350 cell/μL), denotando un’infezione acquisita già da vari anni ma fino a quel momento ignorata. Il modo in cui si scopre di essere HIV positivi può essere molto diverso: un terzo delle persone che hanno scoperto di essere sieropositive nel 2017 aveva eseguito il test HIV perché presentava dei sintomi correlati a un’infezione in fase clinica avanzata, il 26% perché aveva avuto un comportamento a rischio e il 15% in modo casuale facendo dei controlli di routine.

Il Registro nazionale AIDS, coordinato dal COA, riporta i dati delle persone con una diagnosi di AIDS conclamato. Dall’inizio dell’epidemia (1982) a oggi sono stati segnalati 69.734 casi, di cui quasi 45.000 deceduti prima del 2015. Nel 2017 sono stati diagnosticati 690 nuovi casi di AIDS pari a un’incidenza di 1,1 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza di AIDS presenta una lievissima diminuzione negli ultimi quattro anni. Rimane invece costante negli ultimi anni la quota (circa tre quarti) di persone con nuova diagnosi di AIDS che scopre di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS, indicando ancora una volta che molte persone scoprono la loro sieropositività a distanza di molti anni dal momento dell’infezione, quando l’evoluzione verso l’AIDS è ormai vicina.

Tuttavia, l’utilizzo delle terapie antiretrovirali, che rallentano la moltiplicazione dell’HIV (ma non la annullano), ha largamente modificato la storia delle persone con l’HIV: infatti, attualmente chi inizia queste terapie precocemente dopo essersi infettato ha un’attesa di vita simile a chi non è HIV positivo e grazie a queste terapie anche la mortalità nelle persone con AIDS si è drasticamente ridotta. Un nostro recente studio ha infatti dimostrato che ormai molte persone con AIDS sopravvivono a lungo e muoiono per cause non legate all’AIDS stesso, quali ad esempio tumori, malattie cardiovascolari, patologie respiratorie e malattie del fegato.

  • Guarda il videomessaggio di Barbara Suligoi (ISS)

Il Telefono Verde AIDS e IST 800-861061

Dal 1987, i ricercatori dell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione e Formazione (UO RCF), collocata all’interno del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sono in prima linea nelle iniziative mirate a informare la popolazione sull’importanza di prevenire e di diagnosticare precocemente l’HIV al fine di arrestarne la diffusione. Nell’area “Comunicazione” dell’UO RCF si colloca il Telefono Verde AIDS e IST – 800-861061, anonimo e gratuito, attivo 5 giorni a settimana (lunedì-venerdì ore 13-18) con la mission di offrire alla popolazione informazioni scientifiche, aggiornate e personalizzate, mediante l’intervento di Counselling telefonico mirato alla prevenzione dell’Infezione da HIV e delle altre Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST), nonché all’invio mirato ai Centri di diagnosi e cura dislocati sul territorio nazionale. Due giorni alla settimana, il Telefono Verde AIDS e IST offre consulenza legale sulle problematiche connesse alla tutela dei diritti delle persone che vivono con l’infezione da HIV o con altre IST (lunedì e giovedì ore 14-18). Parallelamente al counselling telefonico viene effettuato anche un supporto via mail dedicato alle persone sorde ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ).

Infine, il contatto Skype “uniticontrolaids” garantisce a chi vive fuori dai confini italiani di contattare gli esperti del Telefono Verde AIDS e IST per ricevere informazioni e indicazioni in merito ai test diagnostici per l’HIV e per le altre IST, nonché chiarire dubbi e superare falsi miti e disinformazione.

Sabato 1 dicembre, in occasione del World AIDS Day, i ricercatori dell’UO RCF risponderanno al Telefono Verde Aids e IST, alle domande via skype e via mail, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, in italiano e inglese.

Il sito Uniti contro l’AIDS

Attivo dal 2013, il sito web Uniti contro l’AIDS propone contenuti scientifici aggiornati, informazioni per chi abbia la necessità di una diagnosi e di una cura nonché le più recenti informazioni sulle novità emerse da congressi internazionali e pubblicazioni scientifiche, sull’approvazione di nuovi farmaci, sulle iniziative di sensibilizzazione e sostegno per le principali IST.

Il 1 dicembre anche il sito “Uniti contro l’AIDS” darà risalto alle iniziative organizzate a livello nazionale per la Testing week e per la Giornata.

  • Guarda il videomessaggio di Anna Maria Luzi (ISS)


Per approfondire consulta le pagine di EpiCentro-ISS dedicate alle infezioni da HIV e AIDS: http://www.epicentro.iss.it/aids/aids

SDG Poster 2018 2

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