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Giornata Mondiale delle Telecomunicazioni e delle Società d'Informazione (17 maggio) - Intervista di Piero Poccianti, Presidente dell'Associazione Italiana per l'Intelligenza Artificiale

Poccianti AIxIA

16 mag - In occasione della Giornata Mondiale delle Telecomunicazioni e delle Società d'Informazione del 17 maggio, UNRIC/Italia ha intervistato il Presidente dell'Associazione Italiana per l'Intelligenza Artificiale, Piero Poccianti.

Che cos’è l’Intelligenza Artificiale ?

E’ difficile definire l’Intelligenza e di conseguenza è ancora più difficile definire quella artificiale. In modo operativo possiamo dire che L’IA è quella disciplina, appartenente all’informatica, che studia i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche che consentono di progettare sistemi hardware e software capaci di fornire all’elaboratore elettronico prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana (Somalvico 1987).

Perchè oggi se ne parla sempre di più ?

Nel tempo abbiamo assistito a diversi momenti di entusiasmo per i risultati raggiunti, seguiti da momenti di disillusione. Oggi stiamo vivendo un momento di grande entusiasmo perché alcuni risultati sono veramente straordinari.

Siamo ancora lontani dal costruire una macchina intelligente in senso generale (capace di sentimenti, di autocoscienza, di espletare un grande numero diverso di funzioni e capacità), però in alcuni ambiti specifici abbiamo macchine in grado di eguagliare o addirittura superare le capacità umane:

Macchine che giocano e vincono contro grandi campioni a scacchi, a Go (un gioco di origine cinese che ha regole semplici, ma è in realtà estremamente complesso), giochi a quiz (come jeopardy), e recentemente a poker (hanno imparato a bluffare), programmi in grado di guidare auto o droni in modo autonomo, di diagnosticare malattie, di suggerire strategie o ottimizzare processi aziendali, ma anche di creare musica o disegnare quadri sullo stile di grandi maestri del passato.

Molti esperti stanno analizzando i risultati conseguiti cercando di prevederne l’impatto sulla società. Alcuni suggeriscono che queste macchine porteranno ad un livello di disoccupazione disastrosa, altri pensano che, come già avvenuto in passato per altre rivoluzioni industriali, miglioreranno l’economia e le condizioni di vita delle persone. Voi cosa pensate su questo argomento ?

E’ indubbio che l’Intelligenza Artificiale è uno strumento potente (o meglio un insieme di strumenti). Come tale dobbiamo stare attenti agli impieghi che ne facciamo e considerare il suo impiego in termini etici e proficui per l’uomo e l’ambiente in cui vive.

Teniamo conto che uno degli obiettivi che ci poniamo è proprio quello di sostituire, almeno in parte, il lavoro umano, specie per i compiti più usuranti e ripetitivi, ma, in teoria, anche per compiti intellettualmente rilevanti o creativi.

E’ vero che a fronte della sostituzione (parziale o totale) di alcuni lavori, potremmo crearne altri (come i più ottimisti sostengono). Ma è anche vero che via via che automatizziamo, abbiamo bisogno di meno lavoro.

Una volta la giornata di lavoro durava 16 ore (anche per donne e bambini), progressivamente abbiamo raggiunto 40 e poi 36 ore alla settimana. Se diminuiamo gli orari mantenendo salari accettabili saremo in grado di ridistribuire una parte della ricchezza che generiamo.

Il problema però è molto complesso: siamo nel mezzo di una crisi del nostro modello economico, dei sistemi democratici, e una crisi ambientale di enorme portata.

L’Associazione Italiana per l’intelligenza Artificiale (AI*IA) e’ nata nel 1988 e riunisce una grossa parte dei ricercatori italiani che si occupano di questa materia.  Da tempo l’Associazione  sta favorendo una riflessione sugli impatti positivi e negativi dell’IA stimolando un dibattito aperto anche al di fuori del mondo della ricerca, verso i comuni cittadini e gli studenti delle scuole superiori. Questo perche’ crediamo che favorire la consapevolezza nei cambiamenti nelle nuove generazioni e’ un obiettivo imprescindibile per poter affrontare i cambiamenti della societa’ in direzioni collettivamente utili.

Nel 2017 Hawking aveva analizzato con lucidità i successi dell’Intelligenza Artificiale dicendo:

"Siamo sulla soglia di un mondo completamente nuovo. I benefici possono essere tanti, così come i pericoli….e le nostre AI devono fare quel che vogliamo che facciano…..Non possiamo prevedere cosa riusciremo a raggiungere quando le nostre menti verranno amplificate dalle AI. Forse, con questi nuovi strumenti, riusciremo a rimediare ai danni che stiamo infliggendo alla natura e forse potremmo essere in grado di sradicare povertà e malattie. Ogni aspetto della nostra vita verrà trasformato. Ma è anche possibile che con la distruzione di milioni di posti di lavoro venga distrutta la nostra economia e la nostra società".

A nostro avviso Hawking aveva ragione: dobbiamo usare gli strumenti di Intelligenza Artificiale per aiutarci a risolvere i problemi dell’umanità.

Per portare un solo esempio oggi abbiamo strumenti di IA che sono in grado di monitorare le culture ottimizzando l’uso di acqua, fertilizzanti e riducendo al minimo l’uso di pesticidi e insetticidi perchè attraverso l’uso di robot mobili, droni e sensori il sistema è in grado di prevedere l’andamento della coltivazione e accorgersi immediatamente, o addirittura prevenire infestazioni o malattie. Strumenti di questo genere vengono già utilizzati in India o in Africa riducendo i costi e gli impatti ambientali e, nello stesso, tempo ottimizzando i raccolti.

Ci sono realizzazioni e studi per usare l’IA per migliorare la vita delle persone anziane, la salute, individuare malesseri sociali e intervenire preventivamente o nelle fasi iniziali di sintomi di alienazione nella popolazione giovanile prevenendo episodi di bullismo, di depressione, monitorando e migliorando le condizioni di vita di tutti.

SDG Poster 2018 2

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