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Periodo di Commemorazione e di Riconciliazione per coloro che hanno perso le loro vite durante la Seconda Guerra Mondiale (8-9 maggio)

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8 mag - Periodo di Commemorazione e di Riconciliazione per coloro che hanno perso la vita durante la Seconda Guerra Mondiale (8-9 maggio)

Con la risoluzione 59/26 del 22 novembre 2004, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dichiarò l’8 e il 9 maggio periodo di commemorazione e di riconciliazione e, pur riconoscendo che gli Stati Membri possono avere le proprie giornate della vittoria, della liberazione e della commemorazione, invitò tutti gli Stati Membri, gli enti del sistema delle Nazioni Unite, le organizzazioni non governative e i singoli individui a osservare annualmente una o entrambe queste giornate in maniera opportuna, al fine di onorare la memoria di tutte le vittime della Seconda Guerra Mondiale.

L’Assemblea sottolineò come questo evento storico abbia stabilito le condizioni per la creazione delle Nazioni Unite, istituite per salvare le future generazioni dal flagello della guerra, e si appellò agli Stati Membri delle Nazioni Unite per unire le forze nell’affrontare le nuove sfide e minacce, dove le Nazioni Unite svolgono un ruolo di primaria importanza, e per fare del loro meglio al fine di dirimere tutti i conflitti mediante mezzi pacifici, in conformità con lo Statuto delle Nazioni Unite e in modo tale da non mettere a repentaglio pace e sicurezza internazionali.

Background

Il 2 marzo 2010, con la risoluzione 64/257, l’Assemblea Generale invitò tutti gli Stati Membri, gli enti del sistema delle Nazioni Unite, le organizzazioni non governative e i singoli individui a osservare l’8 e il 9 maggio in modo adeguato al fine di onorare la memoria di tutte le vittime della Seconda Guerra Mondiale. Una cerimonia solenne dell’Assemblea Generale in commemorazione di tutte le vittime della guerra si tenne durante la seconda settimana di maggio 2010, celebrando il sessantacinquesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale.

Durante la commemorazione, il Segretario Generale definì la Seconda Guerra Mondiale “una delle maggiori lotte per la libertà e la liberazione nella storia”, aggiungendo che “il suo costo fu immisurabile, incomprensibile: 40 milioni di civili morti e 20 milioni di soldati, quasi la metà dei quali nella sola Unione Sovietica”.

Nella risoluzione 69/267, l’Assemblea Generale ricordò che la Seconda Guerra Mondiale “portò un dolore indicibile all’umanità, specialmente in Europa, Asia, Africa, Pacifico e in altre parti del mondo”. Ribadì “il progresso condotto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale nel superare le sue conseguenze e nel promuovere riconciliazione, cooperazione internazionale e regionale, valori democratici, diritti umani e libertà fondamentali, in particolare attraverso le Nazioni Unite, nonché la creazione di organizzazioni regionali e subregionali e di altre condizioni adeguate”.

Il 5 maggio 2015 si tenne una cerimonia solenne in occasione del settantesimo anniversario della Seconda Guerra Mondiale.

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