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IFAD, i leader mondiali al 41° Consiglio dei Governatori si impegnano a "non lasciare nessuno indietro"

women garden rural community

14 feb - Investire nella creazione di condizioni di vita sostenibili nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo è essenziale per garantire pace, consolidamento istituzionale e stabilità nel mondo. Di questo e di come le popolazioni possano migliorare le loro capacità di affrontare condizioni di  vulnerabilità (disoccupazione, cambiamenti climatici, conflitti), discutono oggi e domani capi di Stato, ministri e rappresentanti di governo riuniti in occasione del 41° Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) a Roma. 

Ad aprire i lavori dell'incontro di quest'anno, dal titolo Dalle situazioni di vulnerabilità alla resilienza di lungo termine: investire in economie sostenibili nelle aree rurali, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, che in un videomessaggio ha invitato governi, ministri e delegati internazionali a sostenere il lavoro del Fondo. "Gli investimenti fatti dall'IFAD sui piccoli agricoltori e in generale nello sviluppo agricolo sono stati fondamentali per permettere alle comunità locali di uscire da situazioni di vulnerabilità", ha detto. E ha aggiunto: "Il lavoro del Fondo crea anche opportunità per le nuove generazioni. La nostra sfida comune è quella di sostenere tali risultati e di fare tutto ciò che è in nostro potere per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030".

Durante il suo discorso, il primo ministro del Bangladesh,  Sheikh Hasina, ha sottolineato che la strategia di Dacca per affrontare sfide come quella relativa alla crescita della popolazione (il paese è uno dei più densamente popolati al mondo)  e all'aumento del livello del mare  (dovuto ai cambiamenti climatici) consiste proprio nell'investire nelle trasformazioni agrarie. "La sfida rappresentata dal non  lasciare nessuno indietro ha ancora più peso nelle zone rurali", ha spiegato Hasina. E ha sottolineato:  "Un'economia  rurale sostenibile e inclusiva richiede investimenti per rafforzare il tessuto sociale delle zone rurali e per aumentare la capacità di resilienza ai cambiamenti climatici".

Sheick Hasina ha lodato l'IFAD per il suo modello inclusivo "basato sul sostegno reciproco e sul partenariato", un modello che differenzia il Fondo dalle altre organizzazioni internazionali. Il premier ha quindi esortato i partner che lavorano per lo sviluppo ad essere "più generosi" in modo che si possano sradicare povertà e fame.

Rivolgendosi alla platea di rappresentanti internazionali il presidente IFAD Gilbert F. Houngbo si è impegnato a rafforzare il ruolo del Fondo come catalizzatore di finanziamenti allo sviluppo per implementare le risorse destinate alle trasformazioni agrarie. Houngbo ha annunciato che tutti gli interventi del Fondo affronteranno le questioni legate ad alimentazione, uguaglianza di genere, clima e nuove generazioni.

"Dobbiamo puntare in alto ma anche restare consapevoli delle situazioni di vulnerabilità", ha detto il presidente IFAD, ricordando che la vulnerabilità può compromettere decenni di sviluppo. E ha aggiunto: "l'IFAD esercita un ruolo chiave. Gli investimenti sostenibili e inclusivi nello sviluppo agrario  aumentano la capacità di resilienza delle popolazioni nel lungo termine e le preparano ad affrontare situazioni di vulnerabilità.

Un numero  sempre più alto di persone vive in situazioni di vulnerabilità. Il mondo è dilaniato da conflitti armati come mai nella storia recente e questo moltiplica il numero di sfollati interni e rifugiati.

"La vulnerabilità è al centro del lavoro dell'IFAD, perché è nostro obiettivo raggiungere le popolazioni che sono più emarginate e che vivono in condizioni di povertà estrema e soffrono la fame", ha detto il nuovo vice presidente del Fondo, Cornelia Richter.

La condizione di vulnerabilità attraversa i confini, secondo il direttore esecutivo di Fund for Peace, J. J. Messner. Nel suo discorso Messner ha infatti sottolineato come "nonostante noi tutti parliamo spesso di vulnerabilità e di resilienza riferendoci al sistema stato-nazione, la verità è che entrambe possono avere una natura regionale e interessare più paesi".  Messner ha quindi aggiunto che per poter tenere aggiornati e informati i leader politici c'è bisogno di misurare la capacità di resilienza e implementare i dati raccolti relativi alle cause delle situazioni di vulnerabilità

"Ogni paese – sviluppato o in via di sviluppo – ha sperimentato situazioni di vulnerabilità, seppur di gravità diverse.  Ciò che distingue i paesi è la capacità di resilienza o di resistere agli shock e la capacità di rispondere in maniera efficace a tali pressioni", ha concluso.

SDG Poster 2018 2

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