Martedì, 15 Ottobre 2019
UNRIC logo - Italiano

L'ONU nella
tua lingua! 

Giornata della Memoria: intervista a Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (27 Gennaio)

Noemi Di Segni 2

25 gen - In occasione della Giornata della Memoria, UNRIC ha intervistato Noemi Di Segni, presidente dal 2016 dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Una storia plurimillenaria alle spalle e una grande responsabilità: testimoniare ogni giorno i valori di una minoranza i cui destini, tra alterne vicende, da sempre si accompagnano al paese di cui sono elemento fondante e irrinunciabile da oltre 22 secoli. 

Presidente Di Segni, perché è importante la Giornata della Memoria? 

Si tratta di un momento fondamentale di riflessione ed elaborazione della propria identità. Personale e nazionale. Un'occasione per ricordare cosa è stato, i crimini e le responsabilità del passato, un passato non così lontano nel tempo, e insieme all'intera società costruire una piattaforma condivisa di consapevolezza. Dei valori che devono essere al centro del nostro agire, ma anche delle minacce che ancora oggi mettono a rischio le conquiste di libertà, diritti e democrazia affermatesi proprio sulle ceneri della Shoah. 

È una iniziativa rivolta a chi, principalmente? 

A tutti i cittadini e soprattutto deve partire dalle istituzioni italiane stesse. Ma in prima istanza deve essere rivolta ai giovani, a quelle ragazze e a quei ragazzi che necessariamente saranno il futuro e a cui dobbiamo trasmettere solidi principi e solidi ideali per cui battersi. È per rispondere a questo preciso scopo che da tempo l'UCEI collabora con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca in percorsi educativi che non si esauriscono in una data ma che, durante l'anno scolastico, mettono a confronto docenti e studenti sui grandi temi e sulle profonde inquietudini che la Shoah solleva. L'impegno è forte comunque su diversi fronti e coinvolge una pluralità di soggetti.

Pensa che in Italia vi siano solidi anticorpi per contrastare il riemergere di nuovi fascismi e nuove intolleranze? 

Purtroppo, ed è la cronaca quotidiana a ricordarcelo, la minaccia è sempre dietro l'angolo. E se in alcuni casi essa è plateale, altre volte si presenta in forme più subdole. Lo vediamo a tutti i livelli, dalla strada ai vertici istituzionali, e naturalmente questo ci preoccupa moltissimo. Più volte l'UCEI è intervenuta per denunciare l'ascesa di questi movimenti, i loro messaggi di odio, la violenza che generano. Contrastare questi fenomeni è una delle sfide più grandi di cui i nostri governanti sono investiti. 

Molto si è parlato, nelle scorse settimane, del ritorno della salma di Vittorio Emanuele III in Italia. Perché siete intervenuti così duramente? 

Come ho avuto modo di illustrare anche nei numerosi colloqui con rappresentanti del governo e delle istituzioni, vedo in questa operazione un grande rischio. Siamo nel 2018, ottantesimo anniversario dalla promulgazione delle Leggi razziste che, controfirmate proprio dal re, misero gli ebrei italiani ai margini della società. La drammatica premessa, come sappiamo, alle future persecuzioni e alla Shoah. Trovo quindi che da questa operazione, di cui siamo stati tenuti all'oscuro fino a quando è diventata di dominio pubblico, escano rinforzate le istanze di chi vuole fare di Vittorio Emanuele III un eroe o un martire della Storia. Non era sicuramente l'intenzione del governo, ma in parte sta accadendo. E questo non possiamo permetterlo.

SDG Poster 2018 2

Banner
Banner
Banner
Banner

united to reform web banner 250px