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Il Segretario Generale delinea le priorità d’azione per il 2018

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17 Gen - Il mondo è andato al contrario nell’anno trascorso dalla sua investitura come Segretario Generale, che fu caratterizzata dal richiamo alla pace come obiettivo del 2017, ha detto Antonio Guterres, delinenando in un incontro informale con gli Stati Memberi le priorità d’azione per l’Organizzazione nel 2018. Tra queste cambiamento climatico, crisi nucleare nella penisola coreana, Medio Oriente e crisi dei Rohingya.

Nell’anno appena passato i  conflitti si sono inaspriti e sono emersi nuovi pericoli, con una preoccupazione globale sul nucleare che non è mai stata così elevata dalla Guerra Fredda e un cambiamento climatico che avanza più rapidamente delle contromisure adottate.Le inuguaglianze crescono, non cessano le orribili violazioni orribili dei diritti umani, nazionalismo, razzismo e xenofobia sono in aumento: di fronte a questo scenario “occorrono più unità e coraggio per rimettere il mondo in cammino verso un futuro migliore”, ha chiesto Guterres.

Fermo restando che spetta agli Stati Membri definire le priorità d’azione delle Nazioni Unite, il Segretario Generale ha illustrato gli aspetti sui quali il mondo dovrà concentrarsi.

Sulla crisi coreana, Guterres ha messo in guardia contro il rischio di un approccio cieco e passivo rispetto a una potenziale calamità, e ha per questo espresso il proprio apprezzamento per la ferma posizione adottata dal Consiglio di Sicurezza in risposta ai test nucleari e ai lanci di missili balistici da parte di Pyongyang, lodando al tempo stesso la riapertura di canali di comunicazione tra le due Coree, specialmente sul fronte militare. Guterres si è inoltre mostrato incoraggiato dalla decisione della Corea del Nord di partecipare ai Giochi Olimpici invernali di Pyeongchang. “Dobbiamo partire da questi piccoli segnali di speranza per espandere gli sforzi diplomatici per una pacifica denuclearizzazione della penisola coreana nel contesto della sicurezza regionale.

La situazione in tutto il Medio Oriente è un nodo di Gordio che va districato, ha ammonito il Segretario Generale, rilevando che tanti focolai di crisi rischiano di degenerare. In particolare Guterres ha ricordato che non c’è alternativa alla soluzione dei due Stati per sanare il dissidio israelo-palestinese.

Occorre poi respingere la marea del nazionalismo che monta in Europa, rivitalizzare gli sforzi di mediazione in Ucraina, Nagorno-Karabakh, Georgia e Transnistria, e cercare soluzioni che portino a una stabilità di lungo periodo nei Balcani, ha aggiunto Guterres..

Commentando la crisi umanitaria dei Rohingya in Myanmar, il Segretario Generale ha chiesto al governo del Paese di garantire l’accesso umanitario incondizionato nello stato di Rakhine e alla comunità internazionale di sostenere quanti siano fuggiti in Bangladesh.

Una equa globalizzazione deve essere promossa da un nuovo accordo: “non è un caso che otto individui al mondo siano ricchi come la metà più povera dell’umanità”, ha commentato il capo della diplomazia ONU, rammentando che economia globale e commercio internazionale rappresentano il frutto di scelte umane. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile costituisce una visione coraggiosa di un modello di società pacifica e prospera, che non tralasci nessuno nel proprio cammino di sviluppo e per lo sviluppo della quale è cruciale poter contare su finanziamenti adeguati.

Guterres ha quindi rilevato il bisogno di accrescere il livello di ambizione nella lotta al cambiamento climatico. “L’anno  2016 ha visto il primo aumento in tre anni in emissioni di CO2. I cinque anni passati sono stati i più caldi mai registrati”, ha evidenziato il Segretario Generale, aggiungendo che il prossimo anno sarà convocato un vertice mondiale per stimolare la comunità internazionale ad agire in maniera più ambiziosa in materia di riduzioni di emission, di adattamento e di transizione a nuove forme di energia.

Echeggiando le recenti dichiarazioni in occasione della presentazione del suo rapporto sul tema, Guterres ha ricordato che le migrazioni rappresentano un fenomeno globale positivo e che l’adozione dell’Accordo globale per migrazioni sicure, ordinate e regolari è una scadenza importante quest’anno. Il progresso tecnologico può dare risposta a molte delle sfide più pressanti di oggi, ma pone nel contempo il rischio di esacerbare le inuguaglianze, ha ammonito Guterres, che si è poi detto convinto della necessità di rafforzare la collaborazione delle Nazioni Unite con l’Unione Africana, rimanere concentrati sull’anti-terrorismo, potenziare le operazioni di pace, e superare la contraddizione fittizia tra diritti umani e sovranità nazionale. “Queste ultime procedono di pari passo: il rafforzamento dei diritti umani si riflette in quello di stati e società, potenziando a propria volta la sovranità”, ha detto.

Esaltare le prerogative delle donne rappresenta un imperativo, ha affermato il Segretario Generale, che promuoverà un piano d’azione per conseguire la parità di genere a tutti i livelli delle Nazioni Unite. Collegato a questo, il tema della prevenzione di sfruttamento, molestie e abusi sessuali, su cui anche Guterres ha sostenuto di aver già intrapreso delle azioni.

“Tutte queste sfide richiedono investimenti di tempo, denaro, energia, capitale politico. Gli Stati Memberi devono assumere un ruolo guida in questo processo, ma tutti possiamo contribuire per rendere il mondo più sicuro e sostenibile”, ha concluso il Segretario Generale.

SDG Poster 2018 2

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