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Giornata Internazionale per l'abolizione della schiavitù

4 dic - La schiavitù non è una mera reliquia del passato.  Secondo l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), più di 40 milioni di persone in tutto il mondo sono vittime della schiavitù moderna.  Questo termine, benché non sia definito per legge, è utilizzato a ombrello per indicare pratiche quali lavoro forzato, servitù per debiti, matrimoni forzati e traffico di esseri umani.  In sostanza, si riferisce a situazioni di sfruttamento che un individuo non può rifiutare né abbandonare a causa di minacce, violenze, coercizioni, inganni e/o abuso di potere.

Inoltre, più di 150 milioni di bambini, ovvero almeno un bambino su dieci in tutto il mondo, sono sottoposti a lavoro minorile. 

Fatti e cifre:

  • Si stima che la schiavitù moderna riguardi 40.3 milioni di persone, di cui 24.9 nei lavori forzati e 15.4 nei matrimoni forzati.
  • Nel mondo si contano 5.4 vittime di schiavitù moderna ogni 1000 abitanti.
  • 1 vittima su 4 è un bambino.
  • Dei 24.9 milioni di persone costrette in lavori forzati, 16 milioni vengono sfruttati negli ambiti del settore privato come il lavoro domestico, l'edilizia o l'agricoltura; 4.8 milioni sono vittima di sfruttamento sessuale e 4 milioni di lavoro forzato imposto dalle autorità statali.
  • Il lavoro forzato colpisce in modo sproporzionato donne e bambine. Esse costituiscono il 99% delle vittime nell'industria del sesso e il 58% negli altri settori.

L'OIL ha adottato un nuovo Protocollo vincolante elaborato al fine di potenziare gli sforzi globali per l'eliminazione del lavoro forzato, ed entrato in vigore nel novembre 2016.

La campagna 50 for Freedom ha lo scopo di convincere almeno 50 Paesi a ratificare il Protocollo sul lavoro forzato entro il 2018.

Contesto

La Giornata mondiale per l'abolizione della schiavitù, 2 dicembre, coincide con la data di adozione, da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, della Convenzione sulla soppressione del traffico di persone e lo sfruttamento della prostituzione altrui (risoluzione 317(IV) del 2 dicembre 1949).

Questa giornata pone l'attenzione sullo sradicamento delle forme contemporanee di schiavitù, quali la tratta di persone, lo sfruttamento sessuale, le peggiori forme di lavoro minorile, i matrimoni forzati e il reclutamento forzato di bambini nei conflitti armati.

Principali forme di schiavitù moderna

La schiavitù si è evoluta e manifestata in vari modi nel corso della storia. Al giorno d'oggi alcune forme tradizionali di schiavitù permangono nella loro forma originale, altre invece sono state trasformate.

I Corpi dell'ONU per i Diritti Umani hanno documentato la persistenza di antiche forme di schiavitù che sono state incorporate in costumi e credenze tradizionali.  Queste forme di schiavitù sono il risultato di una discriminazione di lunga data nei confronti dei gruppi sociali più vulnerabili, come quelli considerati caste inferiori, minoranze tribali e popoli indigeni.

·         Lavoro forzato

Accanto alle forme tradizionali di lavoro forzato, quali il lavoro coatto e la servitù per debiti, oggi se ne incontrano di più contemporanee, tra cui i lavoratori migranti, che sono vittima di traffici per sfruttamenti economici di ogni tipo nell'economia mondiale: il lavoro nella servitù domestica, l'industria edile, l'industria del cibo e dell'abbigliamento, il settore agricolo e la prostituzione forzata.

·         Lavoro minorile

Secondo i dati forniti dall'UNICEF, a livello mondiale, un bambino su sei è costretto a lavorare.  La maggior parte del lavoro minorile avviene oggi ai fini dello sfruttamento economico.  Questo contravviene alla Convenzione sui diritti dell’infanzia che riconosce "il diritto del fanciullo di essere protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale".

·         Traffico

Secondo il Protocollo delle Nazioni Unite sulla prevenzione, soppressione e persecuzione del traffico di esseri umani, in particolar modo donne e bambini, "tratta di persone" indica il reclutamento, trasporto, trasferimento, l'ospitare o accogliere persone, tramite la minaccia o l'uso della forza o di altre forme di coercizione a scopo di sfruttamento.  Lo sfruttamento include lo sfruttamento della prostituzione altrui o altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro forzato o prestazioni forzate, schiavitù o pratiche analoghe e il prelievo di organi. Il consenso della persona vittima di tratta a scopo di sfruttamento è irrilevante e nel caso di un bambino il traffico è da considerarsi un crimine anche senza l'uso della forza.

SDG Poster 2018 2

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