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Scacchi e arbitrato, grandi Maestri a confronto

Scacchi per la pace

5 ott - Siamo lieti di ospitare il resoconto dell'evento "Chi vuole la pace salga al Colle" del reggente della campana della Pace di Rovereto, il Prof. Alberto Robol.

Giocare a scacchi con un Grande maestro è come fare due scambi a tennis con Federer. Il problema è che di solito né un grande maestro né Federer giocano con te, ma se c'è di mezzo una causa nobile allora è possibile che gli astri si congiungano e ti capiti un'esperienza che ricorderai a lungo. È accaduto il 21 settembre scorso a Rovereto quando il Grande maestro russo Vladimir Dobrov e il Grande maestro ucraino Valeriy Nevyerov sono saliti sul Colle di Miravalle per simboleggiare la possibilità di risolvere i contenziosi in maniera pacifica e, soprattutto, grazie all'accettazione di regole verificate da un arbitro esterno: come avviene in diplomazia nei processi di arbitrato. Mentre i loro paesi vivono una gravissima crisi bilaterale, loro hanno accettato l'invito della Fondazione Opera Campana dei Caduti, hanno posato insieme ognuno sotto la bandiera dell'altro, e hanno spiegato in tutte le lingue, letteralmente in tutte le lingue, che i pezzi di colore bianco e nero evocano un dualismo franco, mai fisicamente violento e sempre improntato alla lealtà.

Quando nel pomeriggio sono arrivati nella sala grande della sede della Fondazione, tra le opera d'arte costantemente in mostra per ricordare l'impegno continuo di Maria Dolens nella sensibilizzazione degli animi, hanno trovato trenta scacchiere con i pezzi già schierati. A ognuna era seduto un fortunato imminente perdente pronto a incrociare a raccogliere la sfida. Hanno battuto tutti e a ognuno hanno spiegato gli errori che aveva fatto per aiutarlo a non rifarli la volta successiva. Perché cogliere ogni occasione per migliorarsi è un altro degli elementi distintivi del gioco degli scacchi. Lo stesso è accaduto anche quando si sono confrontati tra loro, alla fine di ognuna delle otto partite che hanno giocato in serata davanti a un pubblico fatto di appassionati e di giocatori. Soprattutto al termine delle patte le dita si muovevano velocemente tra una casella e l'altra per indicare le mosse che era inutile fare visto che ci sarebbero state delle contromosse che avrebbero frustrato qualsiasi  ipotesi di attacco. Quando non ci sono più possibilità di superarsi è bene stringersi la mano e passare alla prossima. Si sono dati reciprocamente scacco matto in modo spettacolare, hanno perso o vinto perché il tempo a loro disposizione era scaduto, hanno pattato per ripetizione di mosse, perché dopo tre volte che si torna nella stessa posizione è inutile andare avanti, e alla fine è finita quattro pari.

Per gli esperti era tutto chiaro, i pezzi si muovevano veloci sulla scacchiera e sul grande schermo sul quale era proiettata. Per i non addetti ai lavori ci ha pensato il maestro fide Aldo Rossi a spiegare quello che succedeva e anche quello che non si poteva vedere, ma si doveva sapere. Come l'omaggio che il russo e l'ucraino hanno fatto al nostro paese iniziando la sfida con una partita "italiana" e proseguendo nella seconda con una difesa "siciliana". Posizioni taglienti, strategia sublime, tattica raffinata, tensione altissima, ma prima e dopo ci si stringe la mano e le regole valgono per tutti.

La comunità ucraina è salita al Colle in massa. La bandiera adottata nel 1918 sembrava essere stata pensata proprio per questo avvenimento, con la banda in alto blu come il cielo che rappresenta la pace e il giallo dei campi di grano subito sotto che auspica la properità. Meno numerosi ma entusiasti anche i russi con il loro bianco che secondo la tradizione popolare rappresenta la nobiltà e la franchezza, accanto al blu della fedeltà e al rosso del coraggio, della generosità, dell'amore.

Ed è finita come doveva finire. Tutti sotto Maria Dolens ad ascoltare i cento rintocchi per la pace, ognuno con la propria bandiera e tutti con in mano il simolo blu delle Nazioni Unite che nella notte mandava un bagliore di speranza. Succede solo alla Campana. Se vuoi la pace devi salire.

SDG Poster 2018 2

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