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Le domande più frequenti sulla Conferenza sugli Oceani

Oceans and health

2 giu - Perché abbiamo bisogno di una grande conferenza sugli oceani e perché dovrebbe importarmi degli oceani?

Gli oceani sono importanti per tutti, a prescindere da dove si viva o da cosa si faccia. Milioni di persone dipendono dagli oceani per le risorse di cibo, e milioni di altri traggono il loro sostentamento dai mari. Importanti attività economiche, come il turismo e il commercio, dipendono da oceani sani. Gli oceani sono il regolatore primario del clima globale. Forniscono metà dell’ossigeno che respiriamo, e assorbono un terzo dell’anidride carbonica che produciamo.

Anche noi siamo importanti per gli oceani, e possiamo svolgere un ruolo significativo nel salvaguardare la loro salute e sostenibilità. Il cambiamento climatico, per esempio, tra le altre cose continua a portare all’innalzamento del livello dei mari e a un aumento degli eventi climatici estremi che minacciano direttamente le vite delle comunità costiere, specialmente nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo. Un innalzamento del livello del mare di mezzo metro potrebbe rimuovere 1,2 milioni di persone dagli isolotti bassi nel Mar dei Caraibi, e negli Oceani Indiano e Pacifico, con un numero di persone quasi doppio se l’innalzamento fosse di due metri.

La Conferenza sugli Oceani, la prima grande conferenza ONU sulla questione, presenterà un’opportunità importante per compiere azioni urgenti e tangibili per rovesciare il declino della salute dei nostri oceani e dei nostri mari con soluzioni concrete. Sarà la nostra occasione per tracciare una strada più sostenibile per il futuro dei nostri oceani e del nostro pianeta.

In un mondo assediato da conflitto, terrorismo e ristagno economico, perché il focus urgente sugli oceani?

I nostri oceani sono seriamente in pericolo. Le attività umane stanno avendo un grande impatto sugli oceani, incidendo su qualsiasi cosa, dalla viabilità degli ambienti marini alla qualità e la temperatura dell’acqua, la salute delle specie marine, e la continua disponibilità di pesce e frutti di mare, una grande risorsa di proteine per molte persone.

Pericolo per gli oceani significa pericolo per le persone. La salute umana, la prosperità economica, e un clima stabile dipendono da un oceano sano. L’azione adesso per risolvere i problemi dell’oceano andrà lontano nel promuovere lo sviluppo sostenibile che è necessario per un mondo più eguale e pacifico.

Perché si chiama Conferenza sugli Oceani?

In realtà esiste solo un oceano globale, il vasto corpo idrico che copre più del 70% della Terra – le acque scorrono e si mescolano in tutto il mondo. L’inquinamento nell’oceano può spuntare ovunque.
Gli oceani di cui parliamo di solito – Artico, Pacifico, Atlantico, Indiana e Antartico – sono meglio descritti come regioni dell’oceano. Poi ci sono tantissime sotto-regioni che scorrono dai mari nelle baie, negli estuari e così via.

Ci sono state altre conferenze sugli oceani prima d’ora, ma cosa rende questa conferenza particolarmente importante?

C’è stato un miglioramento nell’interesse e nell’attività di trattare le preoccupazioni per l’oceano. Questo è un momento importante per catturare e mantenere lo slancio, e la Conferenza sugli Oceani segna la prima volta in cui gli Stati hanno concordato di tenere una conferenza all’ONU dedicata al raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile numero 14, che riguarda la salute degli oceani. L’ONU porta una dimensione globale molto più grande alla questione.

Cosa otterrà la Conferenza sugli Oceani?

La Conferenza sugli Oceani sarà il primo passo per rovesciare il declino dei nostri oceani. La Conferenza unirà quasi tutti i gruppi che hanno interesse diretto nella salute degli oceani, inclusi i governi, il sistema ONU, altre organizzazioni intergovernative, le istituzioni finanziare internazionali, le organizzazioni non governative, le organizzazioni della società civile, le istituzioni accademiche, la comunità scientifica, il settore privato, le organizzazioni filantropiche e altri attori rilevanti.

La Conferenza non servirà solo come piattaforma per aumentare la consapevolezza dello stato dei nostri oceani, ma produrrà una chiamata globale all’azione, e genererà nuovi dialoghi e collaborazioni mirati a attuare soluzioni. Inoltre, si prevede che molti partecipanti annuncino e registrino sul sito della Conferenza nuove iniziative per l’oceano, o impegni volontari, presi individualmente o in compagnia, e altri informeranno sul progresso e sulle sfide da programmi e iniziative già esistenti.

Si aspettano risultati o impegni concreti?

Si aspettano tre risultati critici alla Conferenza sugli Oceani. Gli Stati Membri ONU adotteranno una “Chiamata all’Azione” per consenso. Essa servirà come una dichiarazione concisa, mirata e concreta per aprire la strada verso un futuro più sostenibile per i nostri oceani. La Conferenza, però, non riguarda solo ciò che i governi possono fare per risolvere questo problema. Riguarda anche ciò che noi tutti possiamo contribuire e fare, per quanto grande o piccolo.

Durante l’Incontro Preparatorio di febbraio 2017, l’ONU ha lanciato un processo per registrare impegni volontari online per l’attuazione del SDG14. Gli impegni sono iniziative prese, singolarmente o in collaborazione, da tutti, inclusi i governi, il sistema ONU, le istituzioni finanziarie, la società civile, le istituzioni accademiche e di ricerca, la comunità scientifica e il settore privato. Possono includere diverse iniziative locali, regionali e globali che affrontano i diversi scopi del SDG 14, dagli sforzi per proteggere l’ambiente marino, ridurre l’inquinamento marino e far fronte l’impatto dell’acidificazione degli oceani. La liste sarà inclusa nel rapporto della Conferenza.

Il rapporto della Conferenza includerà anche il sommario dei copresidenti dei dialoghi di partenariato. Questi tratteranno di tutti gli scopi di SDG14 e punteranno a rafforzare la cooperazione, aumentare e replicare iniziative di successo già esistenti e lanciare nuove e concrete collaborazioni che avanzeranno l’attuazione dell’Obiettivo.

Quali sono le aree in cui servono progressi?

Ci sono molte azioni che possono essere intraprese ora, inclusi gli sforzi per prevenire e pulire l’inquinamento marino come le crescenti isole di rifiuti plastici che circolano nell’oceano. Azioni urgenti sono necessarie per ridurre l’inquinamento di origine terrestre, che rappresenta circa l’80% dell’inquinamento marino, incluso riducendo gli scarti dell’agricoltura che finiscono negli oceani e causano “zone morte”.

Servono azioni anche per terminare la pesca eccessiva, illegale, non dichiarata e non regolamentata e le pratiche di pesca distruttive. Dobbiamo fare questi passi per gestire, proteggere e conservare in maniera sostenibile gli ecosistemi marini e costieri, incrementando le misure di conservazioni basate sulle comunità, ed educando e aumentando la consapevolezza. Dobbiamo implementare l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici – dovremo ridurre le emissioni che stanno causando cambiamenti nei nostri oceani, e attuare misure che costruiscano resistenza contro gli impatti dell’acidificazione degli oceani e del cambiamento climatico, come l’innalzamento del livello dei mari. Gli obiettivi di SG14 descrivono le aree dove servono progressi: https://sustainabledevelopment.un.org/sdg14

Qual è l’impatto del cambiamento climatico sui nostri oceani?

A causa del cambiamento climatico, il livello del mare si sta alzando, causando l’erosione delle coste e minacciando le comunità costiere. Si stanno anche verificando con più frequenza e intensità eventi climatici estremi. Gli oceani si stanno scaldando, e ciò sta già avendo un impatto sulla biodiversità marina, come nel caso delle barriere coralline.

I cambiamenti nelle temperature dell’oceano stanno anche influendo sulle tratte migratorie di molte specie ittiche, che si spostano verso acque più fredde. Inoltre, l’acidificazione degli oceani è aumentata come conseguenza di più anidride carbonica che viene assorbita dagli oceani, una grave minaccia che porta alla perdita di molluschi, barriere coralline e plankton, le basi della catena alimentare marina.

Quanto è grave l’inquinamento nei nostri oceani?

Ogni anno, più di otto milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani, provocando il caos per le specie marine, la pesca e il turismo, e costando circa otto miliardi di dollari in danni all’ecosistema marino. I rifiuti plastici uccidono circa un milione di uccelli marini, 100.000 mammiferi marini e innumerevoli pesci ogni anno. La plastica rimane nel nostro ecosistema per anni, ferendo migliaia di creature marine ogni giorno.

Dobbiamo agire ora per eliminare le grandi fonti di inquinamento marino, incluso attraverso politiche, il riciclaggio e metodi di consumo più responsabili, per prevenire il danno irreversibile che affligge i nostri oceani. Se non agiamo ora e continuiamo allo stesso ritmo, buttando oggetti come le bottiglie di plastica, le buste e i bicchieri dopo un solo uso, entro il 2050 negli oceani ci sarà più plastica che pesci, e circa il 99% degli uccelli marini avrà ingerito plastica.

Il riciclaggio ridurrà davvero l’inquinamento da plastica negli oceani?

Sì. Dato che tra il 60% e il 90% dell’inquinamento dei mari è dato da diversi polimeri di plastica, una delle soluzioni principali per risolvere l’inquinamento marino nei nostri oceani è ridurre la nostra impronta di plastica, anche attraverso gli sforzi per riutilizzare e riciclare tutta la plastica invece di buttarla dopo un solo utilizzo, e implementando una raccolta rifiuti migliore sulle nostre coste.

Stime recenti mostrano che il nostro mondo ha prodotto circa 322 milioni di tonnellate di plastica nel 2015, e circa 8 milioni di tonnellate sono finite nei nostri oceani. Riciclare è una delle maniere principali in cui noi possiamo fare la nostra parte per affrontare questa sfida globale e ridurre l’inquinamento –non buttare la tua plastica; riduci, riutilizza, ricicla e ripensa alle tue abitudini di consumo. Lasciare in giro i rifiuti è un grave problema e non una soluzione; i rifiuti non spariscono.

Come contribuirà la Conferenza al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile?

La Conferenza sugli Oceani è dedicata a sostenere l’attuazione del SDG14, che si focalizza sugli sforzi per conservare e utilizzare in maniera sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine. L’azione in supporto di questo obiettivo sosterrà anche gli sforzi di attuazione di tutti e diciassette gli Obiettivi. Oceani sani contribuiscono direttamente all’eradicazione della povertà, alla sicurezza di cibo, alla salute, all’acqua pulita, all’energia rinnovabile, al sostentamento sostenibile e un lavoro dignitoso, alla crescita economica e alla regolazione del clima.

 

Scopri tutti i dettagli della Conferenza: https://oceanconference.un.org/

SDG Poster 2018 2

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