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Giornata Mondiale contro il Tabacco: Doppia Intervista al Dr. Adriano di Paco e al Dr. Roberto Boffi

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31 mag - Oggi si celebra la Giornata Mondiale contro il Tabacco, indetta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e parte fondamentale dell'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile numero 3. Per questa occasione, UNRIC/Italia ha avuto nuovamente il piacere di collaborare con i medici pneumologi Adriano Di Paco e Roberto Boffi, da sempre impegnati nella battaglia contro il fumo. 

Dott. Di Paco, stante la sua esperienza in merito alla prevenzione primaria nell’età preadolescenziale come sta evolvendo il fenomeno dell’abitudine al fumo tra i più giovani?

Purtroppo nelle scuole secondarie di primo grado la prima sigaretta viene consumata sempre più precocemente e con numeri che dimostrano anche un aumento dei nuovi fumatori, ma non solo, al recente congresso mondiale ATS svoltosi a Washington si è posta attenzione alla nuova abitudine legata alle sigarette elettroniche (EC) che producono la vaporizzazione di un liquido contenente nicotina trasformandolo in aerosol per inalazione. Bene, è stato visto che un terzo degli attuali utilizzatori di EC non avevano mai fumato prima sigarette tradizionali e che circa il 13% degli studenti delle high school fanno uso abitudinario di EC. Si sta realizzando così il paradosso per cui le sigarette elettroniche, che nelle intenzioni iniziali dovevano rappresentare un mezzo per la disassuefazione al fumo, si stanno trasformando in una nuova modalità per “diventare fumatori”.

Dott. Boffi, cosa ci può dire sui nuovi dispositivi elettronici alternativi alla sigaretta?

La Tobacco Control Unit dell’Istituto Nazionale dei Tumori, da me diretta, ha recentemente pubblicato sulla rivista Aerosol Science & Technology un innovativo studio che ha messo a confronto le emissioni della sigaretta convenzionale (CC) con quelle di una sigaretta elettronica (EC) e del nuovo dispositivo elettronico col tabacco chiamato “iQOS”, ideato dalla Philip Morris e già in commercio in Italia e in Giappone. Questo nuovo prodotto, dall’accattivante acronimo “I Quit Ordinary Smoking”, detto anche “Heat-Not-Burn” poiché invece di bruciare il tabacco lo riscalda a circa 350 °C evitando così la formazione di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), è stato lanciato come possibilità di fumare con un rischio ridotto per la salute rispetto alle sigarette tradizionali.
Scopo della nostra ricerca, ideata e condotta da Ario Ruprecht e Cinzia De Marco e svolta in collaborazione con i ricercatori della University of Southern California di Los Angeles, è stato valutare l’inquinamento ambientale generato da questi dispositivi elettronici rispetto alla sigaretta convenzionale, al fine di avere dei dati scientificamente solidi e garantiti da fonte autorevole e indipendente che informino sulle caratteristiche delle loro emissioni. Il confronto è stato effettuato in “real life”, valutando cioè tali emissioni prodotte, anziché da una “smoking machine”, da veri fumatori e misurandole in un ambiente simile a quelli da loro quotidianamente frequentati.

I parametri valutati sono stati il black carbon (BC), il particolato fine (PM), le aldeidi, i metalli e i composti organici. Rispetto alla CC, in termini di PM e BC le EC emettono quantità solo trascurabili, mentre le iQOS 60, 75 e 100 volte meno rispettivamente per PM10, PM2,5, PM1 e 140 volte meno per il BC.
Le aldeidi (acroleina, acetaldeide e formaldeide) sono presenti in misura molto maggiore nelle iQOS che nelle EC, anche se con valori comunque inferiori rispetto alla CC.
Per quanto riguarda i metalli, EC mostrano livelli di Nichel > di 4 volte rispetto alle CC e concentrazioni minime di Cromo, assenti invece nelle CC e nelle iQOS; le iQOS mostrano invece elevati livelli di Stagno, non riscontrati nelle CC e nelle EC.
Per i composti organici, invece, gli IPA son risultati assenti sia nelle EC sia nelle iQOS, mentre nelle iQOS sono presenti alcani e acidi organici, ma in misura molto minore rispetto alle CC, peraltro assenti nelle EC.

I risultati ottenuti, in sintesi, hanno confermato la ridotta pericolosità di questi nuovi prodotti rispetto alla sigaretta tradizionale, ma confutano l’opinione comune che le emissioni delle EC consistano di solo vapore acqueo e che entrambe, EC e iQOS, possano rappresentare un sicuro sostituto della CC per proteggere chi le usa e chi gli sta accanto dal rischio di incorrere in patologie respiratorie.
Anche se infatti, complessivamente, EC e iQOS hanno più basse emissioni di sostanze tossiche rispetto alle CC, questi dispositivi possono emettere livelli statisticamente significativi di metalli, composti organici e aldeidi, che suggeriscono quindi cautela nel loro utilizzo, specialmente in ambienti chiusi, poiché non del tutto innocui. Pertanto il loro uso desta preoccupazione in caso di esposizione, specie se prolungata, in fasce di popolazione sensibili, come bambini, pazienti asmatici, anziani e donne incinte.
In conclusione, da questi dati sembra opportuno porre il divieto assoluto dell’utilizzo di tali dispositivi al chiuso, in ambienti lavorativi e luoghi pubblici, al fine di salvaguardare la salute di tutti.

Dott. Di Paco, come interpretare il messaggio del World No Tobacco Day di quest’anno?

In occasione del World No Tobacco Day del 31 maggio 2017 è stato scelto di mettere in evidenza tutti quei rischi per la salute pubblica connessi con l'uso del tabacco, sostenendo al tempo stesso delle politiche globali per ridurne il consumo. Si proporranno inoltre delle misure che tutti i governi e l'opinione pubblica dovrebbero adottare per promuovere stili di vita consapevoli. L'OMS chiede infine ai singoli Stati di dare priorità al "problema fumo" e accelerare gli sforzi di controllo del fenomeno, in funzione dei termini stabiliti dalla "Sustainable Development Agenda 2030" (Agenda per lo sviluppo sostenibile). Lo scopo dell'Agenda 2030 e dei suoi 17 obiettivi globali è quello di garantire che "nessuno sia lasciato indietro". Tenere sotto controllo il tabacco è un elemento cardine della "Sustainable Development Agenda 2030". Si tratta di un mezzo efficace per il raggiungimento del "SDG Target 3.4" ovvero la riduzione di un terzo a livello mondiale (entro il 2030) dei decessi prematuri per malattie non trasmissibili (MNT), tra cui le malattie cardiovascolari, tumori e malattie polmonari croniche ostruttive. Attuare i termini della Convenzione quadro dell'OMS sul tabacco è dunque un obiettivo che debbono rispettare tutti i governi, a maggior ragione quelli dei Paesi in via di sviluppo. Oggi, ricorda l'OMS, la maggioranza delle vittime vive nei paesi poveri. Leggiamo ancora sul documento che "l'industria del tabacco e l'impatto mortale dei suoi prodotti costano alle economie del mondo più di mille miliardi di dollari l'anno in spese sanitarie e perdita di produttività".

Al contrario, misure di controllo porterebbero a maggiori guadagni per gli Stati e a un calo del 9% dei fumatori. Banalmente "Se tutti i paesi aumentassero le accise di circa 0,80 dollari per pacchetto – entra più nel merito il report – i prezzi al dettaglio delle sigarette aumenterebbe di circa il 42%, portando a una diminuzione dei fumatori pari al 9%, ovvero a 66 milioni di tabagisti adulti in meno". Vale la pena ricordare che in Australia oggi un pacchetto di sigarette costa circa 18 euro e nel 2020 sarà proposto a 38 euro. Sarebbe utile come primo passo istituire almeno una tassa di scopo a sostegno dei centri antifumo e per la cura dei fumatori già malati. Ovviamente il solo incremento del prezzo non deve rappresentare l’unica strada per la lotta al fumo, come d’altronde indicato dall’OMS, che dovrebbe prevedere altresì strategie multiple, diversi interventi da mettere in atto simultaneamente, per esempio quello educativo informativo, o l’assistenza e il sostegno a chi vuole abbandonare questa dannosa dipendenza.

SDG Poster 2018 2

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