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Il contributo di Marie Claire Safari per la Giornata della Memoria del Genocidio Tutsi in Rwanda (7 aprile 2017)

photo PROFILO MARIE CLAIREo

18 apr - Pubblichiamo con piacere il contributo di Marie Claire Safari, Presidente dell'associazione Umubyeyi Mwiza Onlus*, per la Giornata della Memoria in onore delle Vittime del Genocidio in Rwanda 2017, che è stata celebrata il 7 aprile scorso.

Sono arrivata in Italia il 16 Aprile del 1994; sono diventata infermiera professionale presso la CRI, e attualmente lavoro presso l'Ospedale San Camillo di Roma; ho sposato un medico italiano e abbiamo tre figli.

Sono tornata varie volte in Rwanda per trovare i miei genitori e per far conoscere il mio Paese a mio marito e ai miei figli: ogni volta ho cercato di capire qualcosa in più di ciò che è successo in Rwanda in quei terribili 3 mesi del 1994 del Genocidio dei Tutsi, e soprattutto cosa ciò che era accaduto aveva lasciato in tutte le persone che oggi vivono nel paese; ho cercato dunque di capire cosa potevo fare io per loro e per promuovere processi ed iniziative che li riabilitassero ad una vita degna di essere vissuta.

In tutte queste esperienze ho capito che di fronte ad una tale assurda tragedia umana, il primo atteggiamento da assumere verso i superstiti è quello dell'ascolto con umiltà: e quando si ascolta con il cuore si riceve amore: allora ho scelto di essere un'ascoltatrice “attiva”: così è nata Umubyeyi Mwiza Onlus, che nella nostra lingua significa “una mamma buona”, di cui ho l'onore e la responsabilitàdi essere fondatrice e presidente; una mamma quindi che con il suo amore di madre cerca di accogliere i suoi figli feriti; UM Onlus nasce per aiutare tutti i sopravvissuti ad esperienze di distruzione e annullamento della persona a ritrovare la loro dignità; in particolare in Rwanda UM Onlus si impegna per la ricostruzione del paese, perché i sopravvissuti e le generazioni future ritrovino, la dignità personale, la dignità dell'essere Rwandesi, la dignità africana.

Negli ultimi due anni sono stata anche presidente dell'Associazione comunità Rwandese in Italia; un esperienza che mi ha arrichito molto, dove mi sono messa al servizio della nostra comunità per far sì che tutti i Rwandesi che vivono sul territorio Italiano si conoscano, e cerchino di essere uniti, portando avanti anche qui in Itaalia quel difficilissimo e delicato processo di riconciliazione che tanti frutti sta dando in Rwanda; abbiamo la responsabilità, in tutto ciò che facciamo, di rappresentare la nostra madre patria, e di avere una visione del futuro che tenda al consolidamento della comunità e ad essere ognuno parte attiva nel processo di ricostruzione del Rwanda, verso una sempre più sentita e partecipata unità nazionale, superando le divisioni, e verso lo sviluppo di un concreto orgoglio nell'essere tutti Rwandesi.

Quest'anno 2017 ricorre il XXIII anniversario del Genocidio dei Tutsi in Rwanda iniziato il 7 aprile del 1994. La Commemorazione del Genocidio dei Tutsi in Rwanda è per noi un momento molto importante, perché è una giornata dedicata a fare memoria dei nostri familiari, parenti, amici, conoscenti, bambini, uomini e donne ammazzati a colpi di macete per la sola colpa di come sono nati.
1 milione di persone sono morti in soli 3 mesi.

Questa giornata è una giornata di riflessione per raccontare ciò che è successo in Rwanda e far sì che non succeda mai più in nessun angolo della terra.

Il tema di quest'anno è: “la lotta contro l'ideologia genocidaria, consolidando il nostro progresso”.

Questa lotta contro l'ideologia genocidaria serve al mondo intero, in quanto siamo tutti chiamati a difendere la dignità umana, a trovare in noi “ubuntu” (l'umanità) in ogni persona che abbiamo accanto, a salvaguardare la vita di ogni essere umano, ad essere sempre vigili e attenti verso tutte le richieste d'aiuto, dove c'è una mamma od un bambino che piange, ad essere pronti ad asciugare le lacrime, ed in fine a sentirci cittadini del globo e portatori di pace, per un mondo migliore.
Il consolidamento del nostro progresso deriva dal fatto che il Rwanda, i Rwandesi, i soppravissuti hanno scelto di ricostruire il nostro Paese basandosi sui principi ed i valori della nostra cultura: il perdono, la riconciliazione, la convinvenza, perché questa è la nostra amata patria: essere Rwandese.
“umuganda” (i lavori socialmente utili che si svolgono l'ultimo sabato del mese per tutta la comunità locale), avere degli obbiettivi comuni per una crescita nazionale, l'unità nazionale.Custodire, proteggere e sviluppare tutto ciò che si è raggiunto è il compito di ognuno di noi, di ogni Rwandese ovunque si trovi a vivere.

* “UM Onlus” è un'associazione no-profit che lavora in Italia, con progetti di integrazione ed intercultura, ed in Rwanda con progetti socio-sanitari.

Per saperne di più, il link al sito ufficiale dell'Associazione: www.umonlus.org

Puoi seguirla anche sulla pagina Facebook: UM onlus ngo

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