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Le rimesse dei migranti cambiano la vita alle loro famiglie: le stime dell'IFAD presentate al Festival Internazionale del Giornalismo

Migrants

10 apr - Il giorno 8 aprile, nella cornice del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, si è tenuto l'evento "I soldi parlano: i migranti contano", organizzato dall'IFAD, il Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo. 
Ecco un breve sunto di ciò che è stato trattato all'incontro. 

Le rimesse dei migranti cambiano la vita alle loro famiglie

Mentre le questioni legate ai flussi migratori accendono il dibattito politico in Europa e oltre, non si possono sottovalutare i notevoli benefici, in termini di sviluppo, dei circa 500 miliardi di dollari che i migranti spediscono a casa ogni anno a famiglie e nazioni povere, sostiene Adolfo Brizzi, direttore presso il Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).

In occasione dell’evento “I soldi parlano: i migranti contano”, tenutosi al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, Brizzi ha dichiarato che il denaro dei migranti rappresenta un’ancora di salvezza per milioni di famiglie, consentendo loro di elevare i propri standard di vita al di sopra dei livelli di sopravvivenza e vulnerabilità, nonché di investire in salute, istruzione, alloggio e iniziative imprenditoriali.

"Si sente esprimere preoccupazione per via dei migranti e dei rifugiati che entrano nel nostro paese, ma non dimentichiamo che il denaro che inviano a casa, soprattutto in paesi colpiti da guerre o disastri ambientali, aiuta in effetti a ridare stabilità alle famiglie e a ricostruire le loro comunità”, ha affermato.

Si stima che in tutto il mondo ci siano circa 250 milioni di migranti internazionali che vivono al di fuori dei loro paesi di origine. Si ritiene che le rimesse – il denaro spedito a casa, ai parenti, dai lavoratori emigrati – sostengano altri 750 milioni di persone in tutto il mondo. Se si somma chi le spedisce e chi le riceve, le rimesse influenzano direttamente la vita di una persona su sette tra gli abitanti del nostro pianeta.

La maggior parte di quel che i lavoratori migranti guadagnano rimane nel paese in cui risiedono. Solo una piccola parte, in genere somme di 200 o 300 dollari alla volta, vengono spedite a casa, diverse volte l’anno. Sebbene queste cifre possano sembrare piccole, possono rappresentare fino al 50 per cento, o anche più, del reddito di una famiglia. Sommando i miliardi di transazioni effettuate, le rimesse hanno raggiunto la quota di quasi 500 miliardi di dollari nel 2015, oltre il triplo del totale degli aiuti ufficiali allo sviluppo a livello mondiale.

Nonostante si tratti di una somma notevole, Brizzi ha dichiarato che, a suo parere, i benefici per le famiglie nei paesi di origine potrebbero essere molto maggiori, se queste persone avessero accesso a mercati del trasferimento di contanti più competitivi e a servizi finanziari mirati che li aiutino a risparmiare e/o investire le loro risorse.

Nel corso degli ultimi dieci anni, l’IFAD ha lanciato oltre 50 programmi pilota per amplificare l’impatto delle rimesse nelle aree rurali di oltre 40 paesi in via di sviluppo, collaborando ad agevolare il flusso di fondi e offrendo alle famiglie maggiori opzioni per investire il proprio denaro e creare opportunità di impiego o di sviluppo di imprese commerciali.

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IFAD L’IFAD investe sulle popolazioni rurali, mettendole in condizione di ridurre la povertà, aumentare la sicurezza alimentare, migliorare la qualità dell’alimentazione e rafforzare la loro capacità di resilienza. Dal 1978, abbiamo investito circa 18,5 miliardi di dollari in donazioni e prestiti a tassi agevolati per finanziare progetti di cui hanno beneficiato circa 464 milioni di persone. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. Per maggiori informazioni, si veda il sito www.ifad.org 

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• Jessica Thomas
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