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Meno costi e più agilità per il peacekeeping ONU: il bilancio d’addio del Capo del DPKO Hervé Ladsous

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27 mar - Nel suo ultimo incontro con la stampa in veste di Capo del Dipartimento ONU per le operazioni di pace (DPKO), Hervé Ladsous ha affermato che la riduzione dei costi delle missioni delle Nazioni Unite rappresenta il suo lascito più importante al suo successore.

Il bilancio annuale del peacekeeping ONU è calato infatti a 7,2 miliardi di dollari, cioè un miliardo in meno rispetto al 2011 con un abbattimento di spesa di circa il 16% per ogni soldato. Ciò non ha però affatto pregiudicato l’aumento del livello di infrastrutture e equipaggiamento, così come l’agilità e le capacità delle operazioni di pace, ha rivelato Ladsous, sottolineando come “nessun altro esercito al mondo abbia fatto ciò che le Nazioni Unite hanno compiuto negli ultimi sei anni”.

In poco tempo, i caschi blu saranno infatti in grado di schierare brigate di avanguardia in tempi che non eccederanno i due mesi, contro i sei-otto mesi attuali. E’ anche importante lo sforzo per creare un nuovo quadro di riferimento per l’attività di intelligence, che “salverà vite e permetterà ai peacekeeper di compiere un lavoro migliore”. Anche i progressi tecnologici, come droni, sistemi aerei video di sorveglianza, stanno dando un contributo fondamentale all’aumento delle capacità delle operazioni di pace.
La provenienza geografica dei peacekeeper sta cambiando, disegnando una nuova composizione che tiene conto dell’incremento delle unità che vengono dal cosiddetto “Nord Globale”, che comprende Europa e Nord America, in opposizione al Sud Globale (Sud America, Asia e Africa). In crescita anche la capacità di adattamento dei peacekeeper alle diverse situazioni in Paesi diversi in cui operano, così come anche la capacità di elaborare strategia d’uscita, “poiché le missioni non sono eterne”.

Nonostante tali progressi, le operazioni di pace ONU continuano a incontrare ostacoli. “Il mantenimento della pace ha a che fare con soluzioni politiche”, ha infatti ricordato Ladsous, e se uniformi e caschi blu sono solamente la parte visibile di tutte le operazioni, la missione vera e propria è quella di “servire per conseguire una soluzione politica” che spesso, però, è ardua da trovare. Ladsous ha aggiunto che in tali situazioni manca a volte il forte supporto del Consiglio di Sicurezza. A queste difficoltà si aggiunge la complessità di gestire le aspettative degli Stati Membri, dei Paesi donatori e degli altri attori.

Le operazioni di peacekeeping rimangono comunque fedeli al cuore del loro mandato, ovvero la protezione dei civili, “salvare vite”, ha avuto cura di sottolineare Hervé Ladsous, che cede la direzione del DPKO al suo connazionale Jean-Pierre Lacroix.

Per saperne di più: http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=56424#

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