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Intervista all’Associazione Nazionale Poeti & Scrittori Dialettali (A.N.PO.S.DI.) – Giornata Internazionale della Poesia, 21 marzo 2017

ANPOSDI

21 mar - In occasione della Giornata Internazionale della Poesia 2017, ci siamo rivolti ad ANPOSDI, un’associazione culturale impegnata nella difesa delle lingue dialettali e minoritarie italiane che vanta soci in tutte le Regioni d’Italia. Rispondono il Presidente, Mimmo Staltari, e il Segretario Generale, Giampaolo Catalucci, a nome di tutti i Soci.

Domanda: Quando è nata questa Associazione?
Risposta: L’Associazione Nazionale Poeti e Scrittori Dialettali (ANPOSDI) è stata fondata a Roma nel 1952, senza fini di lucro, da un gruppo di poeti di varie regioni: Lazio, Veneto, Abruzzo e Marche, che si sono uniti per mantenere vive le lingue dialettali. Per citarne qualche nome: Turno Schiavoni di Ancona, Renata Sellani di Senigallia, Giulio Cesare Zenari di Verona, Gino Cucchetti di Venezia, Luigi Oliviero di Torino, Alfredo Lucani di Pescara. Lungo il suo percorso, ha annoverato tra i suoi iscritti personaggi celebri che gli hanno saputo dare lustro con il livello della loro produzione poetica e con la statura umana e morale della loro persona.

D: Quale missione si è prefissata al momento della sua fondazione?
R: L’ANPOSDI è nata per adempiere agli scopi indicati nello Statuto, e cioè: la valorizzazione della poesia dialettale; lo studio dei dialetti e degli autori; la diffusione della produzione dialettale in ogni sua forma. Possiamo ben affermare che l’Associazione è stata, durante tutta la sua esistenza, sempre fedele ai suddetti propositi, creando un’intima fraternità d’arte fra i poeti e i dialettologi delle diverse regioni d’Italia che, a poco a poco, sono accorsi numerosi ad infittire le fila dei componenti il sodalizio, sollecitandone l’attività che si è svolta attraverso pubblicazioni e manifestazioni varie.

D: Come pensate di diffondere questo patrimonio linguistico?
R: Per poter mantenere vivo l’interesse per i dialetti, dal 1954 ANPOSDI svolge due volte l’anno, a maggio e ottobre, dei convegni nelle varie regioni e successivamente pubblica un’antologia delle poesie declamate nelle varie lingue durante le riunioni. Queste opere testimoniano l’onore e il fervore delle voci dei poeti che la costituiscono e tengono alta la bandiera dei dialetti d’Italia, con grande speranza per l’avvenire e per la gloria del patrimonio letterario comune. L’Associazione si fa quindi regolarmente promotrice di interessanti ed importanti attività per difendere e valorizzare la letteratura in dialetto.
Inoltre, forte di centinaia di iscritti provenienti da quasi tutte le regioni italiane, pubblica da più di 35 anni la rivista quadrimestrale Voci Dialettali, che dà spazio a testi poetici in dialetto, recensioni, articoli di critica letteraria, storia, cultura locale, linguistica, teatro dialettale, esperienze didattiche nelle scuole.

D: Come è presente l’Associazione?
R: ANPOSDI è presente in tutta Italia con un responsabile regionale, coadiuvato da un delegato, allo scopo di far conoscere e riconoscere i dialetti dai quali ha preso vita l’italiano. Inoltre, essa cerca, tramite la sezione ragazzi e giovani, di far rimanere vivo il dialetto nelle varie comunità locali e non perdere tale cultura linguistica.

D: Qual è il messaggio che volete comunicare al pubblico?
R: Per noi, oggi come ieri, ANPOSDI può essere paragonata ad una madre amorosa che nel suo grembo custodisce e protegge l’immenso e vivace patrimonio linguistico d’ogni regione d’Italia, un patrimonio che fu dei nostri nonni, che è oggi dei nostri genitori e che sarà domani dei nostri figli. A loro chiediamo l’impegno/dovere di salvaguardare quei segni della memoria che restano necessari e indispensabili per la cultura dei popoli e per la ricostruzione della loro identità. Per noi, i proverbi costituiscono il sale del mondo, i modi di dire le espressioni senza maschera, le cantilene l’amore che si trasforma in cosa tangibile, le filastrocche la serenità della mente, gli indovinelli l’esercizio dell’intelligenza e le ninne nanne il DNA cantato dalla voce più melodiosa e amorevole, quella della mamma.

D: Qual è il vostro emblema?
R: L’emblema di ANPOSDI è un ulivo, le cui radici formano l’Italia ed i rami rappresentano i vari dialetti.

D: Cosa rappresenta per voi la poesia?
R: La poesia dialettale è un genere di espressione letteraria particolarmente felice: le voci e interpretazioni poetiche, rieccheggiando nelle loro diversità espressive, lanciano un messaggio di armonia, amicizia e fraternità. Il sentire più profondo si fa parola immergendosi nella lingua antica dei padri e, utilizzandone le sonorità e gli smalti, le essenze e i significati, trae da essa la linfa per raffigurare tutti i diversi aspetti della nostra esistenza e della nostra realtà contemporanea: per questo motivo, è importante che tale patrimonio letterario non muoia.

Il sito ufficiale di ANPOSDI: http://www.anposdi.it/index.php

Per saperne di più sulla Giornata Internazionale della Poesia, clicca qui

Per leggere la Proclamazione UNESCO del 1999, clicca qui

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