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L’UNHCR esprime la sua preoccupazione per i rifugiati da reinsediare negli USA

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30 gen – Il capo dell’Alto commissariato ONU per i rifugiati (UNHCR) Filippo Grandi si è detto “fortemente preoccupato” dal decreto firmato dal presidente Donald Trump che congelerà per tre mesi l’arrivo di immigrati da sette Paesi a maggioranza islamica. La situazione si preannuncia particolarmente seria per le migliaia di rifugiati del mondo in attesa di essere reinsediati negli Stati Uniti.

Filippo Grandi ha nuovamente ribadito la posizione di UNHCR di fronte all’emergenza migranti, affermando che i rifugiati devono ricevere pari trattamento in materia di protezione, assistenza e opportunità di reinsediamento, a prescindere dalla loro religione, nazionalità e razza.

“I rifugiati si sentono insicuri, confusi e affranti di fronte a tale provvedimento, considerando che il processo di reinsediamento è già di per sé un procedimento lungo”, ha detto il capo dell’agenzia ONU per i rifugiati. Allo stesso tempo egli ha espresso fiducia nel fatto che, forte della loro tradizione di accoglienza, generosità e tolleranza, gli Stati Uniti non si tireranno indietro di fronte alla richiesta di aiuto di quanti abbandonano il proprio Paese in cerca di protezione.

Nel frattempo, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) ha emesso un comunicato sui bambini rifugiati che potrebbe subire le conseguenze negative della nuova politica degli Stati Uniti. “Nel mondo, 28 milioni di bambini sono stati sradicati dalla loro terra d’origine a causa di conflitti, della violenza e del terrore. Essi hanno bisogno del nostro aiuto”, si afferma nella dichiarazione. Ciononostante, l’UNICEF ha ribadito il suo impegno, appoggiato dai governi di altre nazioni, a proteggere i bambini più bisognosi nelle aree geografiche svantaggiate.

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