Giovedì, 20 Giugno 2019
UNRIC logo - Italiano

L'ONU nella
tua lingua! 

Intervista a Roberto Speziale, Presidente Anffas, in occasione della Giornata internazionale per le persone con disabilità

fotoperarticoloanffas

2 dic - In occasione della Giornata internazionale per le persone con disabilità del 3 dicembre, abbiamo intervistato Roberto Speziale – Presidente Nazionale Anffas Onlus– Associazione Nazionale di Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o relazionale – che dal 1958 lotta per il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità di tutta Italia (e non solo). 

Dott. Speziale, il prossimo 3 dicembre si celebra la Giornata Internazionale delle persone con disabilità proclamata dalle Nazioni Unite, cosa ne pensa Anffas? 

Dal 1992 in tutto il mondo il 3 dicembre si celebra la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. Il tema scelto dall’ONU per il 2016 è quello di “raggiungere i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile”, a noi piace dire “per il futuro che vogliamo e per un mondo migliore”. Tra i 17 obiettivi, particolare rilievo assumono in modo trasversale per le persone con disabilità: il numero 1 “povertà zero”, il 3 “salute e benessere”, il 4 “istruzione di qualità”, il 10 “ridurre le disuguaglianze”, l’11 “città e comunità sostenibili”, il 16 “pace e giustizia e istituzioni forti”. Si tratta di obiettivi importanti per lo sviluppo che riguardano tutti i paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità. Se, anche in Italia il 3 dicembre questa imperdibile occasione sarà accolta in tutta la sua importanza, la celebrazione della giornata avrà un senso, diversamente si tratterà dell’ennesima occasione perduta senza poi vedere tradotti concretamente questi obiettivi.

Perché la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità è importante?

La Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità è una legge internazionale che si prefigge l’obiettivo di fare in modo che in tutto il mondo siano rispettati appunto i diritti delle persone con disabilità e rimosse le forme specifiche di discriminazione, impegnando tutti gli Stati che l’hanno ratificata e la ratificheranno ad intervenire con politiche, legislazioni e risorse idonee. La Convenzione in effetti non istituisce nuovi diritti umani poiché si ancora saldamente alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ma impone un nuovo modello di disabilità, basato questo, sì, sui diritti umani, volto a rimuovere tutte le forme di discriminazioni basate sulla disabilità.  In Italia la Convenzione ONU insieme al suo protocollo opzionale è stata ratificata il 3 marzo 2009 ed è divenuta Legge dello Stato italiano (L. 18/2009). 

In buona sostanza la Convenzione è importante perché:

  • Chiarisce i diritti delle persone con disabilità
  • Individua le responsabilità per il rispetto dei diritti
  • Richiede un approccio basato sui diritti umani
  • Promuove uno sviluppo inclusivo ed accessibile
  • Richiede il coinvolgimento delle persone con disabilità
  • Assicura monitoraggio nazionale ed internazionale

 

Qual è lo stato di attuazione della Convenzione ONU in Italia?

Nonostante la Convenzione ONU sia stata adottata esattamente un decennio fa, e divenuta legge dello Stato Italiano da oltre 7 anni, la stessa è ancora oggi poco conosciuta e scarsamente attuata. A dimostrazione di ciò, basterebbe leggere le ben 88 osservazioni conclusive al Primo Rapporto dell’Italia redatto dal Comitato ONU lo scorso 31 agosto.

Tra gli 88 punti, infatti, emergono alcuni aspetti positivi per esempio il sistema scolastico italiano considerato inclusivo e libero dalla segregazione, ma molti sono di converso i punti critici: per esempio non esiste ancora un concetto di disabilità in linea con la Convenzione stessa, non esiste un organo consuntivo permanente indipendente composto dalle organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità, non esiste una definizione di “accomodamento ragionevole” in linea con la Convenzione, carenti sono le leggi e le politiche tese ad affrontare la discriminazione plurima e intersettoriale, la prospettiva di genere non risulta integrata nelle politiche per la disabilità, il sistema di raccolta dei dati soprattutto per assicurare l’intervento precoce ai bambini con disabilità non risulta adeguato, inadeguate risultano anche le politiche volte ad affrontare la povertà infantile dei minori con disabilità, scarse ed insufficienti sono le campagne di sensibilizzazione per contrastare gli effetti negativi derivanti dagli stereotipi persistenti sulle persone con disabilità, il sistema normativo italiano va migliorato per garantire i giusti supporti per la presa di decisioni delle persone con disabilità, le disparità territoriali vedono ancora un grande disequilibrio nell’esigibilità dei diritti fondamentali, etc…

Quali sono le sfide per il futuro?

La legge 18 del 2009 ha istituito in Italia l’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità il quale avrebbe dovuto avere un ruolo centrale nella definizione delle politiche e dei programmi che riguardano la disabilità e nel monitorare e valutare la coerenza di tutte le politiche con i paradigmi e i principi indicati dalla Convenzione ONU, mentre di fatto l’Osservatorio si occupa più che altro della verifica dello stato d’attuazione del programma biennale del Governo e della predisposizione e aggiornamento del successivo. Allo stato attuale l’Osservatorio ha completato i lavori di predisposizione del programma biennale del Governo del biennio 2017-2018 che, dopo essere stato sottoposto al confronto con il mondo della disabilità in occasione della Conferenza Nazionale di Firenze celebratasi nelle giornate del 16 e 17 settembre 2016, è in attesa di essere appunto adottato dal Governo. Lo stesso Osservatorio è scaduto lo scorso mese di ottobre e deve essere rinominato. 

La celebrazione del 3 dicembre sarebbe stata un’occasione da non perdere per il Governo per fare proprio il programma d’Azione e ricostituire l’Osservatorio, ma non sembra che ciò accadrà.

Il nuovo programma biennale d’azione prevede 8 linee d’intervento che se fossero compiutamente attuate nel prossimo biennio consentirebbero all’Italia di fare un grande salto di qualità, cominciando a rendere concreta l’attuazione della gran parte della Convenzione stessa. Altra sfida sarà quella di superare e sanare tutte le criticità contenute nelle raccomandazioni fatte all’Italia dal Comitato ONU, come sopra detto appunto sulla mancata attuazione della Convenzione stessa. 

Quali sono le iniziative di Anffas in merito?

Anffas sin dalla sua sottoscrizione ed ancor prima che l’Italia la ratificasse, ha fatto propria la Convenzione ONU modificando anche il proprio Statuto per inserirne specificatamente il riferimento e improntando tutte le proprie politiche, azioni, iniziative e finalità ai paradigmi richiamati dalla Convenzione stessa. In particolare, tra le iniziative più significative possiamo segnalare: il progetto “Accorciamo le distanze”, che ha consentito la traduzione del testo della Convenzione in linguaggio Facile da Leggere e da comprendere in modo da renderla accessibile alle stesse persone con disabilità intellettive ed ha consentito un percorso di formazione su larga scala sia all’interno che all’esterno dell’associazione con particolare riferimento al mondo scolastico; il progetto “Io, Cittadino!” dedicato al tema del diritto all’autodeterminazione, autorappresentanza e partecipazione delle persone con disabilità intellettiva in attuazione proprio della Convenzione ONU a partire dall’articolo 29 (dedicato alla partecipazione politica e pubblica); la partecipazione ad attività parlamentari e governativa in relazione alla Legge 112/2016 atta a garantire alle persone con disabilità di potere scegliere dove vivere, come vivere e con chi vivere, in attuazione dell’articolo 19 della Convenzione stessa; la partecipazione all’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità coordinando il gruppo 1 sull’adozione di un nuovo sistema di riconoscimento, definizione e valutazione della disabilità sempre coerente con il Modello proposto dalla Convenzione stessa; la promozione presso numerose regioni ed enti locali dell’adozione della Convenzione nei loro ordinamenti. In ultimo, ma non per importanza, il 2 e 3 dicembre 2016 Anffas celebra la Giornata della Disabilità a Rimini con un evento di livello internazionale dal titolo “Disabilità Intellettive e del Neurosviluppo: diritti umani e qualità della vita” che è stato recensito sul sito dell’ONU quale evento di rilievo tra gli eventi celebrativi della giornata ed ha ricevuto il riconoscimento della “Medaglia del Presidente della Repubblica”.

Per maggiori informazioni sull’iniziativa:

http://www.anffas.net/Page.asp/id=697/convegno-internazionale-anffas-onlus 

Per sapere qualcosa di più su Anffas:

www.anffas.net

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Tel. 063611524 – 063212391

SDG Poster 2018 2

Banner
Banner
Banner
Banner

united to reform web banner 250px