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Conoscere il passato per pensare il futuro - Esposizione al Berlaymont dal 29 novembre al 1 dicembre

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Esposizione organizzata dal COMITES (Comitato degli italiani all'estero) presso l'atrio del 1° piano del Berlaymont dal 29 novembre al 16 dicembre

Le Bois du Cazier nel cuore della costruzione europea

29 nov - Il trattato di Parigi, firmato il 18 aprile 1951 dalla Francia, la Germania Occidentale, l'Italia, il Belgio, il Lussemburgo e l'Olanda pone le fondamenta di un'Europa unita dopo le distruzioni provocate dalla guerra.

La CECA fu la prima organizzazione internazionale basata su principi sovranazionali che attraverso la creazione di un mercato comune per il carbone e per l'acciaio doveva sostenere lo sviluppo economico, l'aumento dell'occupazione e migliorare le condizioni di vita delle popolazioni all'interno della Comunità.

Uno degli obiettivi era di "sostenere massicciamente le industrie europee del carbone e dell'acciaio per permettergli di modernizzarsi, migliorare le condizioni di vita dei loro salariati e di ricollocarli in caso di licenziamento".

Prima del trattato, alcuni dei paesi europei, come la Francia e il Belgio, si erano lanciati nella "battaglia del carbone" per fornire energia al loro sistema industriale e alle abitazioni domestiche. Questa battaglia, che si concretizzava in una produzione massiccia di carbone, è stata considerata come alla base del miracolo economico del dopoguerra.

L'era della mobilità dei lavoratori era cominciata; è così che gli operai italiani, polonesi, greci, tedeschi, ungheresi… sono stati i protagonisti di un'Europa che cambiava.

70 anni fa: Roma, 23 giugno 1946

All'indomani della seconda guerra mondiale, nel pieno della "battaglia del carbone", i belgi non volevano più scendere in miniera. Un protocollo d'accordo tra il Belgio e l'Italia viene firmato: stipula il trasferimento di 50.000 minatori in cambio di un prezzo migliore per il carbone. 200 kg a un prezzo 'speciale' per ogni uomo in miniera. Questo accordo viene siglato in un momento in cui l'Italia, dopo 20 anni di fascismo, doveva ricostruire una affidabilità europea e allo stesso tempo risolvere i problemi interni legati alla massiccia disoccupazione e alla mancanza di combustile per alimentare il rilancio dell'industria.

60 anni fa: Marcinelle, 8 agosto 1956 

Un incendio nella miniera del Bois du Cazier a Marcinelle, provoca 262 vittime di dodici differenti nazionalità (136 italiani, 95 belgi, 8 polacchi, 6 greci, 5 tedeschi, 3 ungheresi, 2 francesi, 1 inglese, 1 olandese, 1 russo e 1 ucraniano) sui 274 uomini che erano presenti nella miniera.

Tra le due date il percorso di una generazione sacrificata; dieci anni duranti i quali le condizioni di lavoro, di vita e di alloggio sono deplorevoli. Più volte, al ripetersi di incidenti, le autorità italiane, fingendo ogni volta di scoprire una situazione nuova, sospesero l'emigrazione verso il Belgio e le sue miniere, pericolose e mortali. Infine, dopo la catastrofe di Marcinelle, la sospesero definitivamente.

Durante questo decennio furono più di 200 000 gli uomini, donne e bambini, ambasciatori del loro paese, che spinti dalla miseria e dalla disoccupazione intrapresero questo viaggio verso l'ignoto.

Il drammatico avvenimento segnò il bisogno di una legislazione del lavoro più estesa delle regole nazionali allora in vigore. L'Europa aveva finalmente compreso, dopo quel dramma, che non bastava costruire una comunità economica, senza affrontare allo stesso modo i problemi sociali dei lavoratori?

La diversità multiculturale della società europea che oggi conosciamo è il frutto della mobilità di milioni persone attraverso il continente alla ricerca di migliori possibilità per le loro e le loro famiglie. La più parte di questi lavoratori provenivano da paesi che ormai fanno parte dell'Unione Europea.

E' la loro storia che il COMITES (Comitato degli italiani all'estero) di Bruxelles-Brabante e Fiandre ha voluto raccontare attraverso i ventuno pannelli che compongono l'esposizione concepita dal Bois du Cazier, uno dei quattro principali siti minerari della Vallonia iscritti nel Patrimonio mondiale dell'UNESCO, con il sostegno dell'Ambasciata d'Italia in Belgio.

Questa esposizione sarà visitabile nell'atrio del 1° piano del Berlaymont dal 1 al 16 dicembre.

L'esposizione è patrocinata da Mr. Moscovici e dal Presidente del Parlamento europeo Mr. Schultz.

Per il COMITES,

COIA Antoine, IACONO Ignazio, DENTAMARO Benedetta, CALA' Dino, MEDDA Eleonora, BALDINI Elisa, LAZZARONI Francesca,  BONGIOVANNI Luisa, GRISPIGNI Marco, CASANO Nicoletta, RICCI Riccardo, DIO PUIARELLO Sarina, COST Stefania e NAPOLITANO Raffaele

SDG Poster 2018 2

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