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Intervista alla Dott.ssa Bloise in occasione della Giornata mondiale del diabete

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14 nov - In occasione della Giornata mondiale del diabete del 14 novembre, abbiamo intervistato la Dottoressa Donatella Bloise, Specialista in Endocrinologia e Malattie Metaboliche, Dottore di Ricerca in Scienze Endocrinologiche, autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e coautrice del libro "Il Diabete Istruzioni per l'uso".

Dottoressa, qual è secondo lei lo scopo della Giornata mondiale del diabete?

Nel 1991 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'International Diabetes Federation (IDF) hanno istituito la Giornata Mondiale del Diabete per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica riguardo al diabete, la sua prevenzione e la sua gestione. Nel mondo 422 milioni di persone adulte sono affetti da diabete (dati OMS del 2014), e si stima che nel 2030 sarà la settima causa di morte. Lo screening della malattia è fondamentale per garantire la diagnosi precoce e un adeguato trattamento è necessario per ridurre il rischio di gravi complicazioni a lungo termine.


Dal 2002 viene promossa anche in Italia la Giornata Mondiale del Diabete, e da allora rappresenta una grande manifestazione del volontariato in campo sanitario; nella maggior parte delle città italiane si svolgono molteplici eventi organizzati da associazioni di volontariato di persone diabetiche, da medici, infermieri, da altri professionisti sanitari e da persone di altre organizzazioni di volontariato.

Cosa è fondamentale sapere riguardo a questa malattia?

Il diabete mellito (DM) è una patologia cronica complessa, sia per la varietà di tipologie esistenti (DM T1, T2 e altre forme) che per il suo trattamento. Se la persona che ne è affetta non partecipa attivamente alla cura, difficilmente si potranno raggiungere gli obiettivi di salute, quali la prevenzione di complicanze acute (ipoglicemia severa, chetoacidosi) e croniche che sono a carico di vari organi (occhi, rene, cuore, cervello, arti inferiori, sistema nervoso).

La complessità della patologia, in particolare nel DM T2, deriva anche dalla concomitante presenza, molto frequente, di altre patologie croniche (ipertensione, dislipidemia, obesità). Per ottenere la partecipazione attiva del paziente alla cura, il sanitario non può limitare il suo intervento al solo atto prescrittivo (dieta, farmaci, insulina) ma deve adoperarsi per promuovere l’aderenza quotidiana alla terapia. Al paziente si chiede di effettuare cambiamenti permanenti nello stile di vita (abitudini alimentari, attività fisica) e di autogestire la terapia in maniera corretta (automonitoraggio della glicemia e adattamento della dose di insulina e/o dei farmaci al contesto). Ciò non corrisponde a quanto normalmente ci si aspetta da una cura, e di conseguenza trova il paziente del tutto impreparato.

Il difficile compito sanitario “educativo e formativo” della persona con diabete può essere assolto solo quando le diverse figure professionali (come medico, infermiere, dietista, psicologo) collaborano strettamente con la finalità di favorire l’empowerment della persona con diabete.

Cosa ritiene che in Italia vada implementato per ottenere migliori risultati nella cura del diabete?

L’educazione terapeutica, si tratta di attività clinica fondamentale per incoraggiare e condurre l’autonomia di gestione della cura da parte della persona con diabete.

Esistono numerose definizioni dell’educazione terapeutica, ma tutte hanno in comune il fatto che si tratti di un processo sistematico di lunga durata che dovrebbe accompagnare tutto il percorso di cura (e quindi tutta la vita della persona diabetica). La terapia dovrebbe essere centrata e orientata al paziente, volta a migliorarne la qualità di vita e il controllo metabolico. Infatti, è stato dimostrato da tempo come un’educazione terapeutica efficace consenta di raggiungere importanti risultati biomedici, quali la prevenzione delle complicanze acute e croniche del diabete e il miglioramento della qualità di vita dei pazienti.

Dal 1981 in Italia si costituisce il GISED, Gruppo Italiano di Studio per l’ Educazione sul Diabete, per volere del prof. Aldo Maldonato.  Attualmente è un gruppo di studio intersocietario delle società scientifiche SID e AMD. Data la peculiarità dell’obiettivo a lungo termine, ovvero la ricerca e l’applicazione delle metodiche educative di eccellenza idonee a favorire condotte di salute nella persona con diabete e nella sua famiglia, il GISED è un gruppo orientato al lavoro pluriprofessionale, in team non solo con medici diabetologi, ma anche con appartenenti alle altre professioni sanitarie. 

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