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Test nucleari: breve storia

mike nucleartest

29 ago - La Giornata internazionale contro i test nucleari deve la sua ragion d’essere alle ambizioni politiche e strategiche che nel corso della storia recente un certo numero di Paesi ha espresso verso rivali reali o potenziali con l’impiego e lo sviluppo di armamenti nucleari. Dal punto di vista politico, i test nucleari sono la dimostrazione più plateale di dominio tecnologico e militare per i Paesi che li effettuano; dal punto di vista tecnico, essi servono a valutare il comportamento e l’efficacia delle armi nucleari, così come l’impatto che la loro esplosione produce sull’ambiente circostante.

L’esplosione di ordigni nucleari, va da sé, disperde materiale radioattivo nell’atmosfera, con danni per la salute di cui il mondo ha compreso la portata solo di recente. Tra questi, la morte o mutazione di cellule umane, con rischi considerevoli di danni fatali agli organi e trasmissione delle alterazioni cellulari, con conseguente insorgenza di tumori. Cellule alterate, inoltre, possono trasmettere alla progenie disordini genetici. Gli esseri umani possono essere esposti agli effetti nefasti delle radiazione anche tramite il contatto con derivati da animali allevati in pascoli contaminati.

Tuttavia, nel periodo di febbre nucleare – fino alla fine della Guerra fredda - le preoccupazioni ambientali sollevate dai test non furono sufficienti a dissuadere i Paesi con status nucleare dal condurli: a un certo punto, le attività di sperimentazione sono state semplicemente trasferite al sottosuolo.


Breve storia dei test nucleari

Il primo esperimento USA il 16 luglio del ’45 nel New Mexico servì a verificare la praticabilità di un modello nucleare di tipo implosivo, con nome in codice ‘Trinity’. L’esplosione di Trinity fece da test al bombardamento atomico delle città giapponesi Hiroshima and Nagasaki appena un mese dopo, con conseguenze devastanti per la popolazione del Giappone, potenza rivale durante la II Guerra mondiale. Il primo test nucleare USA inaugura una lunga serie di sperimentazioni nella corsa agli armamenti nucleari con l’Unione Sovietica poco dopo, con l’inizio della Guerra fredda. Nel 1949, l’URSS testa la prima bomba atomica.

L’esasperazione delle tensioni e un’atmosfera pervasiva di paura e sospetto servirono da catalizzatori alla competizione bipolare per lo sviluppo di bombe sempre più potenti e sofisticate. Nel 1950 vennero testati nuove configurazioni di bombe a idrogeno e sistemi avanzati di fissione nucleare. Nel 1954, l’emissione di 15 megato (*unità di misura dell’energia emanata dall’esplosione di ordigni nucleari), sotto il test ‘Castle Brave’, contaminò inavvertitamente gli atolli abitati di Rongelap, Rongerik e Uitirik e il peschereccio giapponese Lucky Dragon, producendo il più grande disastro radiologico nella storia delle sperimentazioni USA.

I paesi che seguirono le due superpotenze nello sviluppo e nella sperimentazione di armi atomiche come strumenti credibili di deterrenza furono: Regno Unito (1952); Francia (1960); Cina (1964).

nucleartests Test nucleari condotti tra il 1945 e il 1996 - clicca per ingrandire

I test nucleari raggiunsero il picco nei primi anni Sessanta, di cui l’episodio più clamoroso fu la crisi missilistica di Cuba nel 1962, quando la Guerra fredda rischiò di sconfinare in una guerra nucleare, con conseguenze inimmaginabili per il mondo intero.

Solo l’era della distensione USA-URSS condusse a una riduzione significativa delle attività di sperimentazione delle armi nucleari, con l’attuazione di una moratoria sui test nucleari concordata da URSS, USA e Regno Unito all’inizio degli anni Novanta. Paesi che avevano ospitato l’arsenale nucleare sovietico, come Bielorussia, Kazakistan e Ucraina, divennero paesi non-nucleari sotto il Trattato di non proliferazione. Il principale sito di test nucleari dell’URSS, il Semipalatinsk, venne chiuso nel 1990, non a caso proprio il 29 agosto.

L’ultimo test nucleare dell’URSS avvenne il 24 ottobre 1990, quello del Regno Unito il 26 novembre dell’anno successivo e quello USA il 23 settembre 1992. Francia e Cina condussero i loro ultimi test nel 1996.

Per quanto riguarda lo status nucleare di altri paesi, esso è ufficioso per Israele, che non ha negato né confermato ufficialmente di possedere armi nucleari e non ha aderito al Trattato di non proliferazione del 1968. Il Sudafrica ha disposto in passato di un arsenale atomico (1982), ma senza condurre test nucleari di cui si sappia; alla fine degli anni ’90, in coincidenza con la fine del regime di apartheid, il suo arsenale risultava completamente smantellato.

Tre sono i Paesi che hanno violato la già citata moratoria post-Guerra fredda: India, Pakistan e Nord Corea. India e Pakistan hanno condotto test sotterranei in un periodo di cui la tensione tra i due paesi riguardo dispute territoriali intrecciate a conflitti di carattere politico-religioso era al suo culmine. Tuttavia, sia India sia Pakistan non conducono test nucleari dal 1998, anno in cui entrambi annunciano l’attuazione unilaterale di una moratoria. La Corea del Nord è l’unico paese ad aver effettuato test nucleari negli anni ‘2000: esperimenti sotterranei si sono ripetuti con una certa periodicità (2006, 2009, 2013, 2016).

Il Trattato sulla messa al bando totale dei test nucleari 

GeneralAssembly NuclearTestBanTreaty

Il Trattato sulla messa al bando totale dei test nucleari - Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty - di cui Ban Ki-moon sollecita l’entrata in vigore nel suo messaggio per la Giornata contro i test nucleari di quest’anno, mette al bando tutte le esplosioni nucleari, che siano per scopi pacifici o militari.

Adottato dall’Assemblea Generale nel 1996, il Trattato è stato firmato da 183 Paesi ed è stato ratificato da 162 di questi, ma non è ancora effettivo poiché otto dei Paesi da cui dipende la sua entrata in vigore non hanno depositato gli strumenti di ratifica. I Paesi sono: Cina, Corea del Nord, Egitto, India, Iran, Israele, Pakistan e USA.

Come sostiene il Segretario Generale, ogni ratifica conta: “[ognuna] rafforza l’universalità e accende i riflettori in maniera più pressante sui paesi che non agiscono”.

Fonti:

CTBTO, Preparatory Commission for the Comprehensive Nuclear Tests Ban Treaty Organization

SDG Poster 2018 2

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