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Inevitabili: le catastrofi naturali, non i disastri ambientali

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25 ago - Sviluppare una migliore comprensione del rischio-disastri e delle cause ad esso sottese: è l’obiettivo dell’Indice di Rischio Globale (World Risk Index) e del Rapporto annuale sul Rischio Globale (World Risk Report) pubblicati oggi dall’UN University Institute of Environment and Human Security (UNU-EHS) e il Bündnis Entwicklung Hilft in collaborazione con l’Università di Stuttgart.

Con uno sguardo non solo al livello di vulnerabilità delle persone, ma anche alla loro capacità di fronteggiare i disastri e adattarvisi, l’Indice di Rischio Globale traccia le regolarità dei disastri in termini quantitativi al fine di infividuare i luoghi del mondo più esposti. I risultati vengono poi combinati con un’analisi qualitativa dei fattori che provocano i disastri, da cui viene stilata una classifica di 171 paesi sulla base del rischio associato.

Ciò che emerge con nettezza è la distinzione tra la nozione di catastrofe naturale, un evento imprevedibile e non controllabile dall’azione umana, e ciò che invece si qualifica come disastro ambientale, che integra un insieme di componenti che chiamano in causa la capacità di prevenzione e gestione delle società. A questo riguardo, la qualità e la quantità di infrastrutture dei luoghi esposti al rischio svolgono un ruolo cruciale, determinando spesso la differenza tra la vita e la morte, tra danni lievi e distruzioni su larga scala.

Le infrastrutture sono supportate da elementi tecnici, come gli impianti di produzione energetica, le reti di trasporto, i sistemi di pompaggio idrico e le telecomunicazioni, così come da servizi e capacità di carattere istituzionale, come le attività decisionali, organizzative e gesitonali. Esse sono funzionali alla gestione delle società e dei sistemi economici, dal trasporto alla sanità, e sono indispensabili in caso di catastrofi ambientali: la presenza e la buona manutenzione di sistemi logistici e di comunicazione permettono ai soccorsi di pervenire rapidamente ed essere distribuiti a coloro che ne hanno bisogno.

Un esempio di come le infrastrutture siano essenziale nella gestione e nella risposta ai disastri ci viene da un confronto tra due paesi ugualmente colpiti da forti eventi sismici, ma molto diversi sia in termini di qualità e presenza di servizi di comunicazione, produzione e distribuzione di beni e servizi sia sul piano delle capacità istituzionali: Haiti e il Cile. Nel 2010, un terremoto di magnitudo 7.0 colpì Haiti, provocando 160.000 morti, mentre in Cile, un evento sismico di magnitudo 8.8 portò via con sé la vita di ‘solo’ 562 persone.

SDG Poster 2018 2

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