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Alto Commissario ONU chiede alla Turchia il rispetto dei diritti umani nella risposta al tentato colpo di stato

zeid

19 lug - All’indomani del tentativo di colpo di stato in Turchia, l’Alto Commissario ONU per i diritti umani Zeid Ra’ad Al Hussein ha chiesto alle autorità turche una risposta che vada nella direzione di un rafforzamento delle garanzie sui diritti umani, e al tempo stesso rafforzi le istituzioni democratiche e il sistema di controlli e contrappesi. Se, da un lato, “il popolo turco ha mostrato coraggio scendendo in strada per difendere il proprio paese contro chi minacciava democrazia”, dall’altro, ha proseguito Zeid, “i responsabili della violenza devono essere assicurati alla giustizia nel pieno rispetto degli standard dell’equo processo”.

Riferendosi al gran numero di persone in stato di fermo da sabato scorso, Zeid ha insistito sull’importanza del principio di presunzione di innocenza, della garanzia di un giusto processo e della possibilità per osservatori indipendenti di visitare i luoghi di detenzione.

Né ragioni di sicurezza né l’impeto della punizione contro i presunti responsabili, ha aggiunto l’Alto Commissario, possono giustificare lo spregio dei diritti umani. Zeid ha inoltre espresso profonda preoccupazione per la rapida sospensione di un gran numero di giudici e pubblici ministeri, molti dei quali sottoposti a fermo, una mossa che rischia di arrecare danno all’indipendenza della magistratura. “L’indipendenza della magistratura e della professione forense è garanzia di un’equa amministrazione della giustizia; i giudici devono essere in grado di esercitare le proprie prerogative liberi da restrizioni indebite, interferenze o minacce.”

L’Alto Commissario ha poi espresso sconcerto di fronte alla possibilità che venga reintrodotta la pena di morte nel paese, ricordando che la Turchia, pur avendola abolita solo nel 2004, non pratica la pena capitale da 32 anni. La sua reintroduzione corrisponderebbe a una violazione degli obblighi sottoscritti dal paese con la ratifica del Secondo Protocollo opzionale alla Convenzione internazionale sui diritti politici e civili nel 2006. "Faccio appello al governo turco perché non sposti all’indietro le lancette dell’orologio sul piano del rispetto dei diritti umani”, ha aggiunto Zeid.

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