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Giovani, emergenze, empowerment femminile: scopri il potenziale delle telecomunicazioni per il progresso

ictday

17 mag - Come ha ricordato il Segretario Generale nel suo messaggio per la Giornata, l’Agenda 2030 riconosce il grande potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) nell’imprimere un’accelerazione al progresso umano e promuovere la conoscenza, fornendo soluzioni intelligenti a sfide di portata globale.

In un’era sempre più interconnessa, le ICT forniscono alle giovani generazioni potenti piattaforme di cittadinanza attiva. Nella risposta alle emergenze, permettono la comunicazione indispensabile per salvare vite umane. Inoltre, sono la nuova frontiera dell’empowerment femminile. Scopri perché:

Le ICT e i giovani: la trasformazione della partecipazione nella sfera pubblica

youthradio

Nel mondo, i giovani sono gli utilizzatori più attivi di ICT, e sono circa due volte più connessi rispetto alla popolazione complessiva [ITU, 2013]. Un recente rapporto di UN Habitat ha rilevato come le ICT dischiudano opportunità formidabili nelle mani delle giovani generazioni. Un esempio è la ridefinizione delle forme di partecipazione nella sfera pubblica attraverso la telefonia mobile. “La comunicazione in tempo reale e il rapido flusso di informazioni permettono ai giovani di amplificare la loro voce e di vedere sempre più riconosciuto il loro punto di vista da parte delle istituzioni; in alcuni casi, ciò porta alla messa in opera di risposte più efficaci alle loro esigenze.” Rivoluzionando la produzione di dati e informazioni in termini di quantità e qualità, le ICT stanno contribuendo a una migliore consapevolezza di amministratori e funzionari pubblici riguardo le situazioni e i bisogni dei giovani cittadini-utenti.

In Sudafrica, i leader del Khanyisa Youth Network hanno messo in piedi una stazione radio in grado di servire da cassa di risonanza alle opinioni dei giovani della città di Philippi riguardo i sogni e le difficoltà delle loro comunità. Il canale radio, in grado di raggiungere 300.000 persone, ha prodotto un impatto sociale su vasta scala. L’iniziativa ha coinvolto 30 organizzazioni giovanili e 1.000 attivisti, molti dei quali hanno seguito corsi in giornalismo e ICT per sviluppare competenze nella creazione di contenuti destinati al canale radio e nella conduzione della diretta. Prima dell’inizio della trasmissione, i giovani hanno l’abitudine di discutere, consultarsi e organizzarsi su Facebook e app di messaggeria mobile. Le giovani voci che rimbalzano sulle onde radio hanno cominciato a farsi sentire, anche dagli amministratori locali. Una discussione in diretta radio sulle opportunità di lavoro ha messo in luce le preoccupazioni dei giovani, per i quali la ricerca di un impiego è compromessa in partenza dall’abbandono scolastico o dall’impossibilità di mantenersi agli studi. La risposta dell’amministrazione di Città del Capo è arrivata con l’erogazione di borse di studio per i giovani che desiderano continuare a istruirsi, ma sono privi delle risorse per farlo. L’iniziativa del governo ha incoraggiato la Khanyisa Youth Network a levare ancora più forte la propria voce, dando nuovo slancio alle iniziative di mobilitazione a sostegno dei giovani.

Le ICT e le emergenze: la risposta umanitaria immediata

EmergencyCluster

Di fronte al rischio di shock climatici , catastrofi ambientali, conflitti ed emergenza sanitarie, le ICT sono essenziali per salvare vite umane. Le infrastrutture di informazione e telecomunicazione sono integrate nei progetti di sviluppo per la previsione, il rilevamento e l’allerta-disastri, servizi indispensabili alla prevenzione o alla minimizzazione di danni e perdite umane che in molti casi sarebbero altrimenti elevati. Quando il verificarsi di un’emergenza rende necessaria un’immediata risposta umanitaria, le ICT garantiscono il flusso di informazioni indispensabile per la localizzazione delle zone colpite, il trasporto dei soccorsi, la comunicazione tra operatori e il funzionamento di strutture di ricovero delle persone colpite. L'agenzia ONU per le telecomunicazioni (ITU) e i suoi partner dispiegano terminali satellitari e altri sistemi di telecomunicazioni nelle zone interessate entro 24-48h dallo scoppio di un’emergenza con il fine di ripristinare comunicazioni vitali.

Dopo lo scoppio dell’epidemia di Ebola nel 2014 in Africa occidentale, il Cluster di telecomunicazioni d’emergenza (ET Cluster), una rete globale di agenzie ONU e organizzazioni umanitarie che lavorano insieme per la fornitura di servizi di comunicazione condivisi, ha fornito connessione internet e telecomunicazioni radio in oltre cento strutture in Sierra Leone, Guinea e Liberia, tra centri di cura, magazzini e basi di stoccaggio, uffici e alloggi per personale delle ONG.

Le ICT e le donne: le nuove frontiere dell'empowerment

itu girls

In tutto il mondo, aspettative di ruolo e altre barriere di carattere sociale, culturale ed economico sono all’origine di persistenti squilibri di genere nel settore delle ICT – segnatamente, nell’ambito dell’istruzione e del business. Nonostante rappresentino il 55% degli studenti universitari, le donne costituiscono solo il 30% degli iscritti alle facoltà di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. Studi recenti rilevano che solo l’11,2% di chi ricopre posizioni manageriali nel settore IT in Europa è donna.

Con il proposito di colmare il divario di genere in uno dei settori produttivi più dinamici e promettenti, in Europa ITU ha stabilito una partnership con Microsoft e altri partner nel quadro dell’iniziativa #MakeWhatsNext. Da aprile a maggio, #MakeWhatsNext di Microsoft ha animato le città di 27 paesi europei con corsi di formazione e sessioni di tutoring. Oltre 7.300 tra donne e ragazze hanno preso parte ai seminari digitali su calcolo, programmazione e problem-solving, chiavi di accesso al ruolo di creatrici e protagoniste dell’innovazione.

ITU promuove il ruolo delle donne nelle ICT anche sul portale Girls in ICT, ispirando le più giovani con storie di donne che sono diventate professioniste di successo nel settore hi-tech. Tra queste, Sara Adam, che ha fatto delle scienze informatiche la sua passione nelle aule universitarie e nel tempo libero prima di diventare programmatrice per Google in Germania. Animata da curiosità e passione verso un ambito tradizionalmente considerato appannaggio maschile, Adam ha potuto scoprire quanto “le scienze informatiche avessero a che fare con la creatività, il lavoro di squadra e, in definitiva, il progresso sociale. Quello che Adam sente di dire alle giovani donne è: “Datevi una chance. Non fatevi influenzare dai pregiudizi che gli altri o voi stesse avete. Potreste rimanere sorprese dalla misura e dalla frequenza con cui si discostano dalla realtà”.

SDG Poster 2018 2

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