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Relatori all’Assemblea Generale sollecitano partnership e volontà politica più forti per dare seguito alle raccomandazioni in tema di pace e sicurezza internazionale

UNGA PK

12 mag- Il dibattito di Alto livello di due giorni che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha concluso ieri ha posto l’accento sulla necessità di una rinnovata volontà politica e di sforzi più intensi nell’attuazione delle misure quadro su pace e sicurezza internazionale emerse nell’esercizio di revisione che l’Organizzazione ha lanciato di recente.

 

Nel suo intervento finale,  il presidente dell’Assemblea Generale Lykketoft ha dichiarato: “Le discussioni di questi giorni confermano la sensazione diffusa di essere a una svolta rispetto alle sfide che abbiamo di fronte sul piano della pace e della sicurezza internazionale.”

Lykketoft ha poi aggiunto che le trasformazioni necessarie – negli approcci, nei sistemi di finanziamento, nelle partnership e nei meccanismi operativi – sono possibili solo con la guida e il sostegno dei governanti di tutto il mondo. La speranza, ha continuato, è che essi si dimostrino all’altezza delle sfide.

La II e la III sessione del Dibattito, accompagnate da un dibattito generale a dalle dichiarazioni del Consigliere speciale David Nabarro sul lancio dell’Alleanza per la Pace e la Sicurezza a guida FAO con il coinvolgimento di insigni Premi Nobel, hanno dato risposta alle raccomandazioni fatte dai Comitati indipendenti di alto livello che si sono rispettivamente pronunciati sulle operazioni di pace, l’architettura del peacebuilding e l’attuazione della Risoluzione 1325 (2000) su donne, pace e sicurezza, insieme alle proposte uscite da una serie di seminari organizzati a livello regionale.

In particolare, la III sessione, dal titolo « Responsabilità di Implementazione: oltre lo stallo attuale”, moderata da Espen Barth Eide, membro del Comitato direttivo del World Economic Forum, ha visto la partecipazione di Jose Ramos-Horta, Presidente della Conferenza Indipendente sulle Operazioni di Pace; Alain Le Roy, ex Sottosegretario Generale per il Peacekeeping and attuale Segretario Generale del Servizio di Azione Esterna dell’UE; Alvaro Esteban Pop, Presidente del Forum Permanente sulle questioni legate ai popoli indigeni.

Ramos-Horta, richiamando le raccomandazioni contenute nel suo rapporto sul peacekeeping del 2015, ha sottolineato che le operazioni devono fare i conti con i contesti politici sul terreno, e garantire migliore responsabilità e trasparenza di coloro che sono a capo delle operazioni. Essere devono inoltre garantire continuità tra le diverse fasi delle missioni e fare leva su partnership rafforzate tra gli Stati membri. 

Le Roy ha messo l’accento sul ruolo della cooperazione tra Unione Europea, Unione Africana e ONU. Citando la necessità di rafforzare l’attività di supporto degli organismi regionali, Le Roy ha illustrato esempi del sostegno fornito dall’UE nella gestione e nella prevenzione dei conflitti nel continente africano, sostenendo che il processo di nomina del prossimo Segretario Generale dovrà valorizzare la coerenza e consistenza degli sforzi di cooperazione nei suddetti ambiti.

Pop ha portato all’attenzione dei presenti le questioni legate ai popoli indigeni, con particolare riguardo alle esperienze di conflitto militarizzato di cui essi sono ancora vittime nelle loro terre. Ai soprusi e agli episodi di reclutamento forzato nei gruppi armati fa spesso seguito, in tempo di pace, l’abuso prolungato delle risorse loro espropriate, con conseguenze molteplici e di lungo termine. Le Roy ha esortato a definire una nuova etica nella produzione della ricchezza e a garantire una maggiore inclusione delle popolazioni autoctone nei processi di pace e nella prevenzione dei conflitti.

 

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