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Cambiamento climatico: Esperto delle Nazioni Unite accoglie con favore l’Accordo di Parigi ma invita gli Stati ad accelerare gli sforzi per mantenere l’aumento della temperatura al di sotto di 1,5° C

paris agreement

21 apr - La firma dell’Accordo di Parigi sul clima, prevista domani 22 aprile a New York, è un passo importante per garantire che la lotta contro il cambiamento climatico tenga conto dei suoi effetti sui diritti umani, ha affermato John Knox, relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani e l'ambiente. 

Egli ha esortato gli Stati a cogliere il momento per dimostrare il loro massimo impegno per mantenere l’innalzamento della temperatura media globale al di sotto dei 2 gradi celsius.
L’accordo di Parigi rappresenta un risultato importante per il mondo intero, anche perché riconosce che il rispetto dei diritti umani è parte integrante della lotta al cambiamento climatico, ha dichiarato Knox. Per la prima volta, ha continuato l’esperto, un accordo globale sull’ambiente menziona in modo esplicito i diritti umani.

L'accordo di Parigi, adottato il 12 dicembre 2015, invita le sue parti a rispettare e promuovere i loro obblighi in tema di diritti umani quando agiscono per affrontare il cambiamento climatico. L'accordo inoltre mette in evidenza le tematiche relative ai diritti umani che sono particolarmente colpite dai cambiamenti climatici, compreso il diritto alla salute e i diritti dei popoli indigeni, dei migranti, dei bambini e delle persone con disabilità, nonché le questioni relative all’uguaglianza di genere e all’equità intergenerazionale.

L'obiettivo dell'Accordo di Parigi di mantenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2° C rispetto ai livelli preindustriali, e di proseguire gli sforzi per limitare l'aumento della temperatura a non più di 1,5 ° C rispetto ai livelli preindustriali, è un ottimo inizio, ha dichiarato l’esperto. Questo obiettivo aiuterà il mondo a evitare conseguenze devastanti sulla possibilità per le persone in tutto il mondo di godere del loro diritto alla vita, alla salute, al cibo, all’ acqua e ai servizi igienico-sanitari, alle abitazioni e a molti altri diritti ancora.

Purtroppo, gli impegni promessi dai governi fino ad oggi non sono sufficienti per raggiungere questo obiettivo globale, ha aggiunto Knox.
Secondo l'UNEP, anche la piena attuazione dei contributi promessi stabiliti a livello nazionale (Intended Nationally Determined Contributions, INCD) porterebbe a livelli di emissione nel 2030 che probabilmente causerebbero un aumento globale della temperatura media di oltre 2° C, e molto probabilmente superiore a 3° C.

Pertanto, l'esperto ha sottolineato che anche se rispettassero i loro impegni attuali, gli Stati Membri non rispetteranno i loro obblighi sui diritti umani. Egli ha sottolineato che dal punto di vista dei diritti umani, è necessario non solo implementare gli attuali contributi promessi, ma anche rafforzare tali contributi per raggiungere l'obiettivo di cui all'articolo 2 dell'accordo di Parigi.

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Per maggiori informazioni sulla firma dell'Accordo di Parigi sul clima clicca qui

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