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Le disuguaglianze di benessere nell'infanzia secondo un nuovo rapporto UNICEF

 Unicef Report

Nel nuovo rapporto "Equità per i bambini: una classifica della disuguaglianza nel benessere dei bambini nei paesi ricchi", il 13° della serie "Innocenti Report Card", il centro di ricerche dell’ospedale degli Innocenti dell’UNICEF* esamina l’impatto delle disuguaglianze sul benessere dell’infanzia in 41 paesi ad alto reddito dell’Unione Europea e dell’area OCSE.
Il rapporto dell'UNICEF si propone di rispondere alla seguente domanda: se alcuni membri della società siano tanto più indietro degli altri al punto da vedere ingiustamente compromesse le poprie opportunità di vita, sia nel presente sia nel futuro. Le disuguaglianze considerate dal rapporto ineriscono alle dimensioni del reddito, del profitto scolastico, della salute e della soddisfazione complessiva.
Per ciascuna delle dimensioni del benessere considerate, le misure delle disuguaglianze si esprimono nel divario tra i risultati rilevati nei bambini relativamente più svantaggiati e quelli dei loro coetanei in posizione mediana (ovvero, coloro che si collocano tra la prima metà relativamente più avvantaggiata e la seconda metà relativamente più svantaggiata della popolazione). Tale scelta di ricerca deriva dal fatto che, nonostante rimanga alta l’attenzione sulle disuguaglianze crescenti tra il gruppo ristretto di privilegiati ai vertici della scala sociale e il resto della popolazione, in molte società anche altre misure della disuguaglianza hanno assunto importanza, ad esempio nel confronto tra la crescita dei redditi mediani e quella conosciuta dai redditi più bassi. Le disparità di reddito, a loro volta, hanno conseguenze di vasta portata sull’insieme della società.

Risultati principali

Il rapporto istituisce confronti internazionali. Per quel che riguarda lo stato attuale delle disuguaglianze a livello complessivo – il rapporto ne misura sia le condizioni correnti sia l’evoluzione nel tempo - la Danimarca è il paese meglio posizionato, mentre Israele e Turchia sono ultimi in classifica. Giappone e Stati Uniti, due dei paesi più ricchi al mondo, figurano nell’ultimo terzo della graduatoria per disuaguaglianze di reddito.

Considerando ciascuna dimensione singolarmente, ecco i risultati principali del rapporto:

Reddito

• I divari di reddito più ridotti si riscontrano nei paesi scandinavi, ad eccezione della Svezia, collocata a metà della classifica.
• In Bulgaria e Romania, il divario di reddito misurato è del 67% - ovvero, il reddito di un bambino compreso nel 10% più povero della popolazione è più basso del 67% rispetto al reddito di un bambino che si colloca a metà tra i più poveri e i più ricchi.
• Divari di reddito superiori al 60% si trovano anche nei paesi dell’Europa medridionale – Grecia, Italia, Spagna e Portogallo – così come in Israele, Giappone e Messico.

Istruzione

• In Cile e Romania, un basso livello di disguaglianze in termini di rendimento scolastico in lettura, matematica e scienze si associa a un’elevata proporzione di bambine e bambini sotto la soglia-base del profitto scolastico.
• In fondo alla classifica si trovano due paesi ad alto reddito, la Francia e il Belgio, con divari di rendimento scolastico molto marcati.
• La proporzione di quindicenni al di sotto della soglia base in tutte e tre le materie scolastiche considerate è bassa in Estonia, Finlandia e Corea (tra il 3 e il 5%), ed elevata in Bulgaria, Cile e Romania (tra il 24 e il 28%).
• Non vi è necessariamente un trade-off tra l’uguaglianza e gli standard medi nazionali. Lo dimostrano Estonia, Irlanda, Lettonia e Polonia, dove una ridotta disuguaglianza tra i rendimenti mediani e i rendimenti più bassi della popolazione coesistono con una bassa proporzione di bambini al di sotto della soglia base.
• D’altro canto, in altri paesi – Bulgaria, Israele, Lussemburgo, Slovacchia e Svezia – grandi disparità si combinano con ampie proporzioni di studenti sprovvisti delle competenze di base in tutte e tre le materie scolastiche.

Salute

• I divari di salute più ridotti si rilevano per Austria, Germania e Svizzera. Anche Danimarca, Finlandia e Norvegia vantano divari relativamente ridotti rispetto allo stato di salute dichiarato dagli intervistati.
• I divari più ampi si trovano in Israele, Turchia e Polonia.
• La Turchia si distingue da tutti gli altri paesi, combinando un’elevata disuguaglianza nei livelli di salute dichiarati e un’elevata frequenza di problemi di salute riportati dagli intervistati.

Soddisfazione complessiva

• In media, la soddisfazione complessiva si attesta al livello 8 (su un massimo 10) nella maggior parte dei paesi, ma i bambini con la soddisfazione più bassa risultano notevolmente svantaggiati rispetto ai loro coetanei, dichiarando livelli di 2,5-3 punti più bassi rispetto a quelli mediani.
• La Turchia ha il divario più ampio di tutti gli altri paesi (36%). Divari superiori al 30% si rilevano anche in Polonia e Repubblica ceca
• Il divario più ridotto si riscontra nei Paesi Bassi, in Australia e Danimarca, dove il punteggio sulla soddisfazione di un bambino relativamente svantaggiato rappresenta circa ¾ del punteggio di un bambino in posizione mediana.
• Paesi con ridotte disuguaglianze nella soddisfazione complessiva dichiarata tendono ad avere anche una bassa proporzione di bambini che riportano livelli pari o inferiori a 4 su 10 - e viceversa: paesi con significative disuguaglianze riportanoun basso punteggio medio.

Le disuguaglianze nell’infanzia hanno conseguenze di lungo periodo

Lo studio mostra che divari ridotti si accompagnano a risultati complessivi migliori. Ciò porta a concludere che la riduzione delle disparità di istruzione, salute, benessere e reddito nell’infanzia è un modo efficace di migliorare gli standard complessivi.

Tuttavia, in ogni paese persistono le disuguaglianze tra livelli mediani e livelli inferiori delle dimensioni del benessere, con ancora lievi progressi nella loro riduzione. Se non ci si può aspettare una significativa riduzione delle disparità sociali nell’arco di un decennio, dieci anni equivalgono a quasi tutta l’infanzia nella vita di un individuo. Nell’esperienza individuale, la persistenza delle disuguaglianze si traduce nella negazione delle migliori opportunità alla nascita, ma anche nella compromissione delle opportunità di sviluppo e di crescita al 10% più svantaggiato nella popolazione.

Pur considerando l’esposizione dei governi a richieste e istanze spesso in competizione sull’uso delle risorse pubbliche, il rapporto sottolinea che proprio la rilevanza che rivestono le prime fasi della vita di un individuo per la formazione di un individuo e per le sue successive opportunità di vita rende necessarie azioni sostenute contro le disuguaglianze nell’infanzia.

Secodo Sarah Cook, Direttore del centro di ricerca UNICEF : «Il rapporto fornisce un messaggio chiaro: il benessere dei bambini in una società non è solo un risultato inevitabile di circostanze individuali o del livello di sviluppo economico, ma è determinato da decisioni politiche precise». «Mentre la nostra comprensione dell’impatto a lungo termine della disuguaglianza sociale fa progressi, è necessario che Governi diano priorità al miglioramento del benessere di tutti i bambini, affinché possano sviluppare appieno il loro potenziale.»

*Il centro di ricerca Innocenti dell’UNICEF conduce studi su questioni di rilievo globale, allo scopo di orientare i piani strategici, le politiche e i programmi dell’UNICEF e dei suoi partner; plasmare il dibattito globale sui diritti e lo sviluppo dell’infanzia; informare il settore accademico e i programmi d’azione rivolti a tutte le bambine e a tutti i bambini, specialmente i più vulnerabili.

SDG Poster 2018 2

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