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Agenda for Humanity: 5 Responsabilità-chiave per un mondo più umano

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Il mondo si trova in un frangente critico: dalla guerra civile in Siria alla siccità nel Corno d’Africa, dal conflitto armato in Sud Sudan alle violenze delle milizie nel bacino del lago Ciad, conflitti e shock ambientali concorrono alla più grave crisi umanitaria nello spazio di una generazione. All’inizio del 2015, il mondo contava 125 milioni di persone bisognose di assistenza, il numero più alto mai registrato dalla Seconda Guerra mondiale. Circa 60 milioni di persone si trovano costrette fuori dalle proprie case, sfollate nel proprio paese o rifugiate altrove. Ogni giorno, bambini, donne e uomini si confrontano con pericoli e decisioni difficili, ai limiti dell'impossibile, ai limiti della sopravvivenza.

La crescita dei bisogni umanitari, alimentati da crisi numerose, acute e prolungate, pone il mondo di fronte a sfide di portata immensa. Sfide che mettono a dura prova le capacità di risposta del sistema umanitario, limitate dalle risorse disponibili nonostante il numero di persone assistite sial il più alto da sempre. Sfide che travalicano i confini degli stati ed eccedono le loro singole capacità di risposta.

E’ per questo che il prossimo 23 maggio il Segretario Generale ONU Ban Ki-moon aprirà il World Humanitarian Summit a Istanbul, invitando i leader mondiali a riunirsi, discutere, prendere accordi e tradurli in azione. Tra gli obiettivi, prevenire e far cessare le sofferenze, ridurre l’impatto di crisi future e trasformare radicalmente il sistema di finanziamenti per l’azione umanitaria. Il principio al cuore dell’azione è il valore supremo che ci unisce tutti: la nostra comune umanità.

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Il piano d’azione a guida del World Humanitarian Summit è l’Agenda for Humanity, 'Agenda per l'Umanità', il rapporto del Segretario Generale ONU frutto di tre anni di consultazioni con oltre 23.000 persone in 153 paesi. L’Agenda for Humanity propone trasformazioni profonde del sistema umanitario che, una volta attuate, contribuiranno ad alleviare le sofferenze, mitigare i rischi e ridurre le vulnerabilità a livello globale. Essa stabilisce inoltre 5 Responsabilità-chiave a cui tutti noi, cittadini e leader mondiali, siamo chiamati dal nostro comune senso di umanità:

1) Responsabilità-chiave n.1: Prevenire e porre fine ai conflitti
Se i leader politici non dimostreranno di voler prevenire e far cessare le crisi, poco cambierà per i milioni di bambini, donne e uomini che di queste crisi subiscono l’impatto. I leader- inclusi i membri del Consiglio di Sicurezza – devono porre la compassione e il coraggio al cuore dei processi decisionali. Devono agire in anticipo per stroncare i conflitti sul nascere. Devono ricorrere a tutte le leve in loro possesso per prevenire i conflitti e trovare soluzioni. E devono mettere da parte le divisioni e investire in società pacifiche e inclusive.

2) Responsabilità-chiave n.2: Rispettare il diritto di guerra
Se non vi è il rispetto e il monitoraggio del diritto umanitario e dei diritti umani a livello internazionale, e se i responsabili non sono chiamati a rispondere delle loro violazioni, i civili continueranno a costituire la maggioranza delle vittime dei conflitti, mentre ospedali, scuole e case continueranno ad essere distrutti. Inoltre, gli operatori umanitari continueranno a fronteggiare impedimenti nell’assistenza ai civili, e nel tentativo di portare soccorso metteranno a rischio la propria vita.

3) Responsabilità-chiave n.3: Non lasciare indietro nessuno
Immagina di essere una delle persone più vulnerabili al mondo. Sei stato costretto ad abbandonare la tua casa, o la siccità ha bruciato il raccolto per il quinto anno di fila. Sei apolide, o il bersaglio di discriminazioni in ragione della tua razza, della tua religione o della tua nazionalità. Ora immagina che il mondo ti dica che nessuna di queste persone verrà lasciata indietro – che i più poveri del mondo beneficieranno di programmi di sviluppo, che i leader mondiali si impegneranno per ridurre i fenomeni di sfollamento, che donne e giovani donne vedranno affermati e rafforzati i loro diritti, e che tutte le bambine e tutti i bambini- sia che si trovino in zone di conflitto, sia che siano stati sradicati dalle loro abitazioni- potranno ricevere un’istruzione. Tutto questo potrà diventare realtà se i leader prenderanno in proposito impegni concreti.

4) Responsabilità-chiave n.4: Lavorare diversamente per porre fine al bisogno
Potremmo farci cogliere di sorpresa da disastri naturali improvvisi, ma molte delle crisi che richiedono il nostro intervento possono essere prevenute. Immagina di lavorare con le comunità esposte ai rischi e con attori-partner per contribuire a renderle maggiormente preparate ai rischi e meno vulnerabili nel caso in cui queste si manifestino. Immagina se potessimo non solo raccogliere dati di migliore qualità sul rischio-crisi, ma anche farne uso sin dalle prime fasi. In questo modo, potremmo ridurre rischi e vulnerabilità a livello globale.

5) Responsabilità-chiave n.5: Investire nell’Umanità
Se davvero vogliamo dare seguito alle nostre responsabilità verso i più vulnerabili, dobbiamo investire su di loro, sul piano politico e su quello finanziario. Ciò significa aumentare i finanziamenti non solo per la risposta alle emergenze, ma anche per la prevenzione e la preparazione ai rischi, per i conflitti protratti e per gli sforzi di peace-building. Significa rafforzare la risposta a livello locale convogliando risorse alle ONG del luogo e a fondi comuni. Significa sbloccare investimenti cruciali, come i flussi delle rimesse. E significa anche trovare forme di finanziamento innovative, attraverso prestiti, sovvenzioni, obbligazioni e meccanismi assicurativi; attraverso collaborazioni con banche di investimento, società di credito e meccanismi di finanza sociale islamica. E' inoltre necessaria una maggiore flessibilità nei metodi di finanziamento impiegati dai donatori, e la massima efficienza e trasparenza possibili circa il modo in cui le agenzie umanitarie investono le loro risorse.

Considerate le crisi in cui il mondo oggi si dibatte, il World Humanitarian Summit del 23 maggio e l’ Agenda for Humanity sono più che mai necessari per migliorare il livello e la qualità della risposta umanitaria, e per permettere alle persone di vivere una vita in pace e dignità. Tutti noi, cittadini del mondo, dobbiamo sollecitare i leader a partecipare al Summit e prendere impegni concreti, per fare in modo che nessuno al mondo si trovi a fronteggiare decisioni al limite dell'impossibile.

SDG Poster 2018 2

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