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Yemen: un anno di conflitto

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29 mar- Lo scorso 26 marzo, il conflitto civile in Yemen ha compiuto un anno. Un'escalation di violenze segnata dalla persistente violazione del diritto umanitario internazionale, che impone alle parti in conflitto la protezione dei civili. I civili sono infatti i primi a soffrire l’impatto di un conflitto che li espone quotidiananamente a seri rischi per la sicurezza. Tuttora, attacchi aerei, bombardamenti e combattimenti sul terreno continuano a colpire la popolazione, distruggendo abitazioni e infrastrutture. I resoconti sulle violazioni dei diritti umani sono cresciuti esponenzialmente, con una media di 41 al giorno dal gennaio 2016.

In quello che già prima del conflitto era il paese più povero del Medio Oriente, dipendente per il 90% del suo fabbisogno alimentare dalle importazioni, l’imposizione di restrizioni al commercio, contestualmente all’aggravarsi delle ostilità, ha provocato il collasso del sistema economico e dei servizi essenziali. Il risultato è stato un drammatico e continuo deterioramento della situazione umanitaria: povertà e insicurezza alimentare hanno raggiunto livelli allarmanti. Circa 21,2 milioni di persone- l’82 per cento della popolazione- hanno bisogno di una qualche forma di assistenza umanitaria. Tra questi, oltre 14 milioni – il 60 per cento- non sono in grado di soddisfare i propri bisogni alimentari; 19,4 milioni  non hanno accesso ad acqua pulita e servizi igienico-sanitari; più di 14 milioni sono prive di adeguata assistenza sanitaria, e almeno in 2,7 milioni sono fuggite dalle proprie case, rimanendo sfollate all’interno dello Yemen o cercando salvezza nei paesi vicini. Circa la metà della popolazione colpita dal conflitto ha subito la perdita delle proprie fonti di sostentamento in seguito alle violenze, senza poter fare affidamento sul sostegno di amici o parenti.

Circa 600 strutture ospedaliere risultano chiuse per danni, insufficienza di attrezzature e medicinali o mancanza di personale. Numerose di quelle ancora in servizio operano con capacità estremamente ridotte.
Il conflitto ha inoltre privato un’intera generazione dell’accesso all’istruzione: da marzo dello scorso anno, i giovani in età scolare esclusi dal sistema scolastico sono aumentati di oltre 1,8 milioni di unità, portando il totale a oltre 3,4 milioni. Nel mese di gennaio 2016, circa 1.170 scuole risultavano inagibili a causa della presenza di sfollati o gruppi armati, o per effetto di gravi danni agli edifici.

In occasione del primo anniversario del conflitto, il capo dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) Stephen O’Brien ha espresso il suo cordoglio (PDF), ricordando le sofferenze arrecate ai civili dal conflitto in un paese già afflitto da fame e povertà. O’ Brien ha espresso soddisfazione per la notizia di un cessate il fuoco in Yemen, giunta attraverso l’Inviato speciale ONU per il paese Ismail Ould Cheikh Ahmed a margine di intense consultazioni con le parti, preludio al nuovo round di negoziati di pace il prossimo 10 aprile. “La fine delle violenze non arriverà mai troppo presto per i civili stretti tra il fuoco incrociato dei belligeranti” ha aggiunto O’Brien.

Yemen WFP Photo: WFP/Ammar Bamatraf

O’Brien si è poi soffermato sulle cifre e i resoconti allarmanti provenienti dallo scenario di guerra in Yemen, che pure hanno smesso di comparire sulle prime pagine dei giornali. Le agenzie delle Nazioni Unite e i loro partner sul campo continuano, dal canto loro, gli sforzi per raggiungere la popolazione con protezione e assistenza umanitaria essenziali per la sopravvivenza. Nonostante la situazione di grave insicurezza e l’insufficienza di fondi, le agenzie umanitarie hanno distribuito cibo a oltre 3 milioni di persone nel mese di febbraio, fornendo inoltre ogni mese carburante indispensabile per il pompaggio dell’acqua nel paese. L’anno scorso, 4 milioni di bambini sono stati vaccinati conto la poliomelite e il morbillo. Perché l’assistenza possa raggiungere in condizioni di sicurezza chiunque ne abbia bisogno in ogni parte del paese, è necessario che le parti in conflitto garantiscano una libera e sicura circolazione delle persone. Oltre alla richiesta di sicurezza, le agenzie e i partner umanitari fanno appello anche per un sostegno costante e generoso da parte dei donatori.
O’Brien ha ricordato, tuttavia, che il ruolo svolto dei partner umanitari può alleviare solo nel breve periodo le sofferenze prodotte dalla crisi umanitaria, per poi aggiungere: “La popolazione dello Yemen desidera ora pace e sicurezza durature, in modo da poter ricostruire la propria vita e veder crescere le proprie famiglie”.

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