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UNHCR: impegnati nell'accoglienza a rifugiati e migranti, non nelle procedure di reinvio e detenzione

 Greece UN

23 mar- All’indomani della sottoscrizione dell’accordo UE-Turchia volto a ridurre l’afflusso di migranti e rifugiati in Europa, l’Alto Commissariato ONU per i rifugiati (UNHCR) fa sapere in un comunicato che non collaborerà né nella detenzione dei migranti né nel reinvio in territorio turco di quelli definiti ‘irregolari’.

L'agenzia si prepara a  ridefinire il suo ruolo pur mantenendo fermo l’impegno a garantire, insieme alle autorità greche, capacità di accoglienza adeguate delle persone negli ‘hot spot’ presenti sul territorio.

L’accordo raggiunto di recente tra UE  e Turchia prevede che a partire dal 20 marzo tutti i migranti ‘irregolari’ arrivati in Grecia, insieme ai rifugiati che decideranno di non depositare richiesta di asilo nel paese di approdo, saranno oggetto di procedure di ritorno in Turchia. Secondo l’agenzia ONU per i rifugiati, tali misure violano il principio del ‘non-respingimento’, un elemento cardine del regime internazionale sulla protezione dei rifugiati. L’accordo, inoltre, fa degli ‘hot spot’ dei nuovi centri di detenzione obbligatoria, una situazione contraria alla linea dell’UNHCR, da cui la decisione di sospendere alcune delle attività nei centri chiusi delle isole greche, incluso il trasporto da e verso le strutture.

L'UNHCR ha assicurato, d’altra parte, una vigilanza continua sul rispetto dei diritti umani e dei rifugiati, con la prosecuzione dell’assistenza sulla procedure di richiesta d’asilo a coloro che sbarcano in territorio greco. Prosegue inoltre l’assistenza salva-vita sulle coste, ivi incluso il trasporto in ospedale, e la consulenza sulle procedure di ricongiungimento familiare e sull’accesso ai servizi, con un’attenzione ai bisogni  specifici degli assistiti.

Una delle preoccupazioni espresse dall’UNHCR riguardo l’accordo UE-Turchia ha a che fare con i tempi di attuazione – come si è detto, la decorrenza è stata fissata al 20 marzo scorso- a fronte di garanzie ancora insufficienti. Al momento, infatti, la Grecia non dispone di capacità adeguate per l’esame delle domande di asilo, né sono assicurate condizioni accettabili di accoglienza delle persone per il tempo necessario al vaglio delle loro richieste.

Uno dei casi più drammaticamente emblematici è quello dell’insediamento informale di Idomeni, al confine con la Macedonia, in cui 10-12 mila persone, di cui circa 4 mila bambini, vivono in condizioni estremamente precarie, con gravi rischi per la loro salute. L'UNHCR e i suoi partner sono all’opera per migliorare l'accoglienza, con l’allestimento di ripari, la raccolta rifiuti e l’installazione di servizi igienico-sanitari.

SDG Poster 2018 2

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