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Mogens Lykketoft: SDG, rifugiati ed elezioni del nuovo Segretario Generale

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16 feb – Questa mattina, gli uffici UNRIC di Bruxelles hanno avuto l’onore di ospitare Mogens Lykketoft, il Presidente dell’Assemblea Generale ONU. La conferenza stampa organizzata da UNRIC fa parte di un fitto calendario di visite diplomatiche che vedrà  Lykketoft impegnato con il Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker e l’alto rappresentante per gli Affari Esteri dell’UE Federica Mogherini.

Al centro della conferenza stampa sono stati tre temi, particolarmente attuali e rilevanti: la realizzazione degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, la crisi dei rifugiati, e la nomina del nuovo Segretario-Generale delle Nazioni Unite.

Come già anticipato da David Nabarro nella conferenza stampa di ieri, la realizzazione degli SDG è di primaria importanza all’interno dell’agenda ONU. Lykketoft ha sottolineato quanto la loro attuazione debba eseguirsi nel modo più rapido ed efficace possibile, attraverso due principali canali: dal punto di vista istituzionale, occorre responsabilizzare i governi e far sì che tengano fede alle obbligazioni sottoscritte al momento della firma dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e durante la Conferenza di Parigi sul Cambiamento Climatico (COP21); allo stesso tempo, la realizzazione degli SDG non può prescindere da partnership vitali con società civile e settore privato.

Di fronte alla continua emergenza dei rifugiati, Lykketoft ha ammesso che la comunità internazionale, e in particolare l’Europa, non ha saputo reagire in modo pronto ed efficiente, e questo sta contribuendo al perdurare di una crisi la cui conclusione pare ancora lontana. L’ONU sta spingendo per mettere in atto un sistema di aiuto umanitario che sia allo stesso tempo forte, centralizzato e capillare. Un momenti saliente nel calendario dei prossimi mesi sarà il World Humanitarian Summit di Maggio, nel quale gli stati membri potranno arrivare a un consenso sulla migliore strategia per affrontare la crisi da un punto di vista umanitario ed economico—risorse che verranno poi mobilitate nel Summit di New York a settembre. I numeri rendono la portata della crisi: 125 milioni di persone al mondo sono sfollati e rifugiati; per far fronte a questa emergenza, serve un investimento aggiuntivo che si aggira attorno ai 15-20 milioni di dollari. Ciò significa che per ogni 400.000$ guadagnati in tutto il mondo, 1$ aggiuntivo deve essere destinato a questa emergenza, che ha un forte potenziale impatto su politiche di sviluppo di lungo periodo.

Infine, Lykketoft ha ricordato che il 2016 sarà l’ultimo anno del mandato di Ban ki-moon come Segretario-Generale, e la selezione del suo sostituto è già in corso. Per la prima volta, le Nazioni Unite stanno approntando un processo altamente trasparente ed inclusivo, in cui l’opinione pubblica, la società civile, e ogni singolo membro dell’Assemblea Generale, inclusi gli stati più piccoli, hanno l’opportunità di fare sentir la propria voce e suggerire il nome di un candidato. La decisione sulla rosa di nomi spetta al Consiglio di Sicurezza, che a sua volta rimanderà la nomina definitiva all’Assemblea Generale; tuttavia, anche per i P5 sarà difficile ignorare una forte preferenza espressa a gran voce dall’opinione pubblica e dalla maggioranza degli stati membri.

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Per saperne di più:

Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile

COP21

Elezioni del nuovo Segretario Generale

World Humanitarian Summit

SDG Poster 2018 2

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