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Numero record di vittime in Afghanistan nel 2015: sono 11.000, secondo un rapporto ONU

10 06 2015Taliban Kunduz

15 feb – Nella giornata di ieri, le Nazioni Unite hanno emesso un rapporto secondo il quale i conflitti in Afghanistan nel 2015 sono costati la vita a più di 3.500 civili, incluso un numero senza precedenti di bambini: una vittima su quattro nello scorso anno sarebbe un bambino. Il numero di feriti ammonta a 7.500. Si tratta del numero di vittime civili più alto mai registrato.

“Questo rapporto mostra un ulteriore aumento nel numero di vittime civili uccise o ferite. L’entità del danno provocato ai civili è assolutamente inaccettabile,” ha confermato in un comunicato stampa Nicholas Haysom, Rappresentante Speciale del Segretario-Generale per l’Afghanistan  e capo di UNAMA, la missione ONU in Afghanistan.

Il rapporto annuale, redatto da UNAMA in collaborazione con l’ufficio dell’Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani (OHCHR), mostra che un aumento degli scontri in aree densamente popolate, insieme ad attacchi suicidi nelle principali città, è la causa principale dell’alto numero di vittime tra civili nel 2015.

“Invochiamo coloro che stanno arrecando danni e sofferenze alla popolazione dell’Afghanistan perché intraprendano un’azione concreta per proteggere i civili e porre fine alle uccisioni e ai ferimenti dei civili nel 2016” ha dichiarato Haysom.

UNAMA ha registrato 11.002 vittime civili (3.545 morti e 7.457 feriti) nel 2015, cifra superiore al precedente numero record di vittime registrato nel 2014. L’ultimo rapporto mostra un aumento del 4%  nel numero di vittime rispetto all’anno precedente. UNAMA iniziò una raccolta e documentazione sistematica delle vittime nel 2009.

Ieri, durante una conferenza stampa a Kabul, Haysom ha aggiunto che, benché il numero delle vittime sia di per sé terribile, le statistiche e le percentuali da sole non riescono a dare un’idea completa dell’atrocità della situazione.

“Il costo reale che questi numeri riflettono è misurato nei corpi menomati dei bambini, nelle comunità che devono sopravvivere nonostante il senso di perdita, nel dolore dei colleghi e dei parenti, nelle famiglie che devono riuscire a sopravvivere senza qualcuno che le mantenga, nei genitori in lutto per la morte dei loro figli, e nei figli in lutto per la morte dei genitori [...] Queste sono le conseguenze reali delle atrocità descritte nel rapporto,” ha sottolineato Haysom.

Il maggior numero di vittime civili (sia morti sia feriti) è causato dagli scontri a terra tra le fazioni in conflitto, seguito dal detonamento di ordigni e da attacchi suicidi. I combattimenti a terra sono responsabili del numero più alto di morti tra civili, seguiti da omicidi mirati.

“Il popolo dell’Afghanistan continua a soffrire attacchi brutali e spregiudicati che sono vietati dal diritto internazionale” ha detto l’Alto Commissario per i Diritti Umani Zeid Ra'ad Al Hussein nel comunicato stampa, aggiungendo inoltre che tutto ciò sta succedendo con un’impunità quasi totale.

“Gli autori di queste violenze, documentate da UNAMA e dal mio personale, devono essere consegnati alla giustizia” ha sottolineato Zeid, aggiungendo che la comunità internazionale dovrebbe rimarcare in maniera più decisa l’importanza della protezioni dei diritti dei civili.

Le altre stime del rapporto evidenziano che le fazioni anti-governativi continuano a causare il maggior danno – il 62% del totale delle vittime civili, contro una riduzione del 10% dal 2014 del totale delle vittime civili causate dai loro attacchi. Nonostante la diminuzione complessiva, il rapporto documenta che gli elementi anti-governativi incrementano l’utilizzo di tattiche che causano di proposito o indiscriminatamente danno ai civili, incluse uccisioni mirate, attacchi complessi e attacchi suicidi, nonché ordigni esplosivi che causano morti indiscriminate.

Le morti di civili e i feriti causati dalle forze pro-governative rappresentano il 17% del totale delle vittime – il 14% da parte delle forze di sicurezza afghane, il 2% da forze militari internazionali, e l’1% da parte di gruppi armati filo-governativi. Il rapporto documenta un aumento delle vittime civili causate dalle forze filo-governative, nel corso degli scontri a terra, nelle operazioni aeree, e nelle attività dei gruppi armati filo-governativi.

Infine, UNAMA ha documentato un aumento del 37% delle vittime tra donne e un aumento del 14% delle vittime tra i bambini nel corso del 2015. “Nel 2015, il conflitto ha causato danni incredibili alla popolazione civile, con conseguenze particolarmente atroci per i bambini. Un numero senza precedenti di bambini sono stati uccisi e feriti lo scorso anno – una vittima su quattro nel 2015 era un bambino,” ha rivelato Danielle Bell, Direttore UNAMA dei Diritti Umani. “Altri bambini hanno sofferto per la perdita dei genitori, e in misura maggiore delle loro madri, sorelle e modelli di riferimento femminili – una vittima su 10 era una donna.”

 

Leggi l'articolo in inglese qui.

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