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Siria: I diplomatici sono d’accordo sulla cessazione delle ostilità, Agenzia ONU sui diritti umani avverte della drammatica situazione ad Aleppo.

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12 feb - Dopo che il capo dell’agenzia ONU per i Diritti Umani ha rivelato le violenze scioccanti e gli abusi all’interno e fuori della città di Aleppo, e in altre parti della Siria devastate dalla guerra, i diplomatici di alto livello riunitisi a Monaco per porre fine alla crisi, hanno concordato di lavorare alle condizioni della “cessazione delle ostilità” nella prossima settimana.

Una nota per i corrispondenti rilasciata da un portavoce delle Nazioni Unite ha esposto i dettagli dell'accordo raggiunto a Monaco di Baviera dal Gruppo Internazionale di supporto alla Siria che sta lavorando da novembre per garantire un cessate il fuoco più ampio e negoziati politici siriani - comprendendo la Lega araba, l’Unione Europea, le Nazioni Unite, e 17 paesi tra cui gli Stati Uniti e la Russia.

Secondo la dichiarazione del Gruppo Internazionale di Supporto alla Siria, "per accelerare la consegna urgente di aiuti umanitari, la fornitura prolungata di aiuti deve iniziare questa settimana" in sette aree assediate all'interno della Siria, compresa la città di Madaya, che recentemente ha attirato l'attenzione di tutto il mondo dopo che funzionari delle Nazioni Unite e della Croce Rossa hanno segnalato la presenza di persone che sono morte di fame o che sono state uccise perché cercavano di fuggire.

Il documento spiega che la cessazione delle ostilità avrà inizio tra una settimana, " dopo la conferma da parte del governo siriano e dell'opposizione, a seguito di consultazioni idonee in Siria. " Durante quella settimana, una task force del Gruppo Internazionale di supporto alla Siria elaborerà delle linee guida pertinenti. Il Gruppo Internazionale di supporto alla Siria inoltre ha convenuto che la cessazione delle ostilità dovrebbe applicarsi a qualsiasi partito attualmente impegnato in ostilità militari o paramilitari "contro qualsiasi altro partito diverso da Da'esh, Jabhat al- Nusra, o altri gruppi designati come organizzazioni terroristiche" dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Nel frattempo, l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ra'ad Al Hussein, ha condannato fermamente il rapido peggioramento della situazione dei diritti umani nella città di Aleppo e nei dintorni, e in altre parti della Siria, dove ha detto che "violazioni e abusi scandalosi si verificano tutti i giorni."

“Le parti in guerra in Siria stanno costantemente affondando in nuovi abissi, senza apparentemente preoccuparsi minimamente della morte e della distruzione che stanno provocando in tutto il paese. Donne e bambini, anziani, feriti e malati, persone con disabilità sono utilizzati come merce di scambio e carne da macello giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese. Si tratta di una situazione grottesca", ha avvertito.

 

Terribili condizioni umanitarie in tutta la Siria

L’Alto Commissario ha anche sottolineato come centinaia di migliaia di civili in altre zone della Siria siano sottoposti a terribili condizioni umanitarie, in particolare coloro che vivono in paesi sotto assedio, sia ad opera delle forze del governo e da gruppi armati associati, sia delle forze armate dell’opposizione, incluso lo Stato Islamico.

“Le persone che vivono a Moaddamiyat al-Sham, Madaya, Deir ez-Zour, Fuah e Kafreya si trovano in una condizione disperata; molti, inclusi bambini, sono morti per malnutrizione e mancanza di cure mediche adeguate,” ha aggiunto il Commissario.

Nel paese di Moaddamiyat al-Sham, a pochi chilometri da Damasco, le forze del governo hanno stabilito uno stato di assedio lo scorso dicembre; da allora, più di 35.000 civili subiscono continui bombardamenti e attacchi aerei. Le loro condizioni di vita sono in costante, drammatico peggioramento, con il prezzo del cibo in crescita esponenziale e nessun accesso a latte in polvere per neonati.

Solo il lato orientale del paese, schierato con il governo, ha ricevuto degli approvvigionamenti; ma sei civili, inclusi cinque bambini, sono morti a gennaio per malnutrizione. Più di 25 bambini di età inferiore a 2 anni stanno attualmente soffrendo di malnutrizione e per problemi di salute ad essa connessi.

A Madaya, almeno 26 persone sono morte di malnutrizione dall’inizio dell’anno, nonostante l’arrivo di un convoglio di aiuti umanitari l’11 e il 14 gennaio, e almeno 300 persone, incluse donne e bambini, devono essere immediatamente evacuati dal paese.

Circa 200.000 persone stanno vivendo a Deir ez-Zour sotto assedio per opera dello Stato Islamico, con scarsità d’acqua e senza elettricità. I rapporti indicano che diverse persone accusate di avere introdotto cibo di contrabbando all’interno della città sono state uccise dai militanti di ISIS.

Nonostante la consegna di aiuti umanitari ai villaggi di Fuah e Kafreya l’11 e il 14 di gennaio, l’ufficio dell’Alto Commisariato riporta che la situazione resta alquanto difficile, dal momento che circa 20.000 civili restano sotto stato di assedio imposto da due gruppi armati che fanno parte dell’opposizione (Ahrar al-Sham e al-Nusra). I due gruppi avrebbero minacciato massacri in tutto il villaggio come ritorsione contro gli abusi compiuti dal governo nelle aree sotto il loro controllo.

Una violazione del diritto umanitario internazionale

“La fame imposta volontariamente sui civili come uno strumento di guerra costituisce una chiara violazione del diritto umanitario internazionale,” ha dichiarato Zeid. “Colpire i civili, tra cui migliaia di bambini, è ripugnante e può costituire un crimine di guerra e contro l’umanità. Le persone responsabili di tali azioni, anche se semplici esecutori di ordini, devono essere processati”.

“Voglio ricordare a tutte le parti coinvolte dei loro obblighi secondo il diritto internazionale dei diritti umani e secondo il diritto internazionale umanitario di proteggere sempre i civili e di permettere il libero accesso agli aiuti umanitari, di fornire assistenza e cura alle persone malate e ferrite, e di non privare i civili del loro diritto al cibo e alla salute,” ha affermato l’Alto Commissario ONU per i diritti umani.  

Inoltre Zeid ha sottolineato che le parti in conflitto hanno degli obblighi secondo il diritto umanitario internazionale di non mettere i civili in situazioni di pericolo creandosi un rifugio tra loro, o in strutture protette come scuole e ospedali.

“I negoziati di pace di Ginevra devono ricominciare il prima possibile,” ha insistito. “È irragionevole che le parti non riescano nemmeno a riunirsi per discutere, quando, a causa delle loro azioni, più di un quarto di un milione di persone sono morte, e il resto della popolazione soffre. Una risoluzione per una pace durevole per porre fine a questa guerra terribile deve fondarsi su una solida base di rispetto per i diritti umani.”

 

Per leggere l'articolo in inglese cliccare qui

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