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Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili - Intervista a Clara Caldera, economista e membro di AIDOS

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5 feb - In occasione della Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili (MGF), UNRIC Italia ha intervistato Clara Caldera, economista e membro di AIDOS

Quale significato ha oggi questa Giornata internazionale dedicata al contrasto delle mutilazioni genitali femminili (MGF)?

Le giornate internazionali hanno in genere la possibilità e potenzialità di sensibilizzare sui diritti umani, in questo caso sui diritti di donne e ragazze. Per associazioni come la nostra questa giornata del 6 febbraio rappresenta una ulteriore opportunità per dare informazioni corrette e aggiornate sulla questione delle MGF.
I numeri, inoltre, ci dicono che questo appuntamento internazionale è ancora importante, nonostante la pratica sia diminuita sensibilmente in diverse aree, il lavoro da fare è ancora molto. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che siano tra i 100 e i 140 milioni nel mondo le donne e ragazze sottoposte a mutilazioni genitali femminili, mentre 3 milioni circa sono a rischio ogni anno. Ricordiamo che le MGF sono largamente diffuse in molte regioni africane, in alcuni paesi e comunità del Medio Oriente, Asia e America Latina. È un fenomeno quindi che coinvolge milioni di donne di culture e lingue differenti e che necessita di un approccio che restituisca la complessità della situazione. La pratica, che costituisce una grave violazione dei diritti umani di donne e ragazze, vede coinvolta oggi anche l’Europa – cosa che per troppo tempo non è stata riconosciuta. Il fenomeno è infatti presente in alcune comunità, originarie dei paesi dove le MGF vengono praticate che oggi risiedono sul territorio europeo, o tra le cosiddette seconde e terze generazioni. Anche se non siamo in possesso di dati certi, il Parlamento Europeo stima che nell’Unione Europea (UE) siano circa 500mila le donne e le ragazze che convivono con le mutilazioni genitali e 180mila coloro che rischiano annualmente di essere sottoposte alla pratica. Per i paesi del territorio europeo ma che non fanno parte dell'Unione Europea, non esistono dati né stime.
 
Qual è quindi il lavoro da fare in Europa?
AIDOS fa parte del Network europeo End FGM, composto da 13organizzazioni di 11 paesi europei, che lavora per l'empowerment di donne e ragazze e per la libertà da ogni forma di violenza di genere, in particolare le MGF. Il nostro approccio è basato sui diritti umani e si fonda su un linguaggio non stigmatizzante, rispettoso della questione di genere e delle sue implicazioni culturali. Lavoriamo per il contrasto alla pratica facendo informazione, formazione, scambi di esperienze, competenze e informazioni sulle strategie adottate nei vari paesi membrie attività di advocacy, in particolare nei confronti delle istituzioni dell'Unione Europea e di chi ha potere decisionale affinché la questione delle MGF sia correttamente integrata, in Europa e nel mondo, come una questione di genere e sviluppo per un'azione efficace sul territorio europeo e non solo. Il lavoro si integra in un quadro più ampio per un mondo in cui tutte le donne e ragazze possano godere del diritto alla salute e dei diritti sessuali e riproduttivi, senza coercizione, discriminazione e violenza. Grazie al supporto della Commissione Europea e della Chiesa Valdese abbiamo di recente realizzato deiFactsheet che potete scaricare dal nostro sito che non danno solo le necessarie informazioni di base sulla pratica ma la inquadrano nel mondo contemporaneo: MGF e matrimonio forzato; MGF e i costi per lo sviluppo; MGF e migrazione; MGF come questione di genere.
In Europa e anche in Italia dobbiamo tenere conto nei progetti che molte comunità di migranti che praticano le MGF hanno legami forti con i paesi di origine. Questo rappresenta un nodo fondamentale per la decisione o meno di sottoporre alla pratica le proprie figlie. Così come la comunità di provenienza condizionano i migranti nella scelta di portare avanti le tradizioni, le comunità che risiedono in Europa e nel nostro paese possono essere agenti di cambiamento nel promuoverne l'abbandono. Dobbiamo quindi lavorare per promuovere l'empowerment delle comunità della diaspora attraverso la partecipazione ai progetti di contrasto alle MGF, sia sul nostro territorio che nei paesi di origine. Insomma, in un’ottica di prevenzione e di protezione delle bambine a rischio di MGF è necessario creare dei ponti tra le persone e le comunità che risiedono stabilmente in Europe e i paesi d’origine, tra i/le professionisti/e di diversi settori ma anche tra i governi in un’ottica di protezione delle ragazze a rischio per esempio.
 
Il lavoro di AIDOS quindi si svolge sia in Europa sia nei paesi in cui le MGF sono praticate?
Si AIDOS lavora per contribuire alla costruzione di questi ponti,anche attraverso i mezzi di comunicazione, nel nostro progetto Abandoning FGM on FM!la radio è protagonista e canale di diffusione sia sul territorio africano in questo caso che nelle comunità che risiedono in altri paesi.
La radio è il media più diffuso, onnicomprensivo ed efficace in Africa, soprattutto nelle zone rurali, è quindi uno strumento fondamentale per la promozione del cambiamento sociale. Per tale ragione nel 2015, abbiamo organizzato due corsi di formazione (uno in Senegal e uno in Kenya) su come realizzare e produrre audio documentari sulle MGF, coinvolgendo giornalisti/e e addetti/e stampa, provenienti da 6 paesi africani differenti nel quadro del progetto Abandoning FGM on FM!, sostenuto dal programma congiunto UNFPA-UNICEF sulle MGF. Durante i due corsi di formazione e anche in seguito, i/le partecipanti hanno avuto la possibilità di incontrarsi, condividere idee, rafforzare le proprie competenze tecniche e redazionali e lavorare insieme, producendo diversiaudio documentari in diverse lingue africane, francese, inglese.
Attualmente gli audio documentari vengono messi in onda da radio comunitarie, vengono utilizzati per animare dibattiti pubblici, sono utilizzati in altri corsi di formazione. Noi faremo in modo che le radio comunitarie in Europa e in Italia possano a loro volta trasmettere i lavori che sono stati realizzati. In Italia, AIDOS lavora anche con i/le professionisti/e di diversi settori per una miglior presa in carico delle donne che vivono con MGF e la protezione delle bambine a rischio. Formazioni quindi a operatori/trici per una presa in carico integrata (fisica, psicologica, legale, sociale etc).
 
Per saperne di più su AIDOS, clicca qui
Per maggiori informazioni sulla Giornata, clicca qui

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