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Risoluzione 2249 del Consiglio di Sicurezza Onu, prendere "tutte le misure necessarie" nella lotta contro l'ISIS

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Risoluzione 2249 (2015)

Adottata dal Consiglio di Sicurezza durante la sua 7565a riunione, in data 20 novembre 2015.

Il Consiglio di Sicurezza,

Riaffermando le risoluzioni 1267  (1999),  1368  (2001),  1373  (2001),  1618

(2005),  1624  (2005),  2083  (2012),  2129  (2013),  2133  (2014),  2161  (2014),  2170

(2014),  2178  (2014),  2195  (2014),  2199  (2015),  2214  (2015) e le dichiarazioni presidenziali pertinenti,

Riaffermando i principi e le finalità della Carta delle Nazioni Unite,

Riaffermando il rispetto per la sovranità, l’integrità territoriale, l’indipendenza e l’unità di tutti gli Stati, in conformità con le finalità e i principi della Carta delle Nazioni Unite,

Riaffermando che il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni costituisce una delle più gravi minacce alla pace e alla sicurezza internazionali e che qualsiasi atto di terrorismo è criminale e ingiustificabile, indipendentemente dallemotivazioni, dal momento e da chiunque lo commetta,

Stabilendo che, a causa della sua ideologia estremista violenta, dei suoi atti terroristici, dei continui gravi, sistematici e diffusi attacchi contro i civili, delle violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale, incluse quelle in campo religioso ed etnico, dello sradicamento del patrimonio culturale e del traffico illegale di beni culturali, ma anche a causa del controllo esercitato su vaste zone e risorse naturali in Iraq e in Siria, e del reclutamento e addestramento di combattenti terroristi stranieri la cui minaccia riguarda tutte le regioni e tutti gli Stati Membri, compresi quelli lontani dalle zone di conflitto, lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL, conosciuto anche come Da’esh), costituisce una minaccia globale e senza precedenti alla pace e alla sicurezza internazionali,

Ricordando che il Fronte Al-Nusra (ANF) e tutti gli altri individui, gruppi, attività ed enti associati ad Al-Qaida costituiscono allo stesso modo una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale,

Determinato a combattere con ogni mezzo questa minaccia senza precedenti alla pace e alla sicurezza internazionali,

Prendendo atto delle lettere datate 25 giugno 2014 e 20 settembre 2014 inviate dalle autorità irachene nelle quali si afferma che Da’esh ha stabilito un rifugio sicuro fuori dai confini iracheni e che questo costituisce una minaccia alla sicurezza del popolo e del territorio iracheno,  

Riaffermando che gli Stati Membri devono assicurare che qualsiasi misura adottata per combattere il terrorismo rispetti gli obblighi derivanti dal diritto internazionale, in particolare  quello relativo ai diritti umani, dei rifugiati e il diritto umanitario,

Ribadendo che la situazione continuerà a deteriorarsi in assenza di una soluzione politica al conflitto siriano e sottolineando la necessità di rendere effettivo il Comunicato di Ginevra del 30 giugno 2012, approvato come Annesso II della Risoluzione 2118 (2013), la Dichiarazione Congiunta sul risultato dei colloqui multilaterali sulla Siria a Vienna in data 30 ottobre 2015 e la dichiarazione del Gruppo di Sostegno Internazionale alla Siria del 14 novembre 2015,  

  1. Condanna inequivocabilmente e in maniera assoluta gli spaventosi attacchi terroristici perpetrati da ISIL, conosciuto anche come Da’esh, che hanno avuto luogo il 26 giugno 2015 a Sousse, il 10 ottobre 2015 ad Ankara, il 31 ottobre 2015 in Sinai, il 12 novembre 2015 a Beirut e il 13 novembre 2015 a Parigi, e tutti gli altri attacchi perpetrati da ISIL, conosciuto anche come Da’esh, inclusa la presa e l’uccisione di ostaggi, e rimarca che ISIL, conosciuto anche come Da’esh, ha la capacità e l’intenzione di compiere ulteriori attacchi e considera tutti gli atti di terrorismo una minaccia alla pace e alla sicurezza;
  1. Esprime la sua più profonda partecipazione e le sue condoglianze alle vittime e alle loro famiglie e al popolo e ai Governi di Tunisia, Turchia, Federazione Russa, Libano e Francia e a tutti i Governi i cui cittadini sono stati colpiti negli attacchi sopracitati e a tutte le altre vittime del terrorismo;
  1. Condanna inoltre in maniera assoluta i continui, sistematici ed estesi abusi di massa dei diritti umani e le violazioni del diritto umanitario, come gli atti barbarici di distruzione e saccheggio del patrimonio culturale condotti da ISIL, conosciuto anche come Da’esh;
  1. Riafferma che coloro che sono responsabili di commettere atti terroristici o che sono altrimenti responsabili di tali atti e delle violazioni del diritto umanitario internazionale o di violazioni o abusi dei diritti umani dovranno risponderne personalmente;
  1. Fa appello agli Stati Membri che hanno le possibilità di farlo affinché prendano tutte le misure necessarie, in accordo con il diritto internazionale, in particolare con la Carta delle Nazioni Unite, e anche con il diritto internazionale umanitario, dei  rifugiati e dei diritti umani, sui territori sotto il controllo di ISIL, conosciuto anche come Da’esh, in Siria e in Iraq, a raddoppiare e coordinare gli sforzi per impedire e sopprimere gli atti terroristici commessi in maniera specifica da ISIL, conosciuto anche come Da’esh, da ANF e da tutti gli altri individui, gruppi, iniziative ed entità associate ad Al Qaeda e altri gruppi terroristici, come indicato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e come potrà essere ulteriormente concordato con il Gruppo di Sostegno Internazionale alla Siria (ISSG) e approvato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, seguente alla Dichiarazione del Gruppo di Sostegno Internazionale alla Siria (ISSG) del 14 novembre, e a sradicare il rifugio sicuro istituito su porzioni significative di Iraq e Siria;
  1. Sollecita gli Stati Membri a intensificare gli sforzi per fermare l’afflusso di combattenti terroristi stranieri verso Iraq e Siria e per impedire e sopprimere il finanziamento del terrorismo e sollecita tutti gli Stati Membri a continuare ad attenersi pienamente alle risoluzioni sopracitate;
  1. Esprime le proprie intenzioni di aggiornare rapidamente la lista delle sanzioni del comitato 1267 affinché riflettano al meglio la minaccia posta da ISIL, conosciuto anche come Da’esh;
  1. Decide di continuare a seguire attentamente la questione.

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