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Discorso del Segretario Generale sull' incontro di alto livello sui flussi di migranti e rifugiati

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New York, 30 SET - Stiamo affrontando la più grande crisi di migranti e rifugiati dalla Seconda guerra mondiale. Nell’ultimo anno, oltre 60 milioni di persone sono state obbligate a lasciare le proprie case. Le condizioni disperate di certe aree costringono i popoli di tutto il mondo a migrare. La crisi siriana ne è una tragica e drammatica illustrazione. Quando avviene per scelta personale, la migrazione incoraggia il potenziale di sviluppo umano. Le società di origine e destinazione ne beneficiano entrambe.

Tuttavia, troppo spesso distorsioni della realtà e pregiudizi sono alla base dei dibattiti su migranti e rifugiati. Il futuro non appartiene a chi cerca di costruire muri o sfruttare le paure altrui. I flussi di migranti e rifugiati rappresentano una sfida globale. Abbiamo la responsabilità di definire un percorso chiaro, guidato dalla normativa internazionale che disciplina rifugiati, diritti umani e diritto umanitario.

L’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 prevede obiettivi e scopi atti a raccogliere i vantaggi dell’immigrazione. Dobbiamo farla avanzare con creatività, compassione e coraggio. Negli ultimi mesi, abbiamo visto regioni intere divise nei loro approcci, che si sforzano di cercare risposte comuni. Ma siamo anche stati testimoni di un impressionante flusso di solidarietà e generosità.

E’ su questa base che dobbiamo costruire.

Certo, la miglior soluzione per i rifugiati è il volontario ritorno a casa, in condizioni dignitose e sicure. Occorre accelerare il nostro lavoro per prevenire e fermare guerre e persecuzioni. Ma sappiamo anche che i conflitti non scompaiono dal giorno alla notte. Sempre più persone scapperanno dalle crisi, e la gente continuerà a spostarsi alla ricerca di migliori opportunità. Dobbiamo essere pronti.

Lasciatemi brevemente indicare otto punti guida.

Uno, salvare vite umane. La preservazione della vita umana deve guidare tutti i nostri sforzi, dalle politiche di asilo ai meccanismi di ricerca e salvataggio.

Due, la tutela. I rifugiati hanno il diritto di richiedere asilo in sicurezza. Il principio di non respingimento deve essere rispettato pienamente.

Tre, la non discriminazione. Migranti e rifugiati devono essere trattati con dignità e rispetto.

Quattro, la prontezza. Dobbiamo rafforzare i centri di accoglimento e i sistemi di asilo per valutare le richieste.

Cinque, la condivisione delle responsibilità. Gli Stati devono aumentare in modo significativo il numero di posti per il reinsediamento dei rifugiati – condividendo questo sforzo in modo equo.

Sei, cooperazione. Abbiamo bisogno di una miglior cooperazione tra i paesi di origine, di transito e di destinazione. Ognuno di questi paesi incontra delle difficoltà, e bisogna cooperare per affrontarle.

Sette, la gestione della migrazione. Occorre creare canali più sicuri e legali per i rifugiati e per i migranti economici per tutti i livelli di qualificazione e tutti i settori. Dobbiamo unire le nostre forze per eliminare i gruppi criminali e spietati dei trafficanti di essere umani.

Otto, dobbiamo anticipare le sfide future – considerando anche la situazione difficile delle persone che scappano dalle aree progressivamente devastate dal cambiamento climatico.

Insieme, dobbiamo tradurre questi principi in realtà.

Le tragedie epiche sono spesso racchiuse in una singola immagine. La foto angosciante di un bambino senza vita su una spiaggia è diventata il simbolo dell’avidità e del cinismo dei trafficanti degli esseri umani. Questa foto indica anche le lacune e i fallimenti delle deboli politiche migratorie, come anche dell’impotenza nel risolvere un conflitto e nell’affrontare la disperazione e la speranza infranta di milioni di persone.

Ma al tempo stesso rammentiamoci che un’immagine del genere può anche catalizzare soluzioni. Dobbiamo fare in modo che la  morte straziante di Aylan Kurdi – come le molte altre tragedie senza nome – ci obblighi ad agire insieme e a vedere i benefici del lungo periodo ottenuti grazie all’integrazione di rifugiati e migranti.

Vi ringrazio per aver partecipato a questo incontro importante. So che le organizzazioni regionali – Unione Europea, ASEAN, Unione Africana – sono in procinto di adottare i propri meccanismi di integrazione e le proprie soluzioni. Tuttavia, in margine ai lavori dell’Assemblea Generale, ho voluto avere alcune discussioni globali su come possiamo dare un senso di speranza alle persone disperate, a milioni di persone disperate. Penso che se agiamo uniti, possiamo farcela. Questa potrebbe sembrare una crisi di numeri, ma penso che possa essere una crisi della solidarietà globale. Se noi abbiamo la solidarietà globale, possiamo superare queste scene tragiche. Conto davvero sulla vostra forte e compassionevole leadership.

Per leggere il discorso del Segretario Generale in inglese, clicca qui

Per maggiori informazioni sui flussi di migranti e rifugiati, clicca qui

SDG Poster 2018 2

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