Mercoledì, 16 Ottobre 2019
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Incontro con Staffan de Mistura: analisi e soluzioni della crisi siriana

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L’Inviato Speciale delle Nazioni Unite Staffan de Mistura era presente ieri negli uffici UNRIC di Bruxelles per esporre il lavoro dei Working Groups da lui presieduti. Considerata l’urgenza della situazione in Siria, molti esponenti delle maggiori testate giornalistiche continentali sono stati invitati ad una breve ma intensa conferenza stampa.

Staffan de Mistura è ad oggi l’uomo incaricato dal Segretario Generale Ban Ki-moon di trovare i mezzi diplomatici e politici per risolvere l’emergenza umanitaria in Siria. E proprio dall’emergenza dei rifugiati riversatisi in massa nel nostro continente, il diplomatico italo-svedese è partito per illustrare la sua visione. Secondo lui, le foto del piccolo Aylan Kurdi che sono circolate così insistentemente sui media europei hanno il grande potere di risvegliare le coscienze assopite, rilanciando in tal modo la nascita di un pensiero unico sulla crisi siriana. Perché se è vero che l’Europa sta facendo un grande sforzo verso l’accoglienza ai migranti, è anche vero che così facendo si cura il sintomo ma non la causa. Le tragedie nel Mediterraneo non possono essere nulla più del “grilletto” che farà detonare le vere prese di coscienza su ciò che sta succedendo in Siria.

Il compito dell’Europa nei confronti dei migranti è quello di fornire un’assistenza adeguata e di trattarli con dignità. Ma ci siamo chiesti perché proprio adesso assistiamo a questa diaspora? Un conflitto che si è prolungato per 5 anni, e il cui solo vincitore è Daesh, ha bisogno di cessare. Inoltre, l’inverno sta arrivando in Siria e chi fugge dalla guerra non è soltanto chi non ha altri posti dove andare: gente comune sta emigrando, persone che avevano un lavoro normale come tutti noi e che adesso temono per le loro vite. Quindi, in ultima analisi, perché proprio adesso? Perché è adesso che hanno perso la speranza.

Secondo de Mistura, infatti, la causa ultima di questo dramma è senza dubbio l’avanzata dello Stato Islamico (che chiama spregiativamente Daesh). Bisogna smettere di nascondersi dietro i lunghi negoziati diplomatici ed affrontare apertamente e onestamente la questione. Come? “Per spegnere l’incendio causato dall’ISIS, bisogna togliere l’ossigeno; per impedire al pesce di nuotare, bisogna toglierlo dall’acqua”: attraverso queste significative metafore de Mistura ha spiegato come gli Stati che stanno prendendo parte alle negoziazioni debbano una volta per tutte metter da parte le reciproche incomprensioni e “prendere finalmente in considerazione l’ipotesi di un conflitto, coordinato e allargato a più partecipanti possibili”.

E fa riferimento in particolare a 4 grandi potenze, 2 regionali e 2 globali. La chiave di svolta per un attacco coordinato a Daesh, è la ripresa dei dialoghi tra Stati Uniti e Russia da un lato, e soprattutto Iran e Arabia Saudita dall’altra. Il primo negoziato è paradossalmente più semplice, dal momento che la Russia ha presentato più volte la volontà di prendere in considerazione eventuali operazioni militari in Siria. Le due grandi potenze islamiche, Iran e Arabia Saudita, sono invece ancora lontane dal cominciare una reale trattativa sul futuro del Medio Oriente.

De Mistura ha concluso annunciando per fine settembre la divulgazione nei particolari del progetto dei Working Groups, con una proposta finalmente concreta per il raggiungimento di una tanto auspicata pace. 

SDG Poster 2018 2

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