Giovedì, 19 Settembre 2019
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Vietare i test per le armi nucleari: un compito in sospeso

Lassina Zerbo

All’inizio di questo mese in Giappone ho avuto il privilegio di incontrare Makoto Takara, che aveva 17 anni quando la bomba nucleare esplose sulla sua città, Hiroshima. Ascoltare di persona il racconto degli orrori a cui Makoto ha assistito mi ha messo di fronte l’urgenza della minaccia posta dalle armi nucleari. Sono orgoglioso di sostenere Hibakusha, come tutti i sopravvissuti alla tragedia, nel ricordare a tutto il mondo: mai più Hiroshima, mai più Nagasaki.

Gli oltre duemila test nucleari condotti durante la Guerra Fredda hanno aperto la strada allo sviluppo di armi che per la loro potenza quasi ridicolizzano le bombe di Hiroshima e Nagasaki. Le popolazioni prossime ai luoghi in cui si sono svolti i test hanno pagato con la propria salute e spesso con la vita.

Una delle regione più colpite è stata Semipalatinsk in Kazakhistan. Il 29 agosto segna il giorno del primo test nucleare a Semipalatinsk, come anche quello della chiusura del sito nel 1991, poco dopo l’indipendenza del Kazakhistan. Su iniziativa di questo Stato, la giornata è stata ricordata dal 2010 come la Giornata internazionale contro i test nucleari.

Il 29 agosto serve per ricordare che la messa al bando dei test nucleari è un compito ancora in sospeso. Il Trattato di bando complessivo sui test nucleari (The Comprehensive Nuclear-Test Ban Treaty, CTBT), nonostante un sostegno quasi universale, deve ancora diventare giuridicamente vincolante in virtù di clausole straordinariamente stringenti di entrata in vigore, che richiedono che tutti i 44 Stati definiti nel trattato come potenze nucleari ratifichino. Di questi, ne rimangono otto: Cina, Egitto, India, Iran, Israele, Corea del Nord, Pakistan e Stati Uniti.

Il trattato ha comunque permesso grandi passi nel limitare e nell’ostracizzare i test, soprattutto grazie a un robusto sistema di verifica che è ormai quasi pienamente operativo. Solamente un numero limitato di test nucleari è stato condotto dall’adozione del trattato nel 1996 e soltanto un paese – la Corea del Nord – ha effettuato test in questo secolo.

L’entrata in vigore del trattato richiederà leadership politica e determinazione a ogni livello, ma quando la messa al bando dei test nucleari sarà una realtà giuridica, il mondo avrà fatto il primo concreto passo per rispondere all’appello di Hibakusha per far sparire le armi nucleari dalla faccia della terra e per garantire il piano: Mai più Hiroshima; mai più Nagasaki.

Lassina Zerbo, Segreatario esecutivo del Trattato di bando complessivo sui test nucleari (CTBTO)

https://www.ctbto.org/

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Clicca qui per leggere il comunicato in lingua originale

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