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Le rimesse dall’Europa superano i 109 miliardi di dollari e assicurano la sopravvivenza di milioni di persone in tutto il mondo

Rimesse IFAD MOD

Migliorare il mercato potrebbe massimizzarne ulteriormente i benefici

Roma, 15 giugno 2015: L’anno scorso i lavoratori immigrati che vivono in Europa hanno spedito a casa 109,4 miliardi di dollari di rimesse, assicurando la sopravvivenza di oltre 150 milioni di persone in tutto il mondo, secondo il rapporto “Mandare soldi a casa: flussi e mercati europei” presentato oggi dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD). E mentre questa cifra rappresenta un quarto del flusso mondiale delle rimesse, una delle scoperte chiave di questo rapporto è che i benefici per le famiglie rimaste in patria potrebbero essere molto maggiori se queste ultime potessero avere accesso a mercati del trasferimento del denaro più competitivi e a servizi finanziari mirati che le aiutassero a risparmiare e/o investire i loro fondi.

"Dobbiamo assicurarci che questo denaro guadagnato con fatica possa essere spedito in patria a costi contenuti e, cosa ancora più importante, che aiuti le famiglie a costruirsi un futuro migliore, soprattutto nelle comunità rurali più povere, dove ha maggior peso”, ha dichiarato Kanayo F. Nwanze, presidente dell’IFAD, parlando delle novità emerse dal rapporto.

I flussi di rimesse dall’Europa
Tra i paesi da cui provengono i flussi di denaro, l’Europa occidentale e la Federazione russa sono state le fonti maggiori di rimesse. I sei paesi da cui ne sono state spedite di più nel 2014 sono: Federazione russa (20,6 miliardi di dollari), Regno Unito (17,1 miliardi di dollari), Germania (14 miliardi di dollari), Francia (10,5 miliardi di dollari), Italia (10,4 miliardi di dollari) e Spagna (9,6 miliardi di dollari). Complessivamente, arrivano al 75 per cento circa di tutti i flussi di rimesse provenienti dall’Europa.

Nonostante tali cifre, per i paesi ospiti le rimesse non rappresentano un flusso significativo di ricchezza in uscita. Secondo il rapporto, le rimesse ammontano a meno dello 0,7 per cento del PIL di ogni singolo paese.

Quanto ai paesi che ricevono il denaro, nel 2014 circa un terzo dei 36,5 miliardi di dollari di rimesse europee è andato a 19 paesi dei Balcani, degli Stati Baltici e dell’Europa orientale, tra cui 10 paesi membri dell’Unione Europea. I restanti due terzi, corrispondenti a 72,9 miliardi di dollari, sono andati a oltre 50 paesi in via di sviluppo extraeuropei.

Dei 19 paesi europei che ricevono rimesse, secondo il rapporto nove, le cui economie sono prevalentemente agricole, sono quelli che fanno maggior affidamento sulle rimesse che arrivano loro dall’Europa e che rappresentano il 22 per cento del PIL in Moldavia e il 17 per cento in Kosovo.
Al di fuori dell’Europa, l’Africa settentrionale e l’Asia centrale sono state le regioni che hanno fatto più affidamento sulle rimesse europee, ricevute in gran parte rispettivamente dalla Francia e dalla Russia.

In un momento storico in cui giunge in Europa un numero senza precedenti di rifugiati in fuga da conflitti, il rapporto osserva anche che l’Europa è stata una fonte considerevole di rimesse per stati fragili come l’Iraq, il Mali, la Somalia, il Sudan, la Siria e lo Yemen, e che si potrebbe fare di più per amplificare l’impatto delle rimesse, contribuendo a stabilizzare e a ricostruire i paesi.

Potenziale ai fini dello sviluppo rurale
La maggior parte delle rimesse ricevute vengono utilizzate per acquisire beni primari come cibo, vestiti, riparo, medicine e istruzione. Tuttavia, alcuni studi indicano che fino al 20 per cento di queste risorse potrebbe essere disponibile per risparmi e investimenti o per ripagare prestiti contratti da piccole imprese.

Dal momento che il 40 per cento delle rimesse arrivano nelle aree rurali, il rapporto suggerisce anche che le rimesse svolgono un ruolo essenziale nella trasformazione di comunità vulnerabili. Effettivamente, si calcola che le rimesse corrispondano almeno al triplo degli aiuti pubblici allo sviluppo destinati ai paesi in via di sviluppo.

"L’immenso potenziale delle rimesse ai fini dello sviluppo è ancora in gran parte inutilizzato, ma abbiamo la possibilità di far sì che ogni euro, rublo, sterlina, corona o franco svizzero, guadagnato con grande fatica e spedito a casa, possa valere ancora di più”, ha detto Nwanze.

L’IFAD stima che complessivamente potrebbero essere resi disponibili 80 miliardi di dollari da investire, se i lavoratori immigrati e le famiglie che ricevono le rimesse nelle aree rurali avessero maggiori possibilità riguardo all’uso dei loro fondi. Di quella cifra, circa 34 miliardi di dollari sarebbero disponibili nelle aree rurali.

Il rapporto raccomanda di migliorare l’accesso a servizi finanziari di base come risparmio e credito, ma anche di fornire alle famiglie servizi non finanziari basati sulle loro necessità, come ad esempio assistenza tecnica per avviare piccole imprese o programmi di istruzione in materia finanziaria.

“Le rimesse rappresentano un’opportunità unica di far emergere milioni nel settore finanziario formale”, ha dichiarato Pedro De Vasconcelos, co-autore del rapporto e coordinatore dello Strumento finanziario per le rimesse dell’IFAD. “Data l’interazione frequente tra chi spedisce le rimesse, chi le riceve e il sistema finanziario, le rimesse potrebbero alimentare una relazione di lungo termine capace di cambiare le loro condizioni di vita.”

Benché negli ultimi anni siano stati fatti progressi significativi verso un abbassamento dei costi di trasferimento delle rimesse, De Vasconcelos ha aggiunto che si potrebbe fare di più se aumentasse la concorrenza. Se si riducessero i costi di trasferimento al 5 per cento, come indicato dall’obiettivo del G20 stabilito nel 2009, si potrebbero far risparmiare altri 2,5 miliardi di dollari ai lavoratori migranti e alle loro famiglie in patria.

Quinto Forum mondiale sulle rimesse 
"Mandare soldi a casa: flussi e mercati europei" sarà presentato in occasione del quinto Forum mondiale sulle rimesse che si svolgerà a Milano dal 16 al 19 giugno. Il Forum vedrà riuniti capi di stato e personaggi di primo piano della politica, del settore privato e della società civile per tracciare le linee guida di una strategia volta a sfruttare appieno il potenziale delle rimesse.

Il Forum si aprirà con la celebrazione della prima Giornata internazionale delle rimesse familiari.

 

L’IFAD investe nelle popolazioni rurali, mettendole in condizione di ridurre la povertà, aumentare la sicurezza alimentare, migliorare la qualità dell’alimentazione e rafforzare la loro capacità di far fronte ai cambiamenti. Dal 1978, abbiamo investito oltre 16,6 miliardi di dollari in donazioni e prestiti a tassi agevolati per finanziare progetti di cui hanno beneficiato circa 445 milioni di persone. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

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Contatti

  • Caroline Chaumont
    IFAD Communications Division
    Mobile: +39 349 662 0155
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  • James Heer
    IFAD Communications Division
    Mobile: +39 335 782 4675
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