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Janos Pasztor, Assistente del Segretario Generale sui cambiamenti climatici, ad UNRIC per esporre la strategia ONU in vista del COP21

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La principale sfida della nostra epoca. Così Janos Pasztor, Assistente del Segretario Generale per i cambiamenti climatici, ha definito il problema del riscaldamento globale. Pasztor, in visita istituzionale a Bruxelles insieme a Ban Ki-moon, ha rivelato oggi ad UNRIC i cinque pilastri della stragegia del Segretario Generale sui cambiamenti climatici, al momento priorità numero uno nell’agenda delle Nazioni Unite.

In vista della Conferenza delle Parti COP21 di Parigi del prossimo dicembre, perno fondamentale del disegno del SG è l’azione politica finalizzata al raggiungimento di un accordo globale che definisca degli obiettivi realistici per contrastare i cambiamenti climatici. Così come è accaduto prima del summit di Copenhagen del 2009, il Segretario lavorerà duramente sino a dicembre per coinvolgere personalmente i leader mondiali ed assicurasi il loro massimo impegno nei negoziati. La prossima tappa in questa direzione è la conferenza prevista a Bonn la prossima settimana, durante la quale verranno discussi alcuni fondamentali dettagli dell’accordo. Non meno importante l’aspetto finanziario, che vede il Segretario impegnato per garantire l’afflusso di risorse pubbliche e private che supportino le politiche per il clima. Di particolare rilevanza l’iniziativa che vedrà i paesi in via di sviluppo destinatari di un  finanziamento di 100 miliardi di dollari a partire dal 2020, cifra che Pasztor definisce “simbolica” ma politcamente significativa. Questi ultimi sono infatti vittime di una situazione climatica critica di cui non sono responsabili, e necessitano di un “pacchetto speciale” che che li incentivi a canalizzare il proprio sviluppo in direzione dell’energie rinnovabili, incoraggiando tra l’altro una collaborazione reciproca di tipo Sud-Sud. Alla base dell’impegno finanziario si colloca ovviamente l’enorme sforzo di mobilitazione per rafforzare i negoziati “dal basso”, coinvolgendo la società civile e le aziende private per dimostrare gli effetti positivi del passaggio alle risorse rinnovabili, così come “dall’alto”, promuovendo la questione del clima a livello istituzionale ed incoraggiando un approccio coerente tra le varie agenzie ONU coinvolte.

L’Assistente del Segretario Generale ha inoltre elencato i nodi ancora da sciogliere per il raggiungimento di un’intesa soddisfacente, citando tra i punti che saranno al centro del dibattito nei prossimi mesi la questione della differenziazione tra i paesi sviluppati e in via di sviluppo, i finanziamenti e la scelta definitiva della forma legale da adottare per l’accordo. Il successo, ha concluso Pasztor, non consisterà nel raggiungimento di un numero - il famoso obiettivo dei 2 gradi – ma sarà piuttosto frutto della combinazione degli impegni concreti che i paesi saranno disposti ad assumere, di un meccanismo di revisione continua e progressiva delle ambizioni, in vista di un obiettivo comune a lungo termine: la “de-carbonizzazione” del pianeta.

Per ulteriori informazioni circa il COP21 clicca qui.

SDG Poster 2018 2

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