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Il Segretario Generale in occasione della commemorazione della fine della Seconda Guerra Mondiale - Danzica, Polonia, 7 maggio 2015

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Vi sono grato per l’opportunità che mi è offerta di unirmi a voi in questa storica città di Danzica per celebrare il 70mo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa.

Le diverse commemorazioni che in questi giorni si svolgono in Europa e fuori ci ricordano i tremendi sacrifici condivisi e il caro prezzo che è costato la vittoria sul fascismo:  un numero impressionante di morti e una distruzione devastante. Esse ci rammentano inoltre che occorre intensificare la nostra collaborazione per prevenire che tali orrori si ripetano.

I lunghi, terribili anni della Seconda Guerra Mondiale hanno costituito un periodo di indicibili atrocità, di fede smarrita e di umanità perduta. Molti Paesi, compresi quelli qui rappresentati, hanno pagato un pedaggio molto pesante, soprattutto in termini di giovani vite spezzate. Ma questi anni hanno anche visto atti di straordinario coraggio.

E’ grazie allo  sforzo collettivo di molti Stati che il male è stato sconfitto e le idee hanno alla fine prevalso sulla tirannia.

Questo anniversario assume un’importanza speciale per le Nazioni Unite. La nostra Organizzazione fu fondata sulle ceneri di una guerra nefasta che ha causato milioni di vittime.

Da questa tragedia emerse una comune determinazione da parte della comunità internazionale di creare le Nazioni Unite, per promuovere pace e sicurezza internazionale. Come ci rammenta il nostro Statuto, il nostro obiettivo principale è “salvare le generazioni future dalal piaga della guerra”.

La guerra ha dunque definito la nostra missione, e le lezioni che ne abbiamo tratto guidano la nostra attività.

I principi fondamentali della Carta e tutti i moderni precetti del diritto internazionale furono formulati come una risposta diretta alla guerra. Essi includono la non aggressione, la risoluzione pacifica delle controversie e il rispetto dei diritti umani.

Questo anniversario ci ricorda in modo perentorio quanto sia vitale tutelare e continuare a promuovere questi principi.

La commemorazione di oggi giunge in un momento cruciale per l’Europa, alle prese con un numero di sfide complesse che richiedono la nostra azione collettiva, estesa al tragico conflitto ucraino e ad altri conflitti che si protraggono ancora a danno dell’intera regione.

Sono lieto di notare che la mia visita offre la rinnovata opportunità di trattare questioni che sono di reciproco interesse per l’ONU, la Polonia e altri Stati membri dell’Unione Europea qui presenti e di rafforzare ulteriormente il nostro dialogo e la cooperazione, incluso su come far progredire l’agenda dello sviluppo sostenibile, fronteggiare la sfida rappresentata dal cambiamento climatico, proteggere i diritti umani e prevenire l’insorgere di conflitti letali.

Mentre riflettiamo sulle lezioni tratte dalla Seconda Guerra Mondiale, incoraggio la Polonia e gli altri Paesi della regione a condividere le proprie esperienze e buone pratiche tratte dalla transizione del dopoguerra, con il processo di trasformazione in società stabili, democratiche, inclusive e prospere.

Voi rimanete un esempio importante per gli Stati che affrontano simili processi ora, nella regione e oltre.

Se da una parte l’umanità ha fatto progressi rispetto a molte sfide, il mondo continua ad avere troppi conflitti e sofferenza.

Dobbiamo migliorare la capacità del sistema internazionale di prevenire e risolvere i conflitti per creare le condizioni per un mondo più pacifico e prospero.

Lo dobbiamo alle generazioni perse in questa e numerose altre guerre; lo dobbiamo soprattutto ai nostril figli e alle generazioni future.

Grazie.

 

Per leggere la dichiarazione in lingua originale clicca qui.

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