Giovedì, 19 Settembre 2019
UNRIC logo - Italiano

L'ONU nella
tua lingua! 

"It's a crime": il crimine contro la fauna e la flora selvatica - 13° Congresso delle Nazioni Unite sulla Prevenzione del Crimine e la Giustizia Penale

Wildlife mod

“Il bracconaggio e il traffico di fauna e flora selvatica hanno un impatto devastante sulle comunità, l’ambiente e la sicurezza. Bracconieri e altri criminali stanno portando sull’orlo dell’estinzione elefanti, rinoceronti, tigri e molte altre specie in tutto il mondo. Delinquenti stanno distruggendo i mezzi di sussistenza locali, sconvolgendo ecosistemi fragili, ostacolando lo sviluppo sociale ed economico, alimentando violenza e corruzione, compromettendo lo Stato di diritto”.

Yury Fedotov

Direttore esecutivo dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC)

Il crimine contro la fauna e la flora selvatica – un’industria in rapida espansione che, pari al traffico di stupefacenti, armi ed esseri umani, rende enormi profitti alle reti criminali – ci colpisce tutti e i facili profitti in futuro comporteranno devastanti perdite per la fauna e la flora selvatica. Si uccidono animali per ricavarne parti del corpo o si commerciano animali esotici. Si abbattono alberi e foreste per costruire mobili e altri prodotti in legno. L’impatto del crimine è globale, sebbene il commercio illecito avvenga prevalentemente tra le regioni dell’Africa e dell’Asia e al loro interno.

Il crimine contro la fauna e la flora selvatica comporta la cattura, il commercio, l’importazione, l’esportazione, la trasformazione, il possesso, l’ottenimento e il consumo di flora e fauna (animali, uccelli, pesci, piante e alberi) in violazione del diritto nazionale e internazionale.

Il valore complessivo del commercio illegale di prodotti a base di legno, generalmente dall’Asia orientale e dal Pacifico, nonché al loro interno, ammonta, secondo le stime, a 17 miliardi di dollari. L’Asia sudorientale ospita il 7 percento delle più antiche foreste del mondo e molti alberi unici. La regione sta soffrendo enormemente a causa della rapida deforestazione, gran parte della quale è illegale. Il commercio illecito di fauna e flora selvatica genera altri 2,5 miliardi di dollari soltanto dall’Asia orientale e dal Pacifico. L’impatto devastante di questo crimine è evidente se si considera il numero di animali decimati da tale attività.

È essenziale una risposta globale per contrastare efficacemente questo crimine transnazionale che trasferisce i suoi prodotti illeciti per migliaia di chilometri attraverso tante frontiere. La povertà esacerba il crimine perché i bisognosi ricorrono a mezzi illegali per sopravvivere. Tuttavia, in ultima analisi, molti paesi sono preda di un circolo vizioso di avidità, sfruttamento e disperazione economica. È necessario che i paesi collaborino per introdurre misure che riducano la domanda, affrontino le lacune della legislazione vigente, rafforzino l’applicazione delle leggi e condividano le migliori prassi in materia di identificazione e azione contro i trasgressori.

Il tempo non è dalla nostra parte: il fenomeno del crimine contro la fauna e la flora selvatica  sta diventando sempre più ampio e grave; alcune specie animali sono sull’orlo dell’estinzione, l’ambiente viene distrutto. 

Lo sai che?

  • In poco più di cent’anni abbiamo perso il 97 percento delle tigri; secondo le stime, sono sopravvissute soltanto 3.200 tigri nel loro ambiente naturale.
  • Si stima che, nel 2010, siano stati uccisi 7.500 elefanti, per la maggior parte in Africa centrale. Si registrano, in media, 92 catture al mese per ricavarne avorio, ovvero circa tre al giorno.
  • Nel 2014, in Sudafrica, si stima che il bracconaggio abbia colpito 1.215 rinoceronti; ora la popolazione di rinoceronti selvatici nel mondo equivale ad appena 25.000 capi. Nell’ultimo decennio, 1.000 guardie forestali sono rimaste vittime della lotta per salvaguardare la vita selvatica.
  • Si stima che quasi un terzo del commercio di legname del mondo sia illecito, un’attività che nel 2010 ha registrato un valore di 3,5 miliardi di dollari dall’Asia sudorientale all’Unione europea e all’Asia.

Per ulteriori informazioni, consultare la scheda informativa dell’UNODC: Crimine ambientale – traffico di fauna e flora selvatica e legno

In che modo incide sullo sviluppo?

Questo crimine non solo ha un impatto devastante sulla fauna e la flora selvatica e le foreste, ma anche sulla gente e i suoi mezzi di sussistenza perché compromette gli sforzi compiuti dalle comunità rurali e dalle popolazioni indigene per gestire le proprie risorse naturali in maniera sostenibile. I criminali sfruttano le comunità vulnerabili che possono trovarsi coinvolte, loro malgrado, a causa della difficile situazione economica. 

Si distruggono ecosistemi fragili; si deteriorano habitat. I proventi criminali mettono a repentaglio le attività legali, portano a una perdita di gettito fiscale e introiti derivanti dal turismo e indeboliscono i sistemi di giustizia penale sfruttando le carenze a livello regolamentare e normativo.

Quali azioni stanno intraprendendo le Nazioni Unite per combattere il fenomeno?

Poiché il fenomeno del commercio illegale di fauna e flora selvatica è divenuto più ampio e grave, per contrastarlo si è richiamata una maggiore attenzione internazionale. È necessaria una risposta globale perché il traffico illecito di fauna e flora selvatica è un fenomeno transnazionale, i cui prodotti sono consumati spesso a migliaia di chilometri dalla fonte, dopo aver attraversato diversi paesi.

Il programma globale per la lotta al crimine contro la fauna e la flora selvatica dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) sta cercando di integrare gli sforzi profusi a livello regionale in un sistema globale. Il programma collabora con la comunità preposta all’applicazione delle leggi in materia di fauna e flora selvatica per garantire che tale crimine, così come l’abbattimento illegale e le attività illecite correlate, siano trattati come una grave forma di criminalità organizzata transnazionale.

L’UNODC fornisce assistenza tecnica per rafforzare la capacità di prevenire e combattere il crimine a livello regionale, nazionale e locale.

Inoltre, l’UNODC collabora con diverse organizzazioni e agenzie internazionali nell’ambito del Consorzio internazionale per la lotta al crimine contro la fauna e la flora selvatica (ICCWC), che riunisce una vasta serie di competenze e il cui scopo è aumentare il rischio di identificazione e punizione per gli autori di tale crimine in modo che debbano confrontarsi con una risposta straordinariamente forte e coordinata.

Che cosa posso fare per contrastare il fenomeno?

Il pubblico ha un ruolo importante da svolgere per ridurre il crimine contro la fauna e la flora selvatica. Come consumatore informato, puoi contribuire a ridurre la domanda sapendo quali specie sono protette e rifiutandoti di acquistare prodotti che possano nuocere loro direttamente.

Puoi inoltre contribuire all’opera di sensibilizzazione aderendo a campagne come Affrontiamo con serietà il crimine contro la fauna e la flora selvatica. Diffondere conoscenze e consapevolezza contribuirà a ridurre il consumo incauto. Potenziare l’azione pubblicitaria è un passo fondamentale e coinvolgere voci pubbliche influenti può contribuire a far cadere miti, esporre la crudeltà del bracconaggio e mettere in luce le origini illegali di alcuni prodotti e merci, catalizzando così sostegno per un radicale cambiamento.

Per ulteriori informazioni circa il Congresso ed il crimine contro la fauna e la flora selvatica clicca qui.

SDG Poster 2018 2

Banner
Banner
Banner
Banner

united to reform web banner 250px