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"It's a crime": la cibercriminalità - 13° Congresso delle Nazioni Unite sulla Prevenzione del Crimine e la Giustizia Penale

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La tecnologia sta compiendo enormi progressi contro la fame, le malattie e gli sprechi energetici, ma sta anche rendendo più potente la criminalità organizzata e sollevando lo spettro di paralizzanti attacchi cibernetici ”.

– Jan Eliasson, Vicesegretario Generale delle Nazioni Unite

La cibercriminalità è una forma emergente di criminalità transnazionale e fra quelle che si stanno espandendo più rapidamente. Man mano che la rete è diventata una parte pressoché essenziale della nostra vita, fornendo informazioni e strumenti di comunicazione in tutto il mondo, i criminali ne hanno tratto vantaggio. Con circa due miliardi di utenti nel mondo, il ciberspazio è il luogo ideale per i criminali perché possono restare anonimi e accedere a ogni forma di informazione personale che, consapevolmente o inconsapevolmente, memorizziamo online. Le minacce alla sicurezza in Internet si sono acuite notevolmente negli ultimi anni e, oggi, la cibercriminalità colpisce globalmente più di 431 milioni di vittime adulte all’anno.

La cibercriminalità si manifesta in molte forme, tra cui le più comuni sono i reati legati all’identità attraverso il phishing (che consiste nell’ingannare gli utenti della rete inducendoli a fornire le proprie informazioni personali), il malware (ossia un software installato non intenzionalmente che raccoglie informazioni personali) e la pirateria (ossia l’accesso illegale in remoto al computer di altri). I criminali tendono a utilizzare tali metodi per sottrarre denaro e informazioni sulle carte di credito. La rete è inoltre diventata un luogo per perpetrare crimini legati ai diritti d’autore e ai diritti di proprietà intellettuale, nonché reati come la pornografia infantile e la pubblicazione di materiali relativi all’abuso di minori.

La cibercriminalità si è diffusa più facilmente sfruttando i progressi tecnologici e gli autori di tali reati non hanno più bisogno di grandi competenze o tecniche sofisticate per costituire una minaccia. È facile, ad esempio, acquistare online strumenti software che permettono a un malintenzionato di individuare porte aperte o superare la protezione password. Purtroppo, non è cresciuta altrettanto facilmente la capacità di individuare i responsabili. Con l’anonimità garantita dal ciberspazio, è difficile per le autorità preposte all’applicazione delle leggi tracciare il profilo dei criminali e localizzarli. Ciò che è noto, tuttavia, è che più di tre quarti degli atti di cibercriminalità sono oggi legati alla criminalità organizzata.

La cibercriminalità è diventata rapidamente un’attività potenzialmente in grado di rendere oltre 3.000 miliardi di dollari l’anno. In assenza di un’idonea regolamentazione e vista la capacità insufficiente di molti paesi, si è rivelato difficile combattere il fenomeno. Occorre un impegno globale per assicurare una migliore tutela, ma servono anche normative più rigide, visto che, sinora, i cibercriminali non hanno avuto alcuna difficoltà a eludere la legge sfruttandone le lacune nei paesi meno regolamentati. I perpetratori e le loro vittime possono trovarsi ovunque, ma gli effetti sono visibili nell’intera società, il che pone l’accento sulla necessità di una risposta internazionale urgente e risoluta.

Lo sai che?

  • Il fenomeno colpisce un milione di vittime al giorno.
  • Ogni anno sono circa 431 milioni le persone colpite dalla cibercriminalità, ossia 14 vittime adulte al secondo.
  • I reati legati all’identità sono le forme più comuni e in più rapida espansione tra le frodi perpetrate in rete ai danni del consumatore, specialmente tramite l’uso improprio delle informazioni relative alle carte di credito.
  • Ogni giorno si verificano ben 80 milioni di attacchi di pirateria automatizzati.

Fonti: relazione Norton 2012 sulla cibercriminalità; valutazione della minaccia posta dalla criminalità organizzata transnazionale (2010); relazione sulla cibercriminalità dell’UNODC

In che modo la cibercriminalità incide sullo sviluppo?

I paesi in via di sviluppo non sono in grado di contrastare gli attacchi cibernetici e altre forme di cibercriminalità. Non sorprende, pertanto, che il numero di vittime sia superiore nei paesi con livelli di sviluppo inferiori.  Per perpetrare atti di cibercriminalità, i criminali sfruttano, inoltre, le scappatoie legali esistenti nei vari paesi e la debolezza delle loro misure di sicurezza. Infine, la mancanza di cooperazione tra i paesi sviluppati e i paesi in via di sviluppo può creare “paradisi sicuri” per gli autori di reati di cibercriminalità.

Quali azioni stanno intraprendendo le Nazioni Unite per combattere il fenomeno?

Dopo il 12° Congresso sulla prevenzione del crimine, è stato costituito un gruppo intergovernativo di esperti per studiare la cibercriminalità e valutare la possibile risposta degli Stati membri, della comunità internazionale e del settore privato. Grazie alla condivisione delle migliori prassi e allo scambio di informazioni sulle legislazioni nazionali, si spera che le attuali risposte alla cibercriminalità siano rafforzate.

L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) promuove un’azione sostenibile e a lungo termine di capacity building nella lotta alla cibercriminalità sostenendo l’azione e le strutture nazionali, avvalendosi specificamente delle proprie competenze specialistiche in materia di sistemi di giustizia penale per fornire assistenza tecnica in tale processo, nella prevenzione, nella sensibilizzazione, nella cooperazione internazionale, ma anche nella raccolta, nella ricerca e nell’analisi dei dati sulla cibercriminalità.

Che cosa posso fare?

Uno dei modi più semplici per contribuire a estirpare il fenomeno della cibercriminalità consiste nell’imparare a proteggersi online in modo da non diventare facile bersaglio per i cibercriminali. Imparando a tutelare la propria identità e le proprie informazioni online, si diventa una vittima vulnerabile al fenomeno in meno. Sebbene lo shopping online e la gestione online del proprio conto bancario siano diventati parte della quotidianità di molti, occorre sempre accertarsi dell’affidabilità del sito utilizzato. Evitare di usare computer pubblici per qualsiasi operazione che richieda pagamenti con carta di credito e sincerarsi che il sito visitato per gli acquisti online o l’esecuzione di operazioni bancarie sia un sito sicuro e perfettamente legittimo.

Tenere il proprio computer aggiornato con le ultime versioni del software di sicurezza, scegliere password efficaci e ignorare le mail sospette o le “offerte speciali” che richiedono informazioni personali, spesso sotto forma di concorsi, vendite o false banche.

Scarica qui la scheda informativa "E' un crimine: la cibercriminalità".

Per ulteriori informazioni sul Congresso e la cibercriminalità clicca qui.

SDG Poster 2018 2

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