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Dichiarazione del Segretario Generale in occasione dell’anniversario del rapimento delle studentesse a Chibok, nel nord est della Nigeria

Segretario Generale

Un anno fa,  276 ragazze furono rapite da Boko Haram mentre erano a scuola a Chibok, Borno State, nel nord est della Nigeria. Solo alcune di loro hanno avuto la fortuna di fuggire. Il destino della maggior parte di loro è invece ancora ignoto. Non dobbiamo dunque mai dimenticare le ragazze rapite di Chibok, e io non smetterò di chiederne il rilascio e il ritorno alle loro famiglie.

Durante gli ultimi dodici mesi, Boko Haram ha intensificato I suoi attacchi brutali sui giovani in Nigeria e nei Paesi vicini. Centinaia di migliaia di ragazzi sono stati sradicati dalle loro case, e privati del diritto di vivere e crescere in sicurezza, dignità e pace. Gli assassinii, i rapimenti, il reclutamento di bambini, l’uso di ragazze in attacchi bomba suicidi perpetrati da Boko Haram, sono abominevoli.

Resto inoltre profondamente preoccupato dai continui, vigliacchi attacchi del gruppo nei confronti delle scuole, in grave violazione del diritto umanitario internazionale. Andare a scuola non dovrebbe rappresentare un atto di coraggio. I giovani del nord est della Nigeria e dei Paesi confinanti devono poter vivere in pace e godere del diritto a un’educazione priva di rischi.

La legittima risposta agli attacchi di Boko Haram deve essere pienamente in lina con il diritto internazionale e non deve creare ulteriori rischi per la tutela dei ragazzi e delle ragazze. Oggi, riaffermo il mio sostegno al governo e alla gente della regione nella lotta contro Boko Haram, solidale con le famiglie di tutti quanti siano stati rapiti, in particolare bimbi, le loro comunità e la società civile.


New York, 14 aprile 2015

 

 

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