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Giornata Mondiale dell’Acqua 2015: intervista a Michela Miletto Coordinatrice per il WWAP, il Programma delle Nazioni Unite per la Valutazione delle Risorse Idriche Mondiali.

WorldWaterDay2015

22 MAR: In occasione della Giornata Mondiale dell’acqua riceviamo e pubblichiamo l’intervista a Michela Miletto Coordinatrice per il WWAP, il Programma delle Nazioni Unite per la Valutazione delle Risorse Idriche Mondiali, ospitato e guidato dall’UNESCO e finanziato dal Governo Italiano e dalla regione Umbria, con sede a Perugia.

Nel 1992 durante la Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo è stata raccomandata l’istituzione di una giornata internazionale per celebrare l’acqua.

Come risposta a questa richiesta, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 22 marzo 1993 come la prima Giornata Mondiale dell'Acqua (World Water Day).

Da allora, ogni anno tutti gli Stati membri sono invitati a celebrare questa giornata e utilizzarla come momento per sensibilizzare l'attenzione del pubblico sulla questione dell'acqua e in particolare sull'accesso all'acqua dolce e alla sua sostenibilità.

Ogni anno la Giornata è dedicata all’acqua e a un tema a esso correlato; nel 2015 il tema è acqua e sviluppo sostenibile.

Il Programma di Valutazione delle Risorse Idriche Mondiali, nato nel 2000, è un programma UN-Water. Ospitato e guidato dall’UNESCO, il WWAP rappresenta l’impegno delle Nazioni Unite a sviluppare gli strumenti e le capacità necessarie per raggiungere una migliore conoscenza dei processi, delle pratiche di gestione e delle politiche che aiutano a migliorare la fornitura e la qualità delle risorse delle acque dolci globali. L’obiettivo principale del programma è quello di valutare e dare informazioni sullo stato delle risorse delle acque dolci del mondo e sulla loro richiesta, definire problemi critici ed esaminare la capacità delle nazioni di superare i conflitti legati all’acqua. Il primo prodotto del WWAP è  il Rapporto sullo Sviluppo delle Risorse Idriche Mondiali, pubblicato ogni tre anni e presentato durante le celebrazioni ufficiali della giornata dell’acqua.

Il Rapporto è il risultato del monitoraggio del sistema delle Nazioni Unite sullo stato, uso e gestione delle risorse idriche a scala mondiale. La finalità del Rapporto è fornire, a chi ha potere decisionale, informazioni e strumenti per promuovere l’uso sostenibile dell’acqua. La realizzazione del Rapporto è il frutto della collaborazione di 65 entità, incluse le agenzie ONU, le organizzazioni internazionali e regionali e ONG che compongono la piattaforma di coordinamento UN-Water. Questa estesa partecipazione, dall’alto valore simbolico, rappresenta un unicumnel panorama internazionale.

Michela Miletto, Coordiantore del programma ONU per la Valutazione delle risorse idriche mondiali

 

Quali sono le principali conclusioni del rapporto?

È ormai da tempo riconosciuto, da molti se non da tutti, che l’acqua rappresenta la base delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: il benessere del genere umano, lo sviluppo economico e la salute dell’ambiente.

In questo rapporto abbiamo rilevato e tentato di dimostrare che l’acqua e lo sviluppo sostenibile sono addirittura più strettamente collegati di quanto non si riconoscesse in passato.

In effetti, le risorse idriche e i servizi correlati con l’acqua, quali ad esempio la fornitura di acqua potabile e la disponibilità di servizi igienico-sanitari, hanno rappresentato gli elementi chiave dei progressi compiuti nell’arco degli ultimi trent’anni, avendo contribuito al miglioramento della salute, della produzione alimentare, dell’eguaglianza sociale, della crescita economica e della protezione dell’ambiente. Per tutte queste motivazioni l’acqua ha svolto un ruolo essenziale e ha promosso il sostentamento di centinaia di milioni di persone che sono riuscite a uscire dalla morsa della povertà.

Queste correlazioni possono risultare assai complesse. Alcune, come nel caso del rapporto tra risorse idriche, produzione di alimenti e agricoltura, appaiono più dirette e di più agevole comprensione. Altre, come nel caso del rapporto tra risorse idriche e sviluppo economico oppure del sempre più stretto collegamento tra acqua e produzione di energia, non risultano sempre altrettanto dirette; per questa ragione è più probabile che vengano trascurate, come peraltro è effettivamente accaduto in passato.

Questo è quanto il rapporto tenta di spiegare, descrivendo il collegamento esistente tra l’acqua da un lato e le dimensioni sociale, economica e ambientale dello sviluppo sostenibile dall’altro, sottolineando inoltre i collegamenti tra risorse idriche e sfide globali emergenti, tutte con un’influenza diretta sullo sviluppo sostenibile.

Qual è il collegamento tra acqua e sviluppo sostenibile?

A mano a mano che ci avviciniamo alla metà del ventunesimo secolo, il cammino verso lo sviluppo sostenibile deve far fronte a diverse sfide. Tra queste possiamo citare la crescita della popolazione, l’accelerazione dell’urbanizzazione e dello sviluppo industriale, la necessità di garantire la sicurezza alimentare ed energetica, la risposta ai nuovi modelli di consumo, la conservazione degli ecosistemi minacciati e, naturalmente, lo sradicamento della povertà persistente.

Tutte queste sfide hanno l’acqua quale elemento comune. L’acqua può costituire un elemento “promotore” o un “fattore limitante” nel far fronte a queste sfide.

A titolo di esempio, saranno necessari maggiori quantitativi di acqua per sostenere l’aumento della popolazione mondiale, garantendo maggiori volumi di acqua e servizi igienico-sanitari alle città in rapida espansione. Saranno inoltre necessarie ulteriori risorse idriche per la produzione di maggiori quantità di cibo, nonché a sostegno dello sviluppo industriale e della crescita economica. Tuttavia i quantitativi di acqua a nostra disposizione sono limitati. Non si tratta quindi solamente di aumentare la fornitura di acqua in modo da soddisfare la domanda crescente, ma anche di avviare una migliore gestione delle risorse idriche a nostra disposizione, di assumere le decisioni corrette sull’assegnazione delle risorse idriche a utenti differenti e di garantire un utilizzo efficiente delle risorse.

Al tempo stesso, è inoltre necessario fare in modo che i quantitativi di acqua che utilizziamo, nonché il modo in cui li utilizziamo, non compromettano l’integrità della risorsa. È necessario procedere al recupero e al riutilizzo dell’acqua nella misura del possibile. Inoltre, ogni qualvolta l’acqua già utilizzata debba essere reimmessa nell’ambiente è necessario garantire che questa sia stata sottoposta a trattamenti che impediscano l’inquinamento di laghi, fiumi e delle stesse falde dalle quali è stata prelevata e dalle quali tornerà ad essere prelevata in futuro.

Il cambiamento climatico costituisce un’ulteriore sfida che influenzerà pesantemente le già vulnerabili risorse idriche. A tale proposito, l’impatto del cambiamento climatico si collega allo sviluppo sostenibile attraverso l’acqua.

Proprio come è importante riconoscere il ruolo dell’acqua per il conseguimento degli obiettivi in materia di sviluppo sostenibile e nell’intervento sulle sfide da affrontare per conseguirli, risulta altrettanto importante riconoscere la necessità di proteggere e gestire le risorse idriche in modo che l’acqua possa rappresentare un promotore dello sviluppo sostenibile piuttosto che un fattore limitante.

Cosa è necessario fare per garantire che l’acqua “promuova” lo sviluppo sostenibile e/o per evitare che divenga un “fattore limitante”?

È innanzitutto necessario garantire che le risorse idriche vengano gestite, assegnate e utilizzate secondo modalità sostenibili. Ciò richiede norme di legge e regolamenti atti a garantire un equilibrio sicuro tra disponibilità e utilizzo di acqua, in grado di proteggere la risorsa dall’inquinamento e da un prelievo eccessivo. Tutto ciò richiederà scelte complesse, nonché la capacità di gestire compromessi tra diversi utilizzi sociali, economici e ambientali. Il miglioramento dell’efficienza nell’utilizzo dell’acqua, al pari del riutilizzo e del riciclo, svolgeranno un ruolo essenziale nella gestione di questi compromessi.

In secondo luogo, sussiste l’urgente necessità di aumentare l’accesso alla fornitura di acqua e agli impianti igienico-sanitari, nonché di migliorare i livelli di servizio esistenti. Tutto ciò ridurrebbe considerevolmente l’onere globale delle patologie provocate dall’acqua, con ulteriori ricadute positive sulla produttività generale e sulla crescita economica, riducendo al contempo le disuguaglianze tra gruppi sociali. Il trattamento delle acque reflue costituisce inoltre un ulteriore fattore essenziale per la protezione della risorsa idrica e dell’ambiente dal quale l’acqua stessa trae origine.

In terzo luogo, è essenziale rafforzare gli investimenti e il sostegno finanziario per lo sviluppo delle risorse idriche. Investimenti in dette risorse, nella misura in cui siano gestiti in maniera efficiente e trasparente, generano vantaggi sociali ed economici che possono di gran lunga superare il costo iniziale dell’investimento stesso. Maggiori finanziamenti sono necessari non solamente per lo sviluppo, la gestione e la manutenzione delle infrastrutture, ma anche per il miglioramento delle strutture di governance, nonché per la raccolta di informazioni e di dati affidabili e obiettivi sullo stato delle risorse idriche e sul loro utilizzo, in modo tale che gli amministratori e i soggetti deputati alla gestione delle risorse siano in grado di fornire le necessarie informazioni ai poteri decisionali in merito alle opzioni politiche possibili e alle potenziali conseguenze.

In quarto luogo, è necessario assegnare le risorse idriche ai diversi settori dello sviluppo in concorrenza fra di loro in modo da garantire che i vantaggi creati per un gruppo di parti interessate non vadano a svantaggio di altre parti. Per questa ragione la gestione dell’acqua deve essere al centro di un dialogo multisettoriale. Inoltre le decisioni che determinano le modalità in cui la risorsa idrica viene sfruttata (o sovrasfruttata) non vengono assunte dai soli soggetti deputati alla gestione della risorsa stessa, ma costituiscono anche la conseguenza di vari obiettivi di sviluppo socioeconomico e di decisioni operative per il loro conseguimento. Il progresso verso lo sviluppo sostenibile richiede il coinvolgimento di un’ampia gamma di parti interessate a livello di governo, di società civile e di mondo imprenditoriale, al fine di garantire che l’acqua venga considerata nel processo decisionale, promuovendo così la cooperazione tra discipline e settori diversi, anche al di là dei confini locali.

La formulazione degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile post-2015 (SDG) fornisce un’opportunità essenziale per generare progresso. È necessario un obiettivo specificamente dedicato all’acqua? In caso affermativo, di quale obiettivo dovrebbe trattarsi?

Conseguire gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile entro il 2030 richiederà uno sforzo concertato con la partecipazione di diversi ambiti e settori, all’interno del quale l’acqua dovrà essere riconosciuta quale elemento di collegamento attraverso cui sarà possibile riunire diversi SDG e altri obiettivi per lo sviluppo. I miglioramenti in termini di efficienza idrica in un determinato ambito potranno permettere di ridurre i vincoli in altri settori, contribuendo così alla realizzazione e alla condivisione di maggiori vantaggi a livello sociale. A titolo di esempio, i vantaggi in termini di salute e di sostentamento resi possibili dall’accesso a forniture idriche sicure e a servizi igienico-sanitari migliorati appaiono assolutamente incontrovertibili. Interventi sulla gestione dell’acqua rivolti alla massimizzazione dei vantaggi condivisi possono ridurre i rischi, ma richiedono approcci coordinati.

È necessario in particolare sottolineare l’importanza di alcuni fattori, tra cui accesso universale all’acqua e agli impianti igienico-sanitari, utilizzo e sviluppo sostenibile delle risorse idriche, governance dell’acqua basata su responsabilità e partecipazione, crescente riutilizzo delle acque reflue e riduzione dell’inquinamento causato dalle stesse, preservazione dei servizi ecosistemici e riduzione delle perdite umane ed economiche causate dai disastri provocati dall’acqua.

Ciascuna di queste sfide svolge un ruolo fondamentale per raggiungere lo sviluppo sostenibile, proprio come l’acqua svolge un ruolo altrettanto fondamentale per il conseguimento di tutti gli altri obiettivi di sviluppo sostenibile e per il superamento delle relative sfide.

Un intervento specifico su tali questioni essenziali attraverso un SDG globale specificamente dedicato all’acqua e caratterizzato da target specifici e misurabili spingerebbe i governi nazionali e la comunità globale a intervenire e a tenere traccia di un insieme di sfide idriche assai più ampio di quello considerato nel quadro degli Obiettivi del Millennio.

Clicca qui per visualizzare l'intero Rapporto 2015 in lingua originale e qui per la sintesi in italiano.  

SDG Poster 2018 2

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